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Pescara, 09/12/2019
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Data: 01/04/2009
Settore:
Cgil
TREMILIONI QUATTROCENTOSESSANTA QUATTROMILA CENTOSETTANTOTTO NO - Straordinaria partecipazione al referendum promosso dalla Cgil contro l'accordo separato sulla contrattazione - I dati ufficiali nazionali e regionali

Oltre 3 milioni e seicentomila persone hanno risposto alla consultazione promossa dalla CGIL sull'accordo separato, relativo al modello contrattuale sottoscritto il 22 gennaio scorso. Un referendum che seppur organizzato dalla sola Cgil in un contesto alquanto problematico, ha fatto registrare una partecipazione al voto di una quantità di persone maggiore rispetto ad altre consultazioni promosse unitariamente.
Hanno partecipato alla consultazione promossa dalla CGIL 3.643.836 persone, che sono il 71% circa di quanti votarono nel 2007 alla consultazione promossa da CGIL, CISL e UIL in occasione della sottoscrizione con il Governo Prodi del Protocollo relativo al welfare. Per rendere ancora più evidente il grande significato democratico che condensa questo risultato basti pensare che nel 2007 votarono 5.128.507 lavoratori e pensionati, pari al 42,41% della rappresentatività di CGIL, CISL e UIL che era di 12.092.687 tra iscritte e iscritti.
Se applicassimo lo stesso rapporto percentuale con gli iscritti alla CGIL, per reggere il confronto con il 2007, avrebbero dovuto votare 2.174.999 persone. Invece i 3.643.836 votanti nel 2009 rappresentano, rispetto ai 5.734.855 iscritti alla CGIL al 31 dicembre 2008, il 63,54%. Complessivamente la CGIL da sola porta al voto oltre i 2/3 dei votanti del 2007.
Sempre in materia di confronti, nel 2005, nella consultazione promossa dalle tre Confederazioni in occasione della sottoscrizione del Protocollo, votarono 4.429.096 lavoratori, mentre in occasione della consultazione relativa al Protocollo del 23 luglio 1993 sulla politica dei redditi e sugli assetti contrattuali votarono 1.327.290 lavoratori.
Siamo quindi di fronte ad un risultato enorme sul versante della partecipazione e del voto, la dimostrazione concreta che il valore della democrazia è un valore attualissimo per lavoratori, pensionati, precari e che, tutte le volte che si mette in campo la richiesta di un pronunciamento, la partecipazione è molto alta perché le persone vogliono poter determinare le scelte che le riguardano. In questa direzione lo slogan che abbiamo adottato per la consultazione "Io voto, io conto" rappresenta al meglio il risultato ottenuto. Inoltre la CGIL ha portato al voto una quota molto alta di non iscritti che, con la loro partecipazione, hanno rafforzato le ragioni della democrazia nel rapporto con i lavoratori.

L'esito della consultazione è, poi, nettissimo: il 96,27% esprime il proprio deciso dissenso all'accordo separato sul modello contrattuale.

Tutto ciò rappresenta un valore aggiunto rilevantissimo e mette a disposizione un risultato che dovrebbe consigliare attente riflessioni a più di una forza sociale, alle nostre controparti e al Governo.

Anche in Abruzzo il risultato è stato straordinario. Ben 44.491 tra lavoratori, pensionati e precari abruzzesi hanno espresso il loro voto. Un dato che corrisponde ad oltre il 66% dei votanti della consultazione referendaria sul welfare tenutasi nel 2007 ma congiuntamente a Cisl e Uil.

Infine uno sguardo al ruolo attivo esercitato dalla Filt Cgil e dai lavoratori dei trasporti. A livello nazionale si sono recati al voto oltre 120000 addetti nel settore dela mobilità e il 96,81 di essi ha espresso un giudizio negativo sull'accordo separato. E' stato il risultato di 2.186 assemblee che la Filt Cgil ha organizzato su tutto il territorio nazionale. Anche la Filt Abruzzo ha garantito il proprio contributo con 32 assemblee organizzate nei luoghi di lavoro che hanno prodotto il seguente risultato: 921 votanti gran parte dei quali contrari all'accordo.

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