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Data: 05/10/2009
Settore:
Cronache
LIBERTA´ DI INFORMAZIONE, UNA PIAZZA GREMITA - Ma per il Direttore del Tg1 Minzolini si è trattata di una manifestazione incomprensibile - (Guarda il video) - La replica del Comitato di Redazione del Tg1

Almeno trecentomila persone sono scese in Piazza del Popolo a Roma, il 3 ottobre, al fianco della Federazione nazionale della stampa in difesa della libertà d'informazione. Una piazza gremita per una manifestazione che si è aperta al ritmo e alla musica "world" dell'Orchestra di Piazza Vittorio. Presenti i gazebo di molti giornali e associazioni: tra queste Arci, Udu, Manifesto, Articolo 21 e Repubblica. L'Unità campeggia in piazza con uno striscione che raffigura Antonio Gramsci e dice: "Odio gli indifferenti". Tra gli striscioni presenti, riferiti tutti a Berlusconi: "Mi mangano le parole", "Con infamia e senza lodo", "Ho risposto alle 10 domande... ma le ho sbagliate tutte".

Presenti le bandiere della Cgil e del Partito Democratico, di Sinistra e Libertà, Rifondazione comunista, Italia dei Valori.

Fischi sono arrivati al nome del direttore del Giornale Vittorio Feltri mentre l'applausometro va al direttore di Repubblica Ezio Mauro e allo staff e al conduttore di Annozero Michele Santoro. Molti applausi anche per 'Il gruppo di 'farabutti' di Raitre a partire da Riccardo Iacona; per l'Unita' e la direttrice Concita De Gregorio e per anche Gad Lerner. Alla manifestazione partecipano anche esponenti del mondo della cultura come l'attrice Stefania Sandrelli, i fratelli Taviani e Teresa De Sio.

Molti fischi anche per Cisl e Uil, che non hanno aderito alla manifestazione.

Uno dei momenti più emozionanti è arrivato quando l'autore di Gomorra, Roberto Saviano, è salito sul palco. "Una parte del paese ha necessità della massima libertà di espressione su certi temi - ha detto Saviano - : sulla legalità dobbiamo essere uniti, deve essere la premessa del dibattito politico, non il risultato. Molti giornalisti sono morti sognando una stampa libera di tipo anglosassone ed europeo, oggi se compromettiamo questa libertà cancelliamo anche il loro lavoro. E questo sarebbe gravissimo". "Mi hanno chiesto negli altri paesi come fosse possibile riunirsi in Italia per chiedere libertà di stampa. Qui non vengono chiusi i giornali con la polizia, ho risposto, ma chiediamo solo la possibilità di lavorare senza aspettarsi ritorsioni. L'Italia è il secondo paese dopo la Colombia per numero di persone sotto protezione. Scrivere certe cose del Sud spesso è diventato complicatissimo, raccontare l'economia criminale è molto difficile: viene visto come un problema marginale dello Stato". Tra gli applausi della piazza Saviano ha concluso il suo intervento ricordando che "verità e potere non coincidono mai".

Piazza strapiena, il corteo dei precari non riesce a entrare
Gran parte del corteo dei precari della scuola, partito da Piazza della Repubblica, non è riuscito a entrare. Sul palco una loro rappresentante ha ricordato: "Siamo arrivati in 30 mila da tutta Italia, la scuola pubblica funziona grazie a noi. Chiediamo le dimissioni del ministro Gelmini per manifesta incompetenza". Il corteo dei precari si muove ora verso piazzale Flaminio, dietro Piazza del Popolo

Siddi, Berlusconi ritiri ddl Alfano e cause contro giornalisti
"Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ritiri il ddl Alfano sulle intercettazioni e le cause intentate contro i giornalisti". Lo ha chiesto il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi. All'inizio della manifestazione, Siddi ha ricordato: "Siamo qui per dare inizio alla nostra ?farsa', perché non c'è nessun tentativo di bavaglio, di limitare le intercettazioni, di impedire notizie sulle inchieste. Mai c'è stato e non c'è adesso nessun tentativo di omogeneizzare l'informazione radio e tv, nessun tentativo di fare tacere i giornalisti scomodi con querele milionarie. Nessuna vendetta mediatica, nessun direttore è stato licenziato o si è dimesso per interposta persona. No, non ci siamo, non è una farsa questa. La vera farsa è negare tutto. Se quello che scriviamo non piace ai potenti abbiamo la conferma che stiamo facendo bene il nostro lavoro".

Fammoni: la più grande manifestazione di sempre
"Oggi si parla dei diritti fondamentali dei cittadini. È la più grande manifestazione di sempre per la libertà di stampa in Italia. Se c'è così tanta gente ci sarà un motivo". Così il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, intervistato sul palco da Andrea Vianello. "Di lavoro si parla poco e male - aggiunge -, c'è silenzio anche sugli infortuni, un milione l'anno e vengono spesso dimenticati". Poi definisce "un problema" la mancata adesione di Cisl e Uil. "La manifestazione - spiega - si qualifica da sola con tutte queste adesioni. Dove deve stare un grande sindacato confederale? Noi pensiamo qui. Ma non mi arrendo, abbiamo fatte tante iniziative comuni nel passato, continueremo con proposte di merito e sarà inevitabile incontrarci di nuovo".

"Il giornale del presidente del Consiglio chiede di chiudere un programma di informazione in prima serata". Così il presidente della Fnsi, Roberto Natale, spiega i motivi della manifestazione al suo arrivo in piazza. Natale mostra la copia del Giornale di oggi, che chiede la sospensione di Annozero. "Bisogna dissolvere l'aria pesante che si respira nel mondo dell'informazione - afferma -, ma non questa è una manifestazione contro Berlusconi. In generale, difendiamo il dovere di informare e il diritto di sapere. Anche se il presidente del Consiglio, ultimamente, quando si rivolge alla nostra categoria lo fa attraverso gli insulti. Tutte le organizzazioni internazionali, come Reporters sans frontieres, stanno denunciando lo stato della stampa italiana. Anche noi giornalisti dobbiamo impegnarci a fare meglio il nostro mestiere - conclude -, dobbiamo evitare di autoimbavagliarci".

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