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Pescara, 12/06/2024
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Data: 15/12/2009
Settore:
Previdenza
CGIL, ALLARME PENSIONI. DA GENNAIO I NUOVI COEFFICIENTI: PERDITE DEL 3-4% - Il sindacato chiede di modificare i criteri e non applicarli retroattivamente su tutti i contributi - I nuovi coefficienti. Come cambiano le pensioni

Dall'inizio dell'anno prossimo, per il calcolo della pensione, verranno applicati i nuovi parametri ribassati tra il 6,38 per cento e l'8,41 per cento. Legati alle migliori aspettative di vita. Per Cgil perdite almeno del 3-4%.
Ancora pochi girni e poi le pensioni saranno più leggere. Dal primo gennaio 2010 entreranno in vigore i nuovi coefficienti di trasformazione delle pensioni. Ovvero quegli elementi che vengono utilizzati per calcolare il valore della pensione. I nuovi parametri, che verranno applicati a partire dall'anno prossimo, rispetto a quelli impiegati fino ad ora sono ribassati, a seconda dell'età, di un valore compreso tra il 6,38 per cento e l'8,41 per cento

Gli impatti saranno diversi a seconda del sistema con cui viene calcolata la propria pensione. La Cgil ha stimato che, con l'applicazione automatica dei nuovi coefficienti di calcolo del montante contributivo, chi va in pensione oggi con il sistema misto (contributivo-retributivo) perderà circa il 3-4 per cento della pensione. La perdita sarà ancora maggiore per chi va in pensione con il sistema retributivo. Per questo Cgil ha chiesto di modificare i criteri di calcolo dei coefficienti di trasformazione e di applicarli "pro quota" solo sul montante contributivo dal 2010 in poi e non retroattivamente su tutti i contributi.

Andare in pensione con le quote. A gennaio 2010, e per tutto il 2010, varrà pure il meccanismo delle quote per l'accesso al pensionamento di anzianità (introdotto dalla legge 247 del 24 dicembre del 2007) in vigore già da luglio 2009. Possono andare in pensione coloro che hanno compiuto almeno 59 anni e hanno 36 anni di contributi. Il meccanismo delle quote fa sì quindi che si può andare con 35 anni di contributi ma solo se si sono compiuti almeno i 60 anni d'età. Fino alla fine di giugno 2009, i requisiti minimi erano di 58 anni con 35 anni di contributi.

A partire dal gennaio 2011 invece, per andare in pensione di anzianità, si dovrà toccare quota "96": ovvero potrà andarci chi avrà compiuto 60 anni di età e avrà 36 anni di contributi o 61 anni con 35 anni di contributi. Di seguito la tabella con la somma di età anagrafica e anzianità contributiva e l'età anagrafica minima secondo la legge 247.

Pensioni: Cgil, no a nuovi coefficienti nel 2010

No all'applicazione automatica dei nuovi coefficienti di trasformazione del montante contributivo per le penisoni a partire dal 2010. A dirlo è la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, secondo cui l'applicazione avrebbe dovuto essere preceduta dal lavoro di una Commissione sull'impatto degli stessi coefficienti. Commissione che però non è mai stata costituita. "A questo punto - spiega Piccinini - si rischia una riduzione consistente degli assegni erogati a partire dal 2010 per chi avrà la pensione calcolata con il sistema contributivo. Tra chi esce a dicembre 2009 e chi va in pensione nel 2010 la differenza sull'importo dell'assegno potrebbe essere del 3 per cento".

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