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Pescara, 28/05/2020
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Data: 04/10/2006
Settore:
Economia
FINANZIARIA - La valutazione unitaria di Cgil Cisl Uil. Tra i correttivi da adottare la copertura del contratto del tpl con l'indicazione nella legge finanziaria

Una manovra equa,
con qualche nodo da sciogliere

Cgil, Cisl e Uil ''valutano positivamente il complesso della manovra'' economica del governo, ma ''restano delle criticita' che vanno risolte nel confronto successivo col governo e nel dibattito parlamentare''. Tra le misure che piacciono ai sindacati il ridisegno delle aliquote Irpef, la selettivita' del cuneo fiscale per le imprese e la copertura dei rinnovi dei contratti pubblici. Tra le criticita', invece, Cgil Cisl e Uil includono la riduzione dei trasferimenti agli enti locali, mentre per il Tfr ritengono ''necessario un confronto tra le parti sociali e il governo''.

Il documento di valutazione unitaria delle tre segreterie è stato approvato ieri sera. I sindacati affermano di essere "consapevoli delle difficoltà del Paese sul piano dello sviluppo economico e produttivo, dell’aumento delle disuguaglianze sociali, del pesante stato dei conti pubblici", e "hanno impostato una piattaforma rivolta soprattutto alla costruzione delle condizioni per lo sviluppo nel segno dell’equità, contestualmente al risanamento della finanza pubblica".

Le priorità
Le priorità di Cgil Cisl e Uil sono: -necessità che nella composizione della legge finanziaria ci sia un equilibrio visibile tra investimenti e dinamiche di correzione della spesa; -lotta all’evasione ed elusione fiscale e revisione del secondo modulo della riforma Tremonti ripristinando la progressività dell’imposta e ridistribuendo risorse ai redditi da lavoro dipendente e pensione; -qualità e selettività degli investimenti per lo sviluppo, potenziando il sostegno alla ricerca e all’innovazione di prodotto, individuando misure specifiche a favore del Mezzogiorno; -copertura dei finanziamenti relativi ai contratti pubblici 2006-2007; -centralità della lotta alla precarietà del lavoro, con impegni alla stabilizzazione occupazionale nei settori pubblici e privati sia nella legge finanziaria sia nella successiva definizione di un piano di legislatura per la stabilità e la buona occupazione.

I sindacati valutano positivamente l’equilibrio tra le risorse destinate agli investimenti e quelle derivanti dalla correzione della spesa; il ridisegno delle aliquote dell’IRPEF che ristabilisce progressività e ridistribuisce verso i redditi medi e medio bassi.

Punti da chiarire
"Rispetto invece - si legge nel documento - agli impegni assunti dal Governo in sede di concertazione sulla destinazione del 40% della riduzione del costo del lavoro ai lavoratori dipendenti, richiesta da CGIL CISL UIL, occorre che Governo chiarisca se, quanto e come tale impegno sia compreso nella manovra". Maggiore chiarezza va fatta anche sugli impegni di spesa assunti per il mezzogiorno sul piano sia del sostegno fiscale agli investimenti produttivi sia su quello infrastrutturale. E sulla selettività del cuneo fiscale per la parte destinata alle imprese, verso settori esposti alla concorrenza, il mezzogiorno, l’occupazione a tempo indeterminato e l’occupazione femminile. Nonché sulla copertura dei rinnovi contrattuali dei pubblici, rispetto alla quale però chiediamo l’attivazione del tavolo negoziale per determinare la modularità delle risorse previste per il periodo 2006-2007.

Criticità
Restano comunque delle criticità che vanno risolte nel confronto successivo col governo e nel dibattito parlamentare: "-non condividiamo - dicono Cgil Cisl e Uil - la riduzione dei trasferimenti agli Enti locali e la successiva possibilità di aumenti di addizionali IRPEF, ICI e tasse di scopo rischiano di vanificare gli effetti delle riforma fiscale con pesanti conseguenze sulla tenuta del potere d’acquisto, sulla qualità delle prestazioni erogate e sui riflessi sul personale. Nel documento avevamo chiesto l’attivazione di un tavolo specifico di confronto col governo e le autonomie locali che non si è mai realizzato: ribadiamo l’esigenza urgente onde apportare correttivi visibili nel testo della finanziaria".

Per i sindacati "il Patto per la salute è costruito su linee strategiche apprezzabili, ma ribadiamo la nostra contrarietà alle misure di compartecipazione dei cittadini alle spese sanitarie, come i ticket, che incidono ulteriormente sul reddito dei lavoratori dipendenti"

Non condivisa inoltre "la mancata previsione di risorse per la stabilizzazione dei lavoratori precari negli enti locali e nella sanità", mentre le misure per l'emersione del lavoro sono apprezzate ma ritenute non ancora sufficienti.

I sindacati considerano positivo l’innalzamento della no tax area per i pensionati, che però "risponde solo in parte alla rivendicazione da noi espressa". Ribadiscono inoltre la necessità di aumentare le detrazioni per gli ultra75enni, le cui pensioni negli anni hanno subito una maggiore svalutazione e di prevedere misure per gli incapienti. La dotazione del fondo per la non autosufficienza, pure positiva, risulta però insufficiente. Vanno correte e allineate a quelle dei lavoratori dipendenti le prestazioni sociali dei lavoratori parasubordinati, in corrispondenza all’aumento della contribuzione.

Per quanto riguarda l’istituzione del Fondo presso l’INPS per l’erogazione del TFR, Cgil Cisl e Uil riaffermano "la priorità dello sviluppo della previdenza complementare e ritengono necessario un confronto finalizzato ad un’intesa tra le parti sociali e l’esecutivo".

Infine rivendicano la necessità della copertura del contratto del trasporto pubblico locale con l’indicazione nella legge finanziaria di risorse specifiche.

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