Data: 22/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Air France ritira l'offerta su Alitalia. Annuncio choc da Parigi: la proposta di acquisto non è più valida

No comment del governo che si riunirà domani mattina. I democratici: naufragio per colpa di atteggiamenti irresponsabili di Pdl-Lega

ROMA. Air France-Klm ritira la propria offerta per l'acquisto di Alitalia. Con sole cinque righe annuncia di aver comunicato alla compagnia italiana che «gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta». A chiedere chiarimenti ad Air France-Klm era stato proprio l'attuale amministratore delegato di Alitalia, Aristide Police, che venerdì aveva spedito una lettera a Parigi per chiedere se gli impegni firmati fossero ancora validi.
La risposta è arrivata ieri e - secondo alcune indiscrezioni - la retromarcia del gruppo d'oltralpe sarebbe stata spiegata facendo riferimento alle condizioni previste dall'accordo, che indicavano una rigida tempistica, ma anche con il fatto che le valutazioni contenute nel piano industriale non sarebbe più valide alla luce del nuovo scenario che si è aperto.
In pratica ora - secondo il gruppo straniero - sarebbe davvero difficile riuscire a centrare il target di ritorno in attivo per il 2010. Di fronte al passo indietro di Air France-Klm Palazzo Chigi reagisce con un «no comment». Ma conferma che domani si terrà un Consiglio dei ministri per prendere le decisioni conseguenti all'annuncio della compagnia franco-olandese. Scelte che dovranno comunque essere bipartisan, cioè fatte in accordo con la nuova maggioranza parlamentare. E per questo ci vuole una chiara «assunzione di responsabilità» del centrodestra. Se, prima dell'annuncio di Air France, si pensava ad un Consiglio dei ministri in settimana per varare il prestito in grado di dare «ossigeno» alle casse di Alitalia, ora la decisione è strettamente collegata all'atteggiamento di Pdl e Lega. E non è escluso che si possa arrivare al commissariamento della compagnia. Ma in questo caso non si terrà un Consiglio dei ministri, sarà invece lo stesso Cda di Alitalia a chiedere l'attivazione della procedura della legge Marzano al ministero dello Sviluppo economico.
La porta di Air France è definitivamente chiusa? Difficile dirlo, anche se per qualcuno si limita a fotografare la situazione e a non precludere nuove intese in futuro. Di certo sull'annuncio del gruppo franco-olandese si scatena anche la polemica politica. Il Pd attacca le dichiarazioni di ostilità degli esponenti di centrodestra, gli annunci dell'arrivo di cordate «al momento inesistenti», e l'ipotesi di convergenze con Aeroflot. «Dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili - si legge in una nota del Partito Democratico - hanno fatto naufragare la trattativa con Air France, mettendo a repentaglio il destino di Alitalia e di decine di migliaia di lavoratori». Interviene anche il candidato sindaco di Roma, Francesco Rutelli che parla di «conseguenza disastrosa dello sbarramento opposto da Berlusconi, dalla Lega e anche da Alemanno all'accordo con francesi e olandesi».
Nel pomeriggio, poi, si era registrata anche un'apertura di Intesa Sanpaolo sulla possibilità di riprendere il dossier Alitalia. L'istituto tornerebbe però in pista solo per «un'operazione di portata internazionale e non di piccolo cabotaggio provinciale» perchè le compagnie aeree «sono realtà grandi» e potrebbe farlo «sotto varie forme», ha detto il presidente del Consiglio di gestione, Enrico Salza.

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