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Pescara, 22/10/2020
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Data: 08/11/2008
Settore:
Politica regionale
ABRUZZO AL VOTO, SONO CINQUE I CANDIDATI AL RUOLO DI GOVERNATORE - Sedici le liste in campo. La Corte d'Appello «Nessuna irregolarità nel listino» - I sette candidati con i listini - Le liste per provincia: L´AQUILA - CHIETI - TERAMO - PESCARA

Saranno dunque cinque e non sette i candidati alla presidenza della giunta regionale dell'Abruzzo per le elezioni in programma il 30 novembre e il 1° dicembre prossimi. Sono ben sedici le liste in campo, delle quali 7 appoggerano il candidato del centrosinistra Carlo Costantini e quattro collegate al candidato del centrodestra Gianni Chiodi. Gli altri cinque candidati governatori sranno Rodolfo De Laurentiis sostenuto dall'Udc, Teodoro Buontempo sostenuto da La destra, Ilaria Del Biondo in rappresentanza del Partito Comunista dei Lavoratori, Leopoldo Rossini sostenuto dall'Alleanza Federalista - Lega Nord e Angelo Di Prospero in rappresentanza della Lista per il bene comune. Queste ultime due sono state escluse dalla Carta d'Appello di L'Aquila

Infatti la notizia del giorno è proprio la riammissione del cosiddetto "listino" del candidato presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi alle elezioni del prossimo 30 novembre. La decisione è stata assunta dall'ufficio elettorale centrale presso la Corte d'Appello dell'Aquila che ha quindi dato il via libera anche alle quattro liste provinciali che sostengono il "listino".

L'esclusione con riserva, che ha mandato in fibrillazione il centrodestra, era legata a presunte carenze in ordine ai sottoscrittori delle candidature del listino che comprende il presidente e altri sette nominativi. Sembra che nel nuovo conteggio dei firmatari delle liste siano state accertate cinque firme in regola in più del necessario.

Ma le polemiche non sono finite. «Rispettiamo la decisione - dice il leader dell'Idv Antonio Di Pietro - e la rispettiamo a tal punto che non chiederemo al Tar nessuna sospensiva in via cautelare, fermo restando il nostro diritto-dovere di avere copia degli atti e, eventualmente, attivare un giudizio di merito nelle sedi competenti ad elezioni avvenute. Infatti, preferiamo giocare la partita sul campo e non vincerla a tavolino. Ciò non toglie, però, la critica di fondo che muoviamo in merito a questa vicenda: il Pdl non ha rispettato le regole del gioco. Fino all'ultimo minuto utile per la presentazione delle liste, i candidati infatti si sono accapigliati per accaparrarsi il posto migliore ed hanno persino violato la normativa elettorale».


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