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Pescara, 24/10/2020
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Data: 16/09/2010
Settore:
Dip. Trasp. Pers. Terra
CCNL MOBILITA', PER I SINDACATI L'OBIETTIVO RESTA IRRINUNCIABILE ED IRREVERSIBILE - Attivo unitario a Montesilvano. Rocchi(Filt Cgil): «C'è un'incapacità datoriale ad elaborare una piattaforma comune» - Nuovo sciopero nazionale: il volantino unitario - La relazione di Alessandro Rocchi - L'ordine del giorno conclusivo

L'attivo unitario programmato per il 13 e 14 settembre presso Il Centro Congressi dell'Hotel Serena Majestic di Montesilvano, in provincia di Pescara, ha riunito circa 400 delegati in rappresentanza di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast ovvero le sigle firmatarie della piattaforma rivendicativa a sostegno del Contratto Unico della Mobilità.
Un appuntamento importante che giunge a ridosso dell'incontro altrettanto fondamentale previsto con il Ministro di Infrastrutture e Trasporti che ha convocato le parti per il 22 settembre , soprattutto a 15 giorni di distanza da un ulteriore sciopero nazionale di 24 ore degli addetti al trasporto locale, ferroviario e servizi programmato per i giorni 30 settembre - 1 ottobre 2010.
La relazione affidata al Segretario della Filt Cgil Alessandro Rocchi (nella foto), è stata preceduta da un momento di commemorazione e di riflessione sulle tante vittime che stanno affliggendo il mondo del lavoro. Inevitabile è stato il riferimento alle contrapposizioni istituzionali e politiche registrate sull'argomento: da una parte l'indignazione manifestata dal Capo dello Stato e dall'altra l'affermazione del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti secondo il quale «La legge sulla sicurezza sul lavoro è un lusso che non ci possiamo permettere».
Alessandro Rocchi ha quindi affrontato la vicenda del Contratto Unico della Mobilità rammentando lo scenario di riferimento e i risultati (pochi) sin qui conseguiti nel confronto con la delegazione datoriale sui quattro capitoli del nuovo CCNL (campo di applicazione, decorrenza e durata, relazioni industriali, mercato del lavoro) previsti dal Protocollo sottoscritto in sede ministeriale il 14 maggio 2009.
Un atteggiamento ostile, quello datoriale che sta rendendo complessa la vertenza anche alla luce delle cattive novità sopraggiunte con l'approvazione della manovra finanziaria del Governo centrale che ha ridotto, tra l'altro, le risorse destinate alle regioni per il trasporto pubblico locale.
«C'è un'incapacità datoriale ad elaborare una piattaforma comune che sta rendendo difficile la vertenza e apparentemente lontana dal concludersi» - ha affermato Alessandro Rocchi che ha però tenuto a precisare come «l'obiettivo del contratto della mobilità resta irrinunciabile ed irreversibile». Ci sono forti interessi che si oppongono all'obiettivo sindacale dell'unicità contrattuale. «Vanni rimossi celermente gli ostacoli imposti dalle associazioni datoriali - ha proseguito Rocchi - così come le loro evidenti contraddizioni interne che si stanno manifestando con atteggiamenti opportunistici ed irresponsabili non solo nei confronti delle organizzazioni sindacali ma delle stesse delegazioni governative».
«Eppure - ha sottolineato l'esponente della Filt Cgil nella relazione introduttiva - il sindacato in questa fase ha utilizzato il conflitto con estrema responsabilità essendo consapevole di quanto uno sciopero costituisca un costo per la collettività e per gli stessi lavoratori del settore» Viceversa per le imprese, contrariamente a quanto si vorrebbe far apparire, «gli scioperi costituiscono anche il protrarsi di vantaggi economici e mediatici».


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