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Pescara, 05/12/2019
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Data: 09/07/2008
Settore:
Trasporti
file allegato: Preleva il comunicato unitario
GRANDE ADESIONE ALLO SCIOPERO PER IL CCNL DELLA MOBILITA´. LA VERTENZA E LA MOBILITAZIONE PROSEGUONO - Sale dal 77 all'82% l'adesione media complessiva delle lavoratrici e dei lavoratori, con punte del 100% - Rassegna stampa

La giornata di lotta del 6-7 luglio ha fatto seguito alla prima iniziativa, svolta il 9 maggio, a sostegno della vertenza per il nuovo CCNL: la grande e convinta adesione delle lavoratrici e dei lavoratori del nuovo settore contrattuale rafforza le ragioni della vertenza ed invia alle controparti datoriali un chiaro segnale di convinta e consapevole mobilitazione.

Controparti che, ad oggi, mantengono ancora un atteggiamento dilatorio e, per alcune di esse, addirittura pregiudizialmente ostile nei confronti del nuovo CCNL, ad ormai più di quattro mesi dal varo della piattaforma sindacale (21 febbraio 2008), ad oltre sei dalla scadenza dei due, attualmente distinti CCNL, (del Trasporto Pubblico Locale e delle Attività Ferroviarie) di cui si propone la confluenza in un'unica disciplina contrattuale collettiva (31 dicembre 2007), a quasi nove dall'intesa preliminare sottoscritta presso il Ministero del Lavoro da tutte le parti sindacali e datoriali coinvolte nel processo di unificazione contrattuale.

L'impegno di lavoratrici e lavoratori nel sostenere, già con due scioperi, la vertenza e i pesanti disagi che, in occasione di questi due scioperi, hanno dovuto inevitabilmente subire i cittadini e gli utenti del servizio meritano finalmente, a questo punto, una risposta chiara e precisa, attraverso la formale apertura del negoziato contrattuale nella sede naturale delle parti sociali: chiunque si ostini a frapporre, come avvenuto in questi mesi, capziosi, strumentali ed assolutamente ingiustificati veti a questo giusto sbocco della vertenza si assume la responsabilità politica piena ed esclusiva degli effetti che questa vertenza ha già prodotto e produrrà nel prossimo futuro.

In occasione dell'incontro dello scorso 1 luglio è caduta nel vuoto, soprattutto per responsabilità di Asstra e Anav, la richiesta rivolta alle controparti datoriali, da parte del Ministro di Infrastrutture e Trasporti, di dare formale avvio al negoziato contrattuale.

Il nuovo Contratto rappresenta lo strumento fondamentale ed indispensabile per unificare le tutele contrattuali del lavoro in un ampio settore produttivo di fatto, già oggi, unificato da numerose norme comuni, sia sul piano contrattuale che su quello di regolazione dei processi di riforma e di liberalizzazione.

L'obiettivo del nuovo CCNL è di tutelare le lavoratrici e i lavoratori del settore dal dumping e dalle destrutturazioni contrattuali, rischio chiaramente evidenziatosi in questi anni proprio per l'inadeguatezza del quadro regolatorio dei processi di liberalizzazione, di apertura dei mercati e di riassetto del settore.

L'unificazione contrattuale che viene proposta nella piattaforma sindacale è resa irrinunciabile dalle trasformazioni prodotte dalle liberalizzazioni, dai rapporti con la committenza pubblica e con le aziende pubbliche, dall'ingresso nel mercato di settore di nuovi soggetti imprenditoriali e nel quale proprio la perdurante presenza di più regolazioni contrattuali collettive può rappresentare elemento strumentale per alimentare surrettiziamente le distorsioni dell'attuale quadro regolatorio.

Il nuovo CCNL è una scelta sindacale consapevole, maturata nel corso degli anni nel vivo dei processi concreti che riguardano il lavoro, la sua condizione, la sua tutela, sia nel trasporto locale, che in quello ferroviario e nelle connesse attività di servizio.

Una scelta alla quale Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast non intendono assolutamente rinunciare, perchè irrinunciabile è la necessità di dare rapidamente tutele adeguate ed efficaci al lavoro nel trasporto locale, ferroviario e servizi.

Per questo la vertenza e la mobilitazione proseguono.
Per questo, se la situazione non si sblocca rapidamente, si tornerà a scioperare.

Roma, 9 luglio 2008


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