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Pescara, 20/10/2020
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Data: 14/12/2008
Settore:
Ferrovieri
FRECCIAROSSA, MILANO-BOLOGNA IN 65 MINUTI - Ma i pendolari protestano. Solo in Abruzzo ben 370 treni soppressi nel 2007 - Le linee ad altà velocità. Tagliate fuori Marche Abruzzo e Molise - Rassegna stampa - Speciale multimedia (Corriere Tv)

Dopo il viaggio inaugurale di sabato alla presenza di tante autorità, l'alta velocità ferroviaria nel nostro paese è diventata realtà. La Freccia Rossa, il nuovo treno messo a punto dal gruppo Fs permetterà di ridurre i tempi di percorrenza tra Milano e Roma da 4 ore e 30 minuti a 3 ore e 30 minuti. Una percorrenza che verrà ulteriormente limata a tre ore già dal prossimo anno e che, con ogni probabilità, potrà ulteriormente scendere al tempo straordinario di 2 ore e 30 minuti già a partire dal 2011.
Il viaggio inaugurale tra Milano (partenza ore 16.20) e Bologna (arrivo ore 17.25) è stato garantito in appena 65 minuti per la grande soddisfazione dell'amministratore delegato delle Ferrovie dello stato, Mauro Moretti che pensa già al futuro e più esattamente alla fine del prossimo anno quando verranno completate la Milano-Torino e la Firenze-Bologna. «Il Paese, a quel punto potrà dire - ha affermato Moretti - di avere un sistema di Alta Velocità moderno ed efficiente».
Ma l'inaugurazione del treno superveloce ha riaperto le ferite degli annosi problemi legati ai disservizi del trasporto regionale e ai tanti disagi arrecati ai pendolari che costituiscono, è il caso di ricordarlo, più del 90% dei viaggiatori di Trenitalia. Paradossalmente l'introduzione dell'alta velocità ha acuito ancora di più i problemi di coloro che utilizzano i treni regionali o comunque tradizionali. Le tratte interessate, infatti, sono state sottoposte ad aumenti generalizzati dei tempi di percorrenza ma anche a considerevoli ritocchi delle tariffe.
Moretti si difende dagli attacchi e dalle proteste dei pendolari addossando le responsabilità sulle regioni «Abbiamo attivato come unico investimento l'acquisto di 150 locomotori per il trasporto locale» ha affermato l'amministratore delegato aggiungendo «D'altra parte il trasporto pubblico locale è un servizio universale, cioè vuol dire che nelle tariffe e nei costi è pianificato e deciso dalle regioni». Quindi, ha ribadito Moretti, «sono le regioni che devono mettere le risorse finanziarie per comprare anche i nuovi treni».
Intanto però prprio regioni come Marche, Abruzzo e Molise subiscono pesantemente gli effetti di un piano d'investimenti che li penalizza oltremisura. Queste regioni oltre ad essere state escluse del progetto di alta velocità - Vedi il grafico - dovranno adeguarsi alle esigenze di treni superveloci che non interesseranno affatto la dorsale adriatica ma che comporteranno penalizzazioni su tempi di percorrenza e tariffe.
Ma quale sarà l'effetto immediato sull'Abruzzo? Dal 14 dicembre 2008 per cominciare sono cambiati orari e alcune tipologie di treni. L'Intercity 558 che parte da Pescara alle ore 6.35 per arrivare a Milano alle ore 12.55, ad esempio, cambierà natura. Non sarà più chiamato Intercity, ma Eurostar City. Il tempo di percorrenza aumenterà (fino al 13 dicembre arrivava a Milano alle 12.55, ora con l'Eurostar city arriverà alle ore 13.00) mentre il materiale utilizzato, le fermate, e i servizi disponibili resteranno tutti come prima (quando il treno era chiamato intercity). Impressionante l'aumento dei prezzi: fra Pescara-San Benedetto del Tronto adesso si spendevano 6 euro; con il treno Eurostar city ne costa 9. Per non parlare poi della scarsa attenzione che Trenitalia riserva all'Abruzzo e al trasporto regionale. Un solo dato per far riflettere: dal 2007 sono stati soppressi ben 370 treni.

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