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Pescara, 08/12/2019
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Data: 20/10/2008
Settore:
Previdenza Complementare
CRISI DEI MERCATI FINANZIARI, I FONDI NEGOZIALI RESTANO UNA RISPOSTA EFFICACE - Assofondipensione: «La valutazione va fatta in un arco temporale pił ampio rispetto al semplice investimento finanziario e speculativo» - La nota del Dipartimento Diritti con tabelle esplicative

Dopo quattro anni di crescita sostenuta, le vicende legate ai cc.dd. mutui subprimes e la crisi globale acuitasi nel corso nel 2008 hanno provocato una forte turbolenza sui mercati finanziari internazionali. Pur in una situazione di crisi mondiale, è importante sottolineare che i Fondi Pensione Negoziali continuano a rappresentare una risposta efficace ed adeguata ai bisogni di risparmio previdenziale delle lavoratrici e dei lavoratori italiani. Un’analisi approfondita della situazione dei Fondi Pensione Negoziali non può prescindere da una valutazione sul tipo di investimento proprio degli stessi che, in quanto di natura previdenziale, deve necessariamente essere valutato in un arco temporale più ampio rispetto al semplice investimento finanziario e speculativo. Il rigoroso sistema di regole, limiti e controlli dei fondi pensione, l’adeguata diversificazione degli investimenti – che consente di limitare gli impatti negativi sulle risorse conferite in gestione –, la prudenza che ha connotato la costruzione dei comparti (alla fine del 2007, il patrimonio dei fondi pensione negoziali risulta composto per il 59% da titoli di Stato), il costante monitoraggio svolto dalla COVIP, rappresentano altrettanti elementi che rafforzano, anche nell’attuale contesto di crisi, la validità della scelta dei Fondi Pensione Negoziali. I vantaggi dell’investire in un Fondo Pensione Negoziale non si limitano solo ad una gestione attenta sia alla sicurezza che alle performance dell’investimento. Si estendono anche ad altri aspetti, come quelli derivanti dal risparmio fiscale e dall’opportunità di fruire del contributo addizionale del datore di lavoro. Inoltre, i Fondi Pensione Negoziali garantiscono costi contenuti e vantaggiosi rispetto agli altri strumenti di risparmio presenti sul mercato. Questo fattore, in un investimento dall’orizzonte temporale medio lungo, può incidere in modo significativo sulla misura del montante finale e della rendita cui il lavoratore accede al momento del pensionamento.


L’attuale crisi globale dei mercati finanziari ha determinato una rinnovata attenzione nei confronti della previdenza complementare creando un certo disorientamento tra i lavoratori aderenti.

Tale situazione ha generato, infatti, timori che sono per lo più focalizzati su potenziali ricadute negative dell’andamento finanziario delle gestioni dei fondi negoziali.

La ricognizione effettuata dalla Covip ha fatto emergere un numero assai limitato di forme complementari che avevano una esposizione verso strumenti emessi o garantiti da Lehman Brothers.

Infatti in soli 16 casi, rispetto ad una platea di oltre seicento forme complementari, non viene mai superata la soglia dell’1% e di questi 16 casi, solo un fondo negoziale( Cometa) ha una esposizione dell’0,6%.

Nello specifico, per quanto riguarda i diversi Fondi nel settore Trasporti, è emerso che nessuno di loro aveva ed ha esposizioni, dirette o indirette, verso titoli legati al mercato dei subprime e titoli emessi o garantiti da società appartenenti al gruppo.

Ciò conferma il principio della gestione prudente che caratterizza l’attività d’investimento del risparmio previdenziale che si esprime principalmente attraverso una forte diversificazione dei titoli acquistati e al rispetto di vincoli precisi così come previsto dal Decreto 703/96, che regola i limiti e le tipologie di investimento a cui si devono attenere i fondi pensione.

Nonostante ciò, i fondi di categoria chiuderanno il 2008 con esiti negativi, anche se hanno avuto “performance” migliori rispetto ai fondi aperti e ai piani individuali.

Ci rendiamo conto, però, che a fronte di una situazione così complessa ed instabile, queste rassicurazioni possono apparire insufficienti a rasserenare i lavoratori e a respingere ogni tentativo d’allarmismo. A nostro avviso è proprio in questa fase che il sindacato deve riconfermare, con forza e convinzione, alcuni elementi di merito che caratterizzano la previdenza complementare in modo che i lavoratori siano pienamente consapevoli delle varie possibilità di cui possono usufruire.

1. Filosofia della previdenza complementare

Bisogna considerare che il risparmio previdenziale va valutato, per sua natura, in un orizzonte temporale di lungo termine trattandosi di una scelta che dovrà essere mantenuta durante l’intero arco della vita lavorativa.

Nelle varie fasi di mercato sono inevitabili momenti di crisi e turbolenze che sono controbilanciati da periodi positivi che attenuano gli effetti delle oscillazioni. I fondi inoltre funzionano con la logica del piano d’accumulo, vale a dire mediante acquisti rateali. Continuare a contribuire, in una fase di mercati negativi, significa comprare a prezzi bassi un numero maggiore di quote che in caso di rimbalzo dei listini i guadagni saranno amplificati. Meglio, quindi, non spostarsi subito su linee più tranquille perché si rischierebbe solo di capitalizzare le perdite. Ciò è giustificato per coloro che hanno un prospettiva lavorativa abbastanza lunga, mentre per quei lavoratori che sono prossimi (5 anni) ai requisiti minimi previsti dalla previdenza obbligatoria è preferibile la scelta del comparto garantito.

2. Tutela del Patrimonio

Il patrimonio dei fondi è separato da quello delle società che li gestiscono. Essi sono titolari delle risorse conferite in gestione, pertanto ne scaturisce l’impossibilità di distrarre tali risorse dal fine al quale sono state destinate. In caso di procedura fallimentare essi non possono formare oggetto di esecuzione da parte dei creditori, del soggetto istitutore o del gestore.

3. Rendimento storico

Secondo i recenti dati Covip, nell’ultimo quinquennio i fondi pensione negoziali hanno reso mediamente il 25,1%, mentre il Tfr ha reso mediamente solo il 14,3%.

E’ opportuno sottolineare che sebbene negli ultimi 8 mesi i fondi pensione negoziali hanno registrato un andamento medio negativo del 3,4%, le rilevazioni di settembre e ottobre, in corso di pubblicazione, prevedono purtroppo che il trend negativo complessivo si attesti attorno ad un valore medio al 5%.

4. Diversificazione del rischio

I fondi negoziali diversificano, ovvero differenziano, il rischio in ordine alla concentrazione del patrimonio gestito per titoli azionari ed obbligazionari sulla base della vigente normativa e secondo le convenzioni che ogni singolo fondo stipula con i diversi gestori finanziari.

Tali convenzioni, inoltre, prevedono la rescissione unilaterale nel caso la società di gestione non ottemperi alle direttive impartite dal fondo.e

5. Vantaggio fiscale

Si evidenzia che il vantaggio derivante dalla partecipazione alla previdenza complementare è rappresentato per l’aderente da un insieme di fattori:

• il rendimento conseguito dal fondo pensione,

• il vantaggio fiscale relativo alla normativa per la previdenza complementare,

• il contributo aggiuntivo del datore di lavoro ( solo per i fondi negoziali)

• la deduzione fiscale del contributo del lavoratore.

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