Data: 19/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Assunzioni bloccate, ospedale al collasso» Allarme dei sindacati, appello a sindaco e prefetto. Pagano: Del Turco chiarisca

PESCARA. È rivolta contro la decisione della Regione di bocciare il piano del personale della Asl perché sfora i limiti di spesa. Cgil e Cigl parlano di declino definitivo della azienda sanitaria, l'Ugl di «pagina nera della sanità pescarese», mentre il consigliere regionale Nazario Pagano chiede un chiarimento urgente al presidente della Regione Ottaviano Del Turco e all'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca. Con lo stop alle assunzioni, il futuro dell'ospedale diventa sempre più nebuloso.
«Dopo il licenziamento di centinaia di lavoratori precari nel 2007» affermano Cigl e Cisl, «la Asl ha formulato un piano di assunzioni per ricoprire i posti indispensabili a garantire il livello minimo di assistenza ai cittadini: la bocciatura si rivela ancora più grave in coincidenza della recente approvazione, nel piano sanitario regionale, di una norma che disciplina la stabilizzazione del personale precario».
Davanti a uno scenario sempre più preoccupante, con il numero degli operatori ridotto all'osso e servizi carenti per mancanza di medici e infermieri, i sindacati parlano di «profonda crisi e amarezza» di tutto il personale e lanciano l'allarme in vista della prossima «finestra» pensionistica di luglio e dell'avvicinarsi delle ferie estive, chiedendo l'intervento del sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, del presidente della Provincia Pino De Dominicis e dei consiglieri regionali. In attesa che la politica si muova, i sindacati annunciano però «dure forme di protesta nei confronti dell'assessorato regionale alla Sanità che, nei fatti, non vuole garantire nemmeno la sopravvivenza dei presidi ospedalieri della Asl». Al contrario, secondo Cgil e Cisl, la Regione non ha avuto il coraggio di tagliare i posti letto «dove sono al di sotto della soglia stabilita di tassi di occupazione».
Dal canto suo l'Ugl denuncia del condizioni in cui sono costretti a lavorare gli addetti, «al limite della legalità»: «La pianta organica doveva servire a ridare respiro al personale sottoposto a turnazioni massacranti, ma la sanità pescarese è stata ancora una volta il bersaglio preferito della politica regionale e locale che di adopera in tutti i modi possibili a portare l'ospedale al collasso totale». Non solo a Pescara, ma anche a Penne e a Popoli, dove da mesi si denunciano carenze e difficoltà. «La drammaticità della posizione in cui si è venuta a trovare la Asl di Pescara ricade sui cittadini, privati addirittura del diritto alla salute sancito dalla Costituzione». Per l'Ugl, quindi, è necessaria l'immediata apertura di un tavolo di concertazione alla presenza del prefetto Paolo Orrei e del sindaco.
Pesanti bordare alla Regione arrivano anche dal consigliere regionale Nazario Pagano: «È un atteggiamento di dannoso disinteresse verso la maggiore istituzione sanitaria della regione» afferma Pagano. «Una situazione insostenibile, più volte denunciata da me e dai consiglieri di opposizione che ha portato il nostro ospedale ad assurgere anche alla cronaca nazionale per gravi disservizi connessi alle croniche carenze e che mi induce a chiedere un chiarimento urgente in sede istituzionale al presidente Del Turco e all'assessore Mazzocca». Pagano parla di scelte «scriteriate» e conclude: «Vorremmo capire se la strategia della giunta regionale prevede o meno anche la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori ospedalieri e come si pensa di perseguirlo alla luce dei tagli di reparti e personale». Il piano della Asl - che la Regione ha bocciato perché «in contrasto con le disposizioni vigenti e con le direttive formulate dalla giunta» sui tetti di spesa - prevede l'assunzione di 141 infermieri, 100 medici, 26 tecnici informatici, 30 operatori sanitari e, tra l'altro, anche di 26 precari destinati al Cup.

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