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In Comune esplode la rabbia dei commercianti, l'assessore non torna indietro
Arrivano alla spicciolata davanti a palazzo di città, ma poi a contarli sono trenta, quaranta, forse di più, tra commercianti del centro, di Portanuova e balneatori. Tutti uniti per dire no alla chiusura della rampa dell'asse attrezzato in uscita su piazza Italia. Ma alla fine il provvedimento sarà adottato lo stesso, viste le perplessità emerse ieri dal vertice tra l'assessore Mancini e i dirigenti dell'Anas al seguito di Vincenzo Vurro. Anche se l'assessore ha comunque sottolineato che «il provvedimento non sarà irreversibile». Potrebbe cioè, subire modifiche. Ma è stata una mattinata di fuoco nelle stanze dell'assessorato al Commercio, non senza momenti di tensione. E' stata dura per Mancini e di Pietrantonio far fronte a tanti negozianti agguerriti. «Vogliamo sapere qual è la politica del Comune - ha esordito la gioielliera Barbara Cazzaniga - perché il 60 per cento del Pil della città è prodotto dalle quattromila attività commerciali le cui esigenze però non vengono mai ascoltate». L'assessore al traffico, con la calma di sempre e cartine alla mano, ha spiegato la filosofia che sta alla base del piano urbano del traffico. «L'obiettivo - ha detto Mancini - è evitare gli incroci di flusso e le svolte a sinistra perché determinano il blocco della circolazione e gli stop and go che rendono il traffico meno fluido. Sull'asse attrezzato, in prossimità della rotatoria c'è un "conflitto" tra chi viene da Chieti, chi è diretto verso piazza Italia e chi verso Portanuova. Questo crea numerosi ingorghi. La soluzione trovata da tecnici e approvata in consiglio comunale prevede l'uscita in piazza Unione per chi è diretto a Portanuova: dall'uscita si potrà andare solo verso sud, mentre chi deve andare in centro uscirà su piazza della Marina». Qualcuno, in fondo alla stanza, sbotta sarcasticamente con un "complimenti" che fa andare su tutte le furie Di Pietrantonio. Anche Mancini che nel Put ci crede eccome, risponde un po' alterato: «Questo non è un disegno politico ma è fatto da un tecnico e approvato dal consiglio comunale». E quindi prosegue con l'illustrazione. Si parla di via Marco Polo a senso unico in direzione mare-monti che sarà divisa in due corsie: quella riservata per la svolta a destra sarà senza semaforo ovvero con semaforo sempre verde per uno scorrimento più agevole verso il centro. Chi invece da via Andrea Doria va verso il centro, sull'asse attrezzato non avrà più lo stop sulla rotatoria del ponte, stop che sarà eliminato anche per chi dal centro dovrà raggiungere Portanuova.«E' un'ipotesi - chiarisce Mancini - che elimina conflitti veicolari e facilita lo scorrimento». E snellirà pure il traffico. «Ma questa soluzione - dicono Sandro Acerbo e Riccardo Ciferni titolari rispettivamente del negozio Defilè e dello stabilimento Trieste - impedisce di accedere in centro». Continuano le contestazioni, Di Pietrantonio cerca di sedarle ma è inutile: loro, commercianti e balneatori, vogliono essere rassicurati. E allora avanzano proposte per voce dell'avvocato Carboni: «O si lascia tutto così com'è o si toglie lo stop per chi viene da ovest e si modificano le precedenze o si mette un vigile a dirigere la circolazione. Trovate un sistema per far arrivare gente in centro». Marina Dolci rilancia: «Si possono fare due vie, una che passa sopra e porta in centro, l'altra che passa sotto e conduce a Portanuova». Ma i dirigenti dell'Anas, a detta di Mancini, sono stati chiari: hanno immediatamente bocciato la proposta di modificare il regime del dare precedenza per ragioni inerenti al codice della strada, mentre l'ipotesi di fare due vie, comporterebbe la chiusura di piazza Italia con il deflusso delle auto sul lungofiume. «Impensabile», commenta Mancini che chiosa così: «Non vedo altre uscite». Alla prossima puntata. |