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Pescara, 23/05/2022
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Data: 24/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trasporti. Tremonti taglia, la Sangritana assume. Cgil e dipendenti: «Bando su misura»

PESCARA - Pronti a restituire le deleghe, i governatori. Così ha detto Formigoni e dietro di lui tutti gli altri, persino Gianni Chiodi che è uno che i muscoli non li esibisce mai. Trasporti a rischio, tagli pesanti, collegamenti in forse, la cinghia stretta che più stretta non si può in tutta Italia: ma quandomai. Piange a Roma e se ne infischia in Abruzzo il presidente della Regione in quota Pdl, sempre di manica larga quando si tratta di ingaggiare dirigenti che si tratti della Regione o della Sangritana spa, uffici verniciati di fresco sulla costa teatina e una etichetta che parla da sola, lo "stipendificio d'Abruzzo". La denuncia è della Cgil e di un gruppo di dipendenti stanchi di vedersi appioppare l'ennesimo raccomandato da sistemare su poltrone pagate a peso d'oro: «Alla fine la Sangritana avrà più dirigenti che chilometri di linee ferroviarie: un direttore generale, un vice direttore generale, due direttori tecnici, un dirigente amministrativo, un direttore del personale, ognuno dei quali tra stipendi e benefit, guadagna120-150 mila euro l'anno», raccontano esasperati. Ma a farli saltare sulla sedia in questi giorni in cui si parla di manovra economica, di tagli, di pesanti riduzioni al sistema della mobilità collettiva, è stato il nuovo bando di selezione pubblica per un dirigente tecnico pubblicato lo scorso 17 luglio. Un bando del tutto inutile perchè l'azienda già dispone di un direttore tecnico, di un direttore dell'esercizio, di ingegneri e funzionari tecnici. Dicono D'Aurora e Scaccialepre della Cgil: «Abbiamo la sensazione che si stia cucendo un abito su misura, chiediamo di fermare questo ennesimo provvedimento a nostro avviso non necessario per l'azienda, specialmente in un momento in cui la ristrutturazione e la razionalizzazione dell'intero settore appaiono inevitabili». Abito su misura, dice la Cgil. Sospetto non campato per aria: solo pochi mesi fa la Sangritana si era distinta per un doppio salto clientelare, sistemando sulla poltrona di direttore generale il bancario Benito Marcanio, amico stretto di Filippo Piccone di cui è concittadino, per ringraziarlo del voltafaccia a Stefania Pezzopane. Ma la celano-teramanizzazione delle nomine comportava che però la Sangritana continuasse a funzionare e così il presidente della spa Pasquale Di Nardo fu costretto a firmare un contratto di consulenza all'ex direttore generale Luigi Nuzzo per quattro mesi rinnovabili. Il sospetto adesso è che quel "rinnovabili" e il bando del 17 luglio siano la stessa cosa. E infatti nel giro di poche settimane alla Sangritana è stata varata una nuova pianta organica e un nuovo regolamento della dirigenza che cancella quelle norme che avrebbero impedito la stabilizzazione di Nuzzo e di Alfonso D'Alfonso, vice direttore generale per tutte le stagioni. E guardaunpo' nel nuovo bando non viene richiesto il requisito minimo dei cinque anni di dirigenza «in organizzazioni complesse pubbliche e private» che nè Nuzzo nè D'Alfonso possono vantare. Una coincidenza, sicuramente. Una pura e sfortunata coincidenza. Che però è finita dritta dritta in un esposto alla magistratura e alla Corte dei Conti. Un bel guaio per Chiodi.

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