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Pescara, 25/05/2020
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Data: 13/08/2010
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Istituzioni
RIFLESSIONI D'ESTATE. CAPEZZONE, LEADER NELL'ANTIPATIA E NEL TRASFORMISMO - Alcune frasi celebri prima di approdare alla corte del Cavaliere: «Berlusconi è come Wanna Marchi» ~ «In nessun paese al mondo avremmo un premier così» - Il comizio di Roma nel 2006 - La lite con Travaglio a Otto e mezzo

E' tra i pochi esponenti politici italiani che riesce a risultare antipatico sia tra i propri oppositori ma anche tra gli stessi compagni di partito o di coalizione. Daniele Capezzone, 38 anni, romano, studi di giurisprudenza abbandonati per sposare la causa radicale per la quale ha conseguito la tessera a poco più di vent'anni, diventando dopo pochi anni responsabile dell'informazione fino ad assumere nel 2001 il ruolo di segretario del neo-costituito movimento dei Radicali Italiani al quale è rimasto legato fino al 2007.

Candidatosi alle Politiche 2006, Capezzone viene eletto, nella circoscrizione elettorale Sicilia I, nelle file della Rosa nel Pugno, nuovo soggetto politico di area liberalsocialista assumendo il ruolo di Presidente della X Commissione Permanente - Attività Produttive, Commercio e Turismo (carica che ricoprirà fino al 7 novembre 2007)

Con la crisi del Governo Prodi e in vista delle future elezioni del 2008, l'esponente radicale comincia a fiutare aria di sconfitta per la coalizione di centrosinistra e matura con i suoi comportamenti, la decisione di passare sul carro del probabile vincitore. Partono una serie di scontri all'interno dei radicali e, in particolare nei confronti dei leaders storici del partito, ovvero Marco Pannella ed Emma Bonino. Il culmine dello scontro si raggiunge poco prima del V Congresso dei Radicali Italiani: il 1º novembre viene diffusa la registrazione audio/video, già pubblicata da Radio Radicale, di una riunione molto animata della Direzione Nazionale dei Radicali Italiani del 26 ottobre, in cui si assiste a uno scontro verbale molto acceso fra Pannella e Capezzone. Vengono contestati soprattutto l'atteggiamento critico tenuto nei confronti del Governo Prodi II e un'eccessiva ricerca di esposizione mediatica personale, che lo avrebbe distolto dall'obiettivo di incrementare il numero degli iscritti ai Radicali Italiani.

Lo strappo definitivo avviene tuttavia nel febbraio 2007 quando a seguito alla crisi del Governo Prodi e al rinvio del governo stesso alle Camere, Capezzone annuncia la propria astensione, contestando l'operato de L'Unione.

Da lì il passaggio all'altra sponda è brevissimo e si consuma con la presentazione nel novembre 2007, de Il Popolo della Libertà, progetto politico verso il quale Daniele Capezzone si dichiara estremamente interessato al punto di essere determinato a fare il possibile affinché gli obiettivi liberali contenuti nei propri convincimenti siano a disposizione del nuovo soggetto politico annunciato da Silvio Berlusconi.

Il 9 febbraio 2008, Daniele Capezzone annuncia la sua adesione al Popolo della Libertà e dopo soli tre mesi, assume il ruolo di portavoce di Forza Italia prima e del Pdl successivamente.

QUANDO CAPEZZONE VOLEVA ABOLIRE IL CONCORDATO
Prima di ricoprire il ruolo di portavoce del PDL, Capezzone si è reso protagonista di numerose iniziative e di dichiarazioni apertamente aspre nei confronti di Silvio Berlusconi, del Popolo della Libertà e del Vaticano, arrivando a chiedere l'abolizione del Concordato e dell'otto per mille alla Chiesa cattolica.

«MA BERLUSCONI SI E' FATTO UNA CANNA ?» (4 APRILE 2006)
E' la domanda che si pone Capezzone, esponente della segreteria della Rosa nel Pugno, dopo le affermazioni di Berlusconi che definisce "coglioni" i cittadini italiani che votano per il centrosinistra. «Dopo l'ultima sortita di Berlusconi, che pensa bene di trattare da "coglioni" la maggioranza degli italiani, mi sorge il dubbio che si sia fatto una canna» - affermò l'attuale portavoce del Pdl. «Ma forse una canna normale non avrebbe prodotto effetti simili: e allora che gli ha dato il pusher per fargli dire una cosa del genere? Comunque, stia attento: dopo la nuova legge del suo Governo e dopo le tabelle rese note oggi, rischia grosso...

«BERLUSCONI COME WANNA MARCHI, TREMONTI COME MAGO DO NASCIMENTO» (1 APRILE 2006)
Ancora molto critico nei confronti di colui che diventerà il proprio leader. Capezzone ricorda a Berlusconi le promesse mancate o meglio le bugie del centrodestra. «Abolirò l'Irap e ridurrò a due le aliquote. Berlusconi non lo ha fatto (nemmeno a tutt'oggi ndr), e invece ha aumentato tariffe, bolli, tasse sul gasolio (anche oggi ndr). Tutte cose particolarmente odiose, - sosteneva Capezzone nel 2006 - perche' colpiscono anche la parte più debole del paese. Quindi, è possibile smascherare le bugie del centrodestra». E poi il siluro «Berlusconi è come Wanna Marchi e Tremonti è il suo Mago do Nascimento»

«IN NESSUN PAESE AL MONDO AVREMMO UN PREMIER COSI'. SILVIO BERLUSCONI HA PAGATO O FATTO PAGARE I MAGISTRATI» (11 DICEMBRE 2004 - SENTENZA DELL'UTRI)
Pesantissime le dichiarazioni di Capezzone dopo la sentenza di condanna nei confronti di Marcello Dell'Utri nel 2004 «In nessun paese al mondo avremmo un premier così. E' incontrovertibile che Silvio Berlusconi, prescrizione o no, abbia pagato o fatto pagare magistrati. Così come da Palermo, quale che sia la qualificazione giuridica di questi fatti, emergono fatti e comportamenti oscuri di cui qualcuno, Berlusconi in testa, dovrà assumersi la responsabilità politica».

«LA CORTE D'APPELLO HA SMONTATO LA LETTERATURA DI FANTASCIENZA SU CUI LA SINISTRA GIUSTIZIALISTA AVEVANO LAVORATO PER UNA DECINA DI ANNI» (29 GIUGNO 2010 - SENTENZA DELL'UTRI)
Diametralmente opposte le dichiarazioni di Capezzone alla luce della sentenza di condanna della Corte di Appello di Palermo nei confronti di Marcello Dell'Utri «Sia gli amici sia gli avversari farebbero bene a riflettere sulla sentenza della Corte d'Appello di Palermo. La sentenza, certo, addolora per la condanna contro Marcello Dell'Utri, comunque ridotta: e c'e' davvero da augurarsi che la Cassazione possa essere molto piu' coraggiosa, su questo. Ma la Corte d'Appello, e questo e' comunque un fatto di enorme rilevanza, - sostiene un ravveduto Capezzone - ha smontato tutta la letteratura di fantascienza su cui gran parte della sinistra giustizialista e del network mediatico di supporto avevano lavorato per una decina d'anni. Tutto questo -sottolinea il portavoce del Pdl - è stato spazzato via: ed è su questo che una parte della magistratura, oltre che i tenutari di note trasmissioni televisive, con il contorno di sedicenti o autoproclamati 'mafiologi', dovrebbero scusarsi. Chi pensava o sperava di usare questa sentenza in altri processi, per alimentare fumosi teoremi su politica e mafia, dovrà rassegnarsi».

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