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Il futuro premier non esclude più l'ipotesi Air France, «ma con pari dignità»
ROMA. Dalla riapertura delle trattative con Air France, ma a nuove condizioni, ad una cordata tutta «made in Italy» in cui si riaffaccia il nome del patron di Air One, Carlo Toto, a nuove ipotesi di alleanze con Lufthansa o, in alternativa, con Aeroflot. Sono diverse le possibilità al vaglio del premier in pectore Silvio Berlusconi sul dossier Alitalia. Intanto sta riprendendo quota l'hub di Malpensa. «Io amo l'Italia e volo Alitalia» è il nuovo slogan per la compagnia di bandiera coniato dal Cavaliere che starebbe tentando varie strade perchè «Alitalia resti italiana». La prima riguarda la cordata made in Italy: «Molti imprenditori di grande rilievo si sono fatti avanti» ha detto Berlusconi parlando di «soluzione entro un mese» e ricordando che questa squadra è appoggiata «da una società con il giusto know how nel trasporto aereo» come Air One. La seconda pista è quella «di tornare alla primitiva soluzione e cioè la formazione di un grande gruppo internazionale con pari dignità delle tre compagnie aeree» Alitalia-Klm-Air France. «Se si andasse in quella direzione - ha aggiunto Berlusconi - la compagnia di bandiera resterà di bandiera. Sarebbe un'alleanza importante e i turisti resterebbero in Italia». Ma per ora dal gruppo franco-olandese arriva solo un «no comment». Starebbe poi tornando in campo anche l'ipotesi russa: secondo indiscrezioni Aeroflot sarebbe pronta a rientrare in pista. Proprio oggi e domani Berlusconi incontrerà in Sardegna il presidente russo Vladimir Putin, ma il leader del Pdl non ha confermato che parleranno di Alitalia: «L'agenda non è fissata, sarà un incontro tranquillo». Infine non viene scartata neanche la possibilità Lufthansa: «Non è esclusa - ha detto Berlusconi - una presenza straniera che lasci la compagnia in mani italiane». L'intenzione è comunque quella di stringere i tempi: la pratica «si chiuderà abbastanza in fretta», ha promesso il leader del Pdl mostrandosi ottimista. Più cauta la Lega: «Vediamo di fare tutto quello che serve per evitare il fallimento Alitalia e per rilanciare Malpensa, ma non sarà facile» ha detto Roberto Maroni. Si sfila intanto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, che non accetterebbe di gestire la crisi di Alitalia «neanche dipinta». E resta per ora senza risposta l'appello di Palazzo Chigi per un incontro in tempi stretti. «E' chiaro - ha però assicurato Berlusconi - che si dovrà interloquire». |