|
Verso l'accordo per una continuità d'azione tra vecchio e nuovo governo. Berlusconi: non ho preclusioni, ma la nostra compagnia deve essere paritaria agli eventuali partner stranieri ROMA. Una soluzione concordata fra la maggioranza diventata opposizione e l'opposizione diventata maggioranza. Si stringono i tempi su Alitalia e il punto d'arrivo potrebbe essere uno qualsiasi fra Aeroflot (ma i russi ufficialmente smentiscono), Air France («se si tornasse al progetto di un'Alitalia paritaria», dice Berlusconi), o la cordata italiana («Dal momento che Berlusconi ha più volte parlato di questo è probabile che il Pdl esperisca altre soluzioni», fonti di Palazzo Chigi). Questo a essere ottimisti, perché Romano Prodi a fine giornata dichiara: «Non c'è nulla di nulla». Allora via con la ricerca di una notizia nelle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, nei contatti diretti sul tema fra lui e Putin appena sbarcato in Costa Smeralda, e nell'incontro, a Palazzo Chigi fra Enrico Letta, sottosegretario alla presidenza uscente, e Gianni Letta, vicepremier in pectore. Sono nipote e zio, potrebbe aiutare a trovare una soluzione bipartisan. Quella stessa che auspica il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando dice che i problemi più urgenti sul tappeto non siano lasciati languire in attesa che nasca un nuovo governo. Alla riunione di Palazzo Chigi partecipa anche Bruno Ermolli, membro del consiglio di amministrazione di Fininvest e incaricato da Berlusconi di sondare gli industriali interessati a comporre la famosa cordata tricolore. Al tavolo anche il sottosegretario all'Economia, Massimo Tononi, e il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli. È subito chiaro che lo scopo è soprattutto quello di creare le basi per una continuità fra l'azione del governo Prodi e di quello che verrà, perché il tempo di ricominciare tutto da zero non c'è, vista la minaccia dell'Enac di ritirare la licenza ad Alitalia e quella della Iata, l'associazione mondiale dei vettori, di cacciare la compagnia. «Si lavora - dicono a Palazzo Chigi - a un'ipotesi di soluzione bipartisan per garantire la necessaria continuità aziendale che consenta di completare la privatizzazione in tempi brevi». Continuità di trattativa e continuità aziendale. È quella che chiede la Filt-Cgil e la richiesta assomiglia molto a quella che avanza Berlusconi per riaprire ai francesi. «La via maestra - dice il sindacato - è quella di ripartire da una vera trattativa con Air France che proponga Alitalia inserita con pari dignità in una grande alleanza internazionale». E Raffaele Bonanni, segretario Cisl: «Pronti a discutere se ci saranno più aerei in volo, se Malpensa viene maggiormente considerata e se c'è più attenzione ai livelli occupazionali». «Se si dovesse tornare al primitivo progetto di un'Alitalia con pari dignità rispetto alle altre due compagnie (Air France e Klm ndr) e con una direzione italiana sarò lieto di discuterne e ne parlerò anche con il presidente francese Sarkozy», dice Berlusconi. Poi però aggiunge che tutte le ipotesi restano in piedi. «Mi chiedete di Aeroflot? Vi dico che francamente tutte le ipotesi restano in piedi, purché Alitalia resti la compagnia di bandiera italiana e le decisioni vengano prese da italiani». Nella prossima settimana nuovo incontro Letta-Letta. Intanto Alitalia arroventa la campagna elettorale per il ballottaggio sul sindaco di Roma con Francesco Rutelli che attacca Alemanno, frenato da una coalizione che a livello nazionale spinge su Malpensa a scapito di Fiumicino. |