Data: 19/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Regione, i dipietristi divisi sul rimpasto. In corsa Evangelista e Di Stanislao Oggi vertice del Pd con Marini

PESCARA. Sul tavolo del presidente Ottaviano Del Turco ci sono due cartelline titolate "Rimpasto". Nella prima c'è la sigla "Idv", Italia dei Valori, nella seconda "Pd e altro". Del Turco si è dato qualche giorno di tempo per studiarle. Il rimpasto in giunta regionale dovrebbe concludersi nei primi giorni di maggio, in tempo utile per rimettere in modo l'esecutivo regionale prima dell'ammaraggio estivo. I tempi sono stretti, l'obiettivo ambizioso: evitare l'effetto Prodi.
L'Italia dei Valori è la pratica più urgente, ma al momento è tutta interna al partito di Di Pietro. Del Turco ha solo da aspettare. Prima del voto i dirigenti abruzzesi dell'Idv Alfonso Mascitelli, Carlo Costantini, Bruno Evangelista avevano sottoscritto un accordo che prevedeva in caso di elezione dei primi due al Parlamento, l'ingresso dell'Idv nella maggioranza di Del Turco e sopratutto la promozione in giunta di Evangelista. La prima ipotesi si è verificata: Costantini è stato riconfermato alla Camera e Mascitelli ha guadagnato lo scranno senatoriale, grazie a quel 7,1% incassato dai dipietristi (secondo miglior risultato in Italia dopo il Molise). La seconda ipotesi, l'assessorato a Evangelista è ora messa in discussione dal nuovo assetto dell'Italia dei Valori in Regione, con l'arrivo proprio a ridosso delle elezioni del consigliere regionale Augusto Di Stanislao, reduce da una rapida ma tormentata migrazione dai Ds a Sinistra democratica (solo sfiorata) infine all'Udeur, abbandonata dopo le disavventure della famiglia Mastella. Di Stanislao si è candidato alla Camera con l'Idv per «spirito di servizio», dunque per portare voti, e ora vedrebbe come giusta ricompensa un posto nella giunta Del Turco. Un'ipotesi, dicono nell'Idv, che metterebbe in forte imbarazzo un pezzo di partito, soprattutto quello teramano, il territorio di Di Stanislao. Anche perché nessuno può attribuirsi in prima persona il successo della lista. E se Di Stanislao può vantare un ottimo 12,5% a Colonnella, il paese di cui è stato sindaco, è anche vero che quella percentuale corrisponde a soli 262 voti.
Sul contenuto della seconda pratica allo studio di Del Turco, la cartellina "Pd e altro", di discuterà questa mattina in un vertice del Partito democratico al quale parteciperà anche Franco Marini.
Del Turco ha bisogno di un rimpasto veloce in giunta che raggiunga quattro obiettivi: arruolare persone già esperte della macchina di governo; accelerare il programma riformatore della giunta; dare agli abruzzesi un segnale di reale cambiamento; non scontentare troppo i partiti della coalizione. Per questo il rimpasto sarà corposo e con qualche sorpresa. Si parla di un superassessorato "di filiera" che ingloberebbe Attività produttive e Agricoltura e andrebbe all'attuale responsabile dell'Agricoltura Marco Verticelli. Valentina Bianchi, assessore in carica alle Attività produttive, potrebbe uscire dalla giunta e assumere un incarico di prestigio in una delle società controllate dalla Regione (holding trasporti o Abruzzo engineering), oppure, poiché Del Turco non vuole diminuire la consistenza della pattuglia rosa nell'esecutivo, potrebbe occuparsi della nuova delega all'Innovazione, università e ricerca, ritagliata dalle Attività produttive. Dentro la componente di Rifondazione potrebbe profilarsi un avvicendamento tra Betti Mura e Daniela Santroni, vicina al moderato Bertinotti. Mentre è più difficile l'arrivo di Maurizio Acerbo, passato alla componente di sinistra legata al ministro Ferrero. L'arrivo in giunta, dato per certo, dell'ex Ds Donato Di Matteo, pone un problema territoriale, perché sono già tre i pescaresi nell'esecutivo. Sulla rappresentanza territoriale premono i chietini, presenti col solo Franco Caramanico, tra l'altro in bilico perché non ha collocazione politica certa. Tra i chietini si autocandidano per entrare gli ex margheritini Antonio Boschetti (che c'è chi vede molto interessato all'assessorato al Bilancio retto da Giovanni D'Amico), e Camillo D'Alessandro, trentenne emergente.

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