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Data: 25/02/2009
Settore:
Politica interna
ATTACCATO IL DIRITTO DI SCIOPERO, INTRODOTTA LA DICHIARAZIONE PREVENTIVA DI ADESIONE DEL LAVORATORE - Soglia di rappresentanza del 50%. Cgil: «Leso un diritto costituzionale» - MULTIMEDIA - Intervista a Solari - MULTIMEDIA - Lo stop della Cgil (rassegna.it)

Il Consiglio dei Ministri si appresta a varare, probabilmente venerdì prossimo, le nuove regole per gli scioperi nei servizi pubblici. La bozza del disegno di legge anticipata agli organi di informazione prevede inasprimenti e novità in particolare nel settore dei trasporti e che si possono così riassumere: introduzione dello sciopero virtuale per i servizi essenziali, obbligatorietà di un referendum consultivo preventivo a meno che non si tratti di proclamazioni da parte di sindacati che hanno più del 50% di rappresentatività, creazione di una Commissione per le relazioni di lavoro che sostituirà l'attuale Commissione di garanzia.

SCIOPERO VIRTUALE - L'istituto dello sciopero virtuale - si legge nella bozza - può essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale".

REFERENDUM E ADESIONE PREVENTIVA - E' la nota dolente di questo progetto di riforma. Secondo il governo per proclamare uno sciopero nel settore dei trasporti sarà necessario un referendum consultivo preventivo obbligatorio che potrà essere evitato solo se la proclamazione sarà opera di sindacati che insieme costituiscono oltre il 50% di rappresentatività (Oggi nessun sindacato, tranne che in rare eccezioni, dispone di una tale forza rappresentativa). Inoltre, nei servizi di particolare rilevanza, servirebbe anche l'adesione preventiva da parte del singolo lavoratore.

COMMISSIONE PER LE RELAZIONI DI LAVORO - La bozza prevede inoltrre l'istituzione di una nuova Commissione (per le relazioni di lavoro) che sostituirà Commissione di garanzia per l'attuazione del diritto di sciopero e che sarà composta da un numero massimo di cinque membri scelti, su designazione dei Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, tra esperti di relazioni industriali e nominati con decreto del Presidente della Repubblica. Essa avrà il compito di "verificare l'incidenza e l'effettivo grado di partecipazione agli scioperi anche al fine di fornire al Governo, alle parti sociali e agli utenti dei servizi pubblici essenziali un periodico monitoraggio sull'andamento dei conflitti, sul loro reale impatto sui servizi essenziali e, in questa prospettiva, sulla rappresentatività degli attori sociali tale da garantire trasparenza e simmetria informativa nelle relazioni industriali". Nel valutare il grado di rappresentatività dei soggetti che proclamano lo sciopero la Commissione "utilizzerà - riporta la bozza - là dove presenti, indici e criteri elaboratori dalle parti sociali ivi compresa la certificazione all'Inps dei dati di iscrizione sindacale".

Nella bozza del disegno di legge 'per la regolamentazione e prevenzione dei conflitti collettivi di lavoro' è prevista anche la predisposizione di "adeguate procedure per un congruo anticipo della revoca dello sciopero al fine di eliminare i danni causati dall'effetto annuncio e di una più efficiente disciplina delle procedure di raffreddamento e conciliazione attenta alle specificità dei singoli settori".

Il governo inoltre è delegato inoltre a "rivedere e aggiornare il regime sanzionatorio, per tutti i servizi pubblici essenziali, nel caso di violazione delle regole sul conflitto da parte dei promotori del conflitto, delle aziende che tengono comportamenti sleali e dei singoli lavoratori con specifico riferimento al fenomeno degli scioperi spontanei e sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi".

LE REAZIONI SINDACALI - Da Cisl e Ugl arriva un via libera di massima alla riforma, d'accordo anche la Uil che però boccia il meccanismo dell'adesione preventiva. La Cgil, invece, è preoccupata: «Mi auguro che a guidare l'iniziativa del governo sul diritto di sciopero non sia, dopo aver favorito la rottura del sindacato, il tentativo di impedire che il dissenso possa manifestarsi». Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, in merito al ddl delega del governo sulla riforma del diritto di sciopero. «Vale la pena ricordare - continua - che la legge attualmente in vigore è la più severa d'Europa. Ed è una legge osservata, visto che le contestazioni della commissione di Garanzia non vanno oltre lo 0,7% delle azioni di sciopero». Per Solari, «la via della iperegolamentazione non ha impedito che si verificassero problemi, soprattutto nel settore dei trasporti, anche se i casi più clamorosi, come per la vertenza dei tassisti e dell'autotrasporto merci, non sono riconducibili al lavoro dipendente. Discutere allo scopo di affrontare queste criticità è senz'altro possibile, debordare avrebbe un altro senso». Sull'uso della legge delega, il dirigente sindacale della Cgil dice: «Non credo sia lo strumento più appropriato per affrontare temi di rilevanza costituzionale come il diritto di sciopero, è bene che il Parlamento sia investito in prima persona e che ci sia la possibilità di discuterne con tutte le forze sociali con la dovuta pacatezza e serietà». Infine, conclude Solari, «un ammodernamento delle regole dovrebbe riguardare anche i comportamenti delle imprese erogatrici dei servizi, e potrebbero essere basate sulla prevenzione del conflitto. A questo scopo non sarebbe indifferente una normativa sulla rappresentanza sindacale e sulla democrazia di mandato».

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