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Pescara, 30/05/2020
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Data: 10/07/2010
Settore:
Istituzioni
REGIONI, INDIETRO LE DELEGHE. CON QUESTI TAGLI IMPOSSIBILE GOVERNARE - Il Governatore Chiodi: «Costretti a ridurre il trasporto pubblico» - Rassegna stampa - L'intervista a Chiodi (guarda il video)

Come prevedibile non ha sortito alcun risultato l'incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e i presidenti delle Regioni se non quello di confermare una grave rottura istituzionale in merito alle ricadute derivanti dalla manovra economica. Il taglio dei trasferimenti contestato indistintamente da tutte le regioni, è stato ribadito e confermato dal Ministro Tremonti sia per quanto attiene l'entità (4 miliardi per le sole Regioni) che le modalità (Guarda la tabella) Nessuna apertura, quindi, per i Presidenti delle Regioni che attraverso il proprio rappresentante Vasco Errani, hanno sottolineato ancora una volta l'insostenibilità della manovra e l'assoluta volontà a riconsegnare le deleghe su alcune materie trasferite dallo Stato attraverso la riforma Bassanini.
Tra queste deleghe vi è quella importante dei trasporti e lo sa molto bene il Governatore dell'Abruzzo Gianni Chiodi a capo di una Regione dove, per l'appunto, il capitolo dei trasporti costituisce la seconda voce di spesa nel bilancio, subito dopo la sanità.

CHIODI: «PESANTI RIDUZIONI AL TRASPORTO PUBBLICO» Non a caso Chiodi è tra i più insoddisfatti dell'esito scaturito dall'incontro con il Governo. «Dal 2011, rimanendo così la situazione, - conferma il Presidente Chiodi - le Regioni non saranno più in grado di assicurare alcuni importanti servizi come il trasporto pubblico, sul quale dovremmo fare delle pesanti riduzioni».
Non usa mezzi termini Chiodi per manifestare la propria delusione «Non c'è stata nessuna apertura verso il sistema delle Regioni. Non è stato concesso neppure lo slittamento di qualche giorno dell'approvazione della manovra. Anzi», rivela Chiodi, «di fronte a questa richiesta, il ministro Tremonti ha detto che in caso di rinvio il nostro debito pubblico sarebbe sotto scacco di speculazioni finanziarie e di attacchi pericolosi per l'intero sistema Paese già da lunedì».
Le Regioni, a questo appunto, sembrano ancora marciare compatte e il conflitto istituzionale sfocerà con ogni probabilità nel ricorso urgente al Capo dello Stato verso il quale le Regioni confermeranno di voler alzare bandiera bianca rimettendo nelle mani del governo le deleghe trasferite alle Regioni. Anche su questa ipotesi Chiodi si mostra deciso «Siamo sempre più convinti che l'unica soluzione attuabile sia questa» conferma Chiodi. «Il governo sa benissimo che con i tagli previsti in finanziaria le Regioni non sono in grado di operare amministrativamente su alcune materie importanti come i trasporti e le politiche di sostegno alla famiglia e alle imprese, tanto per fare qualche esempio».

L'INTERVISTA A CHIODI (guarda il video)

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