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L'Ugl ha proclamato per mercoledì uno sciopero dei dipendenti del Centro turistico del Gran Sasso, a eccezione degli addetti alla funivia il cui funzionamento sarà garantito. Per la stessa giornata si sta organizzando una manifestazione di protesta, culminante con la partecipazione dei lavoratori alla seduta del Consiglio comunale che dovrà affrontare la proposta di privatizzazione della ex-municipalizzata. «Il sindaco Massimo Cialente - dice l'Ugl - nel corso della sua campagna elettorale, rassicurò pubblicamente i lavoratori promettendo per loro ricollocazione in altri ambiti comunali. Le sue promesse sono state disattese e oggi assistiamo alla frenetica rincorsa a una privatizzazione che getta in mezzo alla strada 30 persone». Per la privatizzazione c'è stata venerdì sera anche una riunione bollente della maggioranza: Enrico Perilli (Prc), Giustino Masciocco (Sd) e Angelo Mancini (Idv) hanno votato contro in Commissione «perché siamo contro il Piano d'Area - ha spiegato Perilli - poi in consiglio comunale vedremo come comportarci. La nostra è una vecchia presa di posizione a causa dell'eccessiva cementificazione contenuta nel Piano d'Area. Inoltre il progetto prevede strutture soltanto per il periodo invernale». Di altro tenore l'opinione di Alfredo Moroni vice segretario provinciale Pd. «La privatizzazione va considerata un'occasione di sviluppo non solo del Gran Sasso, ma dell'intero comprensorio. La Finanziaria prevede che è obbligatorio cedere le società che si trovino nella stessa situazione del Centro Turistico «data la sua condizione deficitaria aggravata da un'impossibilità, quasi naturale, di ripresa se non basata su logiche di mercato, quindi se non supportata da imprenditori specializzati nel settore che sappiano non solo fare investimenti importanti, ma abbiano anche la capacità di presentare un vero e proprio Piano industriale, finalizzato al rilancio non solo della stazione sciistica, ma anche alla valorizzazione dell'intero territorio». |