Data: 17/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Consiglio, per 17 è il battesimo dell'aula. Tra i nuovi ci sono Corneli, Perfetto, Di Pinto e Renzetti. Lasciano Ricci e Persico

Pastore si salva per 80 preferenze Palka può rientrare

PESCARA. «C'è, non c'è». Il Consiglio comunale in formazione definitiva è come l'album delle figurine Panini con i 17 convocati all'esordio - come Marco Alessandrini, Florio Corneli e Roberto Renzetti - e i 23 uomini già rodati, da Moreno Di Pietrantonio a Camillo D'Angelo fino a Guerino Testa. Se per i 23 confermati l'emozione della prima volta in aula non c'è più, il battesimo della politica è lontano anche per i 17 volti nuovi. Nuovi, quindi, per il Consiglio comunale ma non certo per la politica. Come Donato Di Matteo, Gianluca Fusilli e Giampiero Catone. Turno di pausa per Ermanno Ricci, Rocco Persico e Antonio Grosso.
Il successo del Pd trascina in Consiglio comunale in seguito alla nomina degli assessori - sono sei quelli spettanti al Pd - anche i medici Giovanni Visci e Giandomenico Palka, Stefano Casciano, Angelo Tenaglia, Andrea Marconi ed Enzo Del Vecchio. Sono i nuovi consiglieri comunali più accreditati.
Comunque, per ora, i 18 uomini del Pd, quelli ufficiali appena dopo il voto, sono: Alberto Balducci, il più votato in assoluto, Antonio Blasioli, Donato Di Matteo, Gianluca Fusilli, Vincezo Dogali, Moreno Di Pietrantonio, Giuseppe De Dominicis, Paola Marchegiani, Camillo D'Angelo, Ugo Zuccarini, Nicola Ferrara, Enzo Imbastaro e Florio Corneli.
Nell'Italia dei Valori Michele Di Marco c'è, insieme a Camillo Sulpizio e Filippo Pasquali, presidente del Consiglio provinciale. Rocco Persico, invece, lascia ma con l'amaro in bocca e cioè per 39 voti appena.
Due i componenti della lista Pescara Città Ponte eletti: sono Giuseppe Bruno che ringrazia i suoi 451 elettori e si dice motivato a intraprendere l'avventura amministrativa e Roberto De Camillis che, per dieci voti, sorpassa Agostino Di Bartolomeo e gli soffia il posto. Decisive nel balletto di cifre le ultime sezioni scrutinate. Per il maratoneta Alberico Di Cecco, invece, solo 23 voti all'attivo ma non è la corsa elettorale che interessa al campione di Fara San Martino: «Il mio sogno è Pechino», dice mentre sbircia la sala consiliare e racconta di un infortunio al bicipite femorale che gli dà noia.
Il compito di portare la bandiera socialista in aula spetta a un uomo solo: Riccardo Padovano, assessore al Mare.
Sui banchi dell'opposizione sono dieci gli uomini del Pdl: Luigi Albore Mascia, Guerino Testa, il più votato degli azzurri, Nicoletta Verì, Nazario Pagano, Marcello Antonelli, Roberto Renzetti, Lorenzo Sospiri, Guido Cerolini Forlini, Giampiero Catone e Andrea Pastore. Il notaio, tallonato da Massimo Filippello e Vincenzo Berghella, si salva per un bottino di 80 voti.
Nell'Udc, insieme a Carlo Masci, torna in Consiglio comunale Berardino Fiorilli insieme al vigile urbano Amedeo Volpe. Cancellata, invece, dal Consiglio comunale la lista civica Pescara Futura: il deejay Luca Teseo non riesce nell'impresa di debuttare in Consiglio comunale.
Gianni Teodoro, sorretto da tre liste civiche, piazza soltanto Massimiliano Pignoli.
Silvestro Profico è l'ultimo baluardo della sinistra in Consiglio comunale. Non c'è più più traccia degli uomini della Sinistra arcobaleno in municipio, a cominciare dal leader Maurizio Acerbo.
Senza Viola Arcuri, soltanto 122 preferenze per lei sorpassata anche dallo scrittore Giovanni Di Iacovo, la quota rosa del Consiglio comunale si abbassa ancora e sprofonda verso il basso: tre in tutto le donne elette.
«Un risultato», così lo spiega Nicoletta Verì, «che gratifica ma che soprattutto premia un modo diverso di fare politica, lontano dai riflettori, sempre tra la gente, in strada, nelle piazze, per dare voce a chi non ce l'ha». La sua dote di voti è di 959 preferenze.

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