Data: 16/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI (Pescara) - Balducci è il politico più votato. Acerbo non è stato rieletto, restano fuori anche Sorgentone e Visci

PESCARA. Alberto Balducci risulta il politico più votato di Pescara. I dati ancora provvisori (130 su 170 sezioni scrutinate), dicono che l'assessore uscente alle politiche della casa e ai cimiteri ha ottenuto 802 voti. Esce di scena, invece, il deputato della Sinistra Arcobaleno, Maurizio Acerbo, che dopo essere stato sconfitto nella corsa per il posto al Senato non è riuscito ad essere rieletto nemmeno in Comune. E' una rivoluzione quella che emerge dai risultati di queste elezioni amministrative. Tra i più votati ci sono molti assessori e consiglieri uscenti, ma anche diverse facce nuove della politica cittadina. Tra le sorprese, il primario di genetica dell'ospedale civile, Giandomenico Palka, presentatosi con la lista del Pd: ha ottenuto 293 voti.
Tra i vincitori di queste elezioni c'è l'avvocato, Marco Alessandrini, figlio del magistrato Emilio Alessandrini, ucciso da un commando di Prima linea. D'Alfonso ha insistito per candidarlo nella lista del Partito democratico e gli elettori hanno premiato questa scelta. L'avvocato ha ottenuto le preferenze sufficienti per entrate in consiglio. Premiato anche Giuseppe De Dominicis, presidente della Provincia. Votatissimo anche Roberto Renzetti, candidato con il Pdl.
Andando a spulciare nella stessa lista si scoprono nomi eccellenti che invece non ce l'hanno fatta. Tra questi, il primario di Pediatria, Giovanni Visci, che ha incassato un numero insufficiente di preferenze per poter entrare in consiglio; il direttore generale della Gtm, Emanuele Panunzio; l'ex assessore e consigliere uscente, Ermanno Ricci; il consigliere provinciale, Aurelio Giammorretti. Tra i meno votati del Partito democratico ci sono inoltre Carla Tiboni, presidente uscente della commissione pari opportunità e Vincenzo Stellabotte, dirigente della Fater.
Novità anche nella lista civica Pescara città ponte, in appoggio a quella del Pd. L'elenco è pieno di nomi noti, ma solo due hanno ottenuto un numero di voti sufficienti per entrare in consiglio. Tra questi, c'è il consigliere uscente, Agostino Di Bartolomeo, passato con il centrosinistra, dopo essere stato per lungo tempo vice sindaco di An. Non ce l'ha fatta invece Mario Sorgentone, leader storico della battaglia contro la filovia sulla strada parco. Restano fuori, inoltre, Antonio Taraborrelli.
Non mancano le sorprese anche sul fronte dell'opposizione. Augusto Di Luzio, capogruppo uscente di An, non ha ottenuto un numero sufficienti di voti per poter entrare in consiglio. Restano fuori dal Comune anche il preside, Eliseo Marrone, il consigliere uscente, Antonio Grosso, padre del campione del mondo, Fabio Grosso. Tra gli esclusi, anche gli ex assessori di Forza Italia, Florindo Rossodivita e Loredana Di Giovanni, la consigliere di quartiere uscente di An, Gemma Andreini e la campionessa sportiva, Elvira Nicolaj, figlia del noto imprenditore.
Tra i più votati del Popolo della libertà ci sono, invece, il deputato Giampiero Catone, che si è classificato dopo Lorenzo Sospiri, tra i più votati ed entra così di diritto in consiglio comunale.
Non hanno ottenuto i voti sufficienti nemmeno politici noti della Sinistra Arcobaleno: la capogruppo, Viola Arcuri, il consigliere uscente, Davide Pace, il coordinatore della Sinistra democratica, Oscar Buonamano e il presidente dell'ex Quartiere Villa del Fuoco, Plinio Pelagatti.

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