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Pescara, 27/10/2020
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Data: 14/06/2011
Settore:
Politica interna
REFERENDUM, IL FIDO BONANNI NON VA A VOTARE MA GLI ITALIANI SI' - Quorum ampiamente raggiunto e netta affermazione dei sì. Fallita l'impresa dei boicottatori - L'affluenza in Italia: seleziona la tua regione - Camusso «E' un forte segnale di cambiamento» - L'appello al voto della Fim Cisl

E' miseramente fallito il tentativo di boicottare i referendum del 12/13 giugno. Gli inviti a disertare le urne da parte del Presidente del Consiglio e dei suoi amici fidati hanno prodotto un chiaro effetto boomerang. Il quorum è stato ampiamente raggiunto. Con il 57% è stato infatti messo al sicuro anche dalle possibili defezioni derivanti dal voto degli italiani all'estero, sempre pronti quest'ultimi a rivendicare un legittimo diritto salvo poi non esercitarlo affatto.

I RISULTATI - Un risultato decisamente positivo per i comitati referendari, che per la prima volta da 16 anni a questa parte riescono nell'obiettivo di ottenere una partecipazione di popolo tale da garantire la validità della consultazione. In tutte le precedenti occasioni, infatti, il fronte dei no ha sempre preferito optare per una campagna pro-astensione, con l'obiettivo di far fallire il voto assommando il proprio non voto a quello degli astensionisti fisiologici, coloro che cioè non vanno a votare neppure per le elezioni politiche. Ma questa volta il «fuori gioco» referendario non è scattato. E il risultato alla fine è stato scontato: i sì per i diversi quesiti, senza significative variazioni per i diversi temi affrontati, risultano attorno al 95-97%.

ANCHE L'ABRUZZO FA LA SUA PARTE: QUORUM OLTRE LA MEDIA - Anche l'Abruzzo ha risposto alla grande all'appello dei comitati per i referendum e con il 57,5%.va oltre il dato nazionale medio della percentuale dei votanti (57%). E' Chieti la provincia con la maggior parte degli aventi diritto al voto ad essersi recata ai seggi (59,8%), seguita da Teramo (57,9%), Pescara (57,2%) e L'Aquila (54,2%). La percentuale dei sì ai quattro quesiti referendari si è attestata sul 96,3% (numero 1-servizi pubblici locali), 96,9% (numero 2-tariffa del servizio idrico), 95,5% (nucleare), 95,4% (legittimo impedimento).

REFERENDUM, IL FIDO BONANNI NON VA A VOTARE MA GLI ITALIANI SI' Anche sulla consultazione referendaria, il Segretario Generale della Cisl Raffaele Bonanni (nella foto accanto al Ministro del Welfare Sacconi) non ha perso l'occasione per assumere ancora una volta una posizione esattamente in linea e coincidente con le indicazioni del Governo e della maggioranza politica presente in Parlamento che sul referendum aveva esppressamente invitato i cittadini a disertare le urne.

BONANNI SUL REFERENDUM NON HA DUBBI «NON ANDRO' A VOTARE, NON CREDO ALL'ISTITUTO REFERENDARIO»
Il Segretario Generale della Cisl si è abbandonato ad una lunga intervista rilasciata al quotidiano cattolico 'Avvenire' (leggi l'articolo) con la quale ha dichiarato innanzitutto che la Cisl lascerà libertà di voto ai propri iscritti per poi aggiungere che egli stesso non andrà a votare «essendo fortemente contrario al continuo ricorso allo strumento referendario». Secondo Bonanni negli ultimi trent'anni si sarebbe abusato nel ricorso a questo Istituto e proprio per limitarne l'utilizzo, sempre secondo il Segretario Cisl, occorrerebbe introdurre vincoli più restrittivi quali l'aumento del numero di firme necessario per richiedere un referendum e l'accessibilità alle sole argomentazioni che attengono questioni fondamentali o di coscienza.

«LA CISL NON HA PRESO POSIZIONE E NON DARÀ INDICAZIONI DI VOTO»
Incalzato dal giornalista del quotidiano cattolico "Avvenire" sulle motivazioni che hanno indotto la Cisl a non esprimere posizione né tantomeno indicazioni di voto sul referendum, Raffaele Bonanni non si scompone: La Cisl non ha preso posizione e non darà indicazioni di voto e comunque - sostiene il leader sindacale - «ogni iscritto Cisl farà le sue considerazioni, deciderà se e come andare a votare, esercitando la propria libertà».

LA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI? «NON MI SPAVENTA, ANZI LE AZIENDE PRIVATE SONO LE BENVENUTE»
Sui due quesiti referendari che attengono l'affidamenti ai privati dei servizi pubblici locali di rilevanza economica come l'acqua, i trasporti e i rifiuti,.Raffaele Bonanni esclude che il Governo intenda mettere in discussione un servizio universale per i cittadini. Nessuna vendita ai privati dell'acqua, insomma. Poi però precisa: «Le aziende private non mi spaventano anzi sono le benvenute» e aggiunge «In alcuni casi rappresentano l'unica garanzia per una maggiore efficienza, per un po' di concorrenza e per avere tariffe adeguate per famiglie e imprese»

ANCHE SUL NUCLEARE OCCORRE RAZIONALITA' «UN PAESE INDUSTRIALIZZATO COME IL NOSTRO HA ASSOLUTO BISOGNO DI ENERGIA ELETTRICA A BASSO COSTO»
Bonanni, concordando con le teorie e le decisioni assunte dal Governo, si mostra favorevole al nucleare, seppur con le dovute cautele legate alla sicurezza e soprattutto al disastro di Fukushima. «Dovremmo fare una valutazione razionale - sostiene il leader della Cisl - e renderci conto che un Paese industrializzato come il nostro ha assoluto bisogno, per restare competitivo, di energia elettrica a basso costo». Bonanni chiama in causa gli ambientalisti: «Non è stato sviluppato il ricorso alle fonti alternative con la "complicità" anche di quegli ambientalisti a cui non va bene nulla: né il carbone pulito di Porto Tolle, né i rigassificatori, né le pale eoliche che rovinano il paesaggio».

E SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO BONANNI RIMPIANGE L'IMMUNITA' PARLAMENTARE
Il Segretario Generale della Cisl dice la sua anche sul quesito referendario forse più temuto dal Presidente del Consiglio, quello sul legittimo impedimento. Bonanni rimpiangendo i tempi della Prima Repubblica parla espressamente «di improvvida forzatura quando si decise la cancellazione dell'immunità parlamentare» e comunque sarebbe auspicabile, secondo l'esponente sindacale, che fosse il Parlamento e non i cittadini a esaminare con serenità tali questioni.

MA LA BASE DELLA CISL QUESTA VOLTA NON GRADISCE L'USCITA DEL SEGRETARIO. LA FIM E 93 DIRIGENTI SI SCHIERANO PER ANDARE A VOTARE - Le affermazioni di Bonanni sul Referendum contenute nell'intervista rilasciata al quotidiano "Avvenire" non sono piaciute evidentemente agli iscritti Cisl e, in modo particolare, allo stesso gruppo dirigente del sindacato di Via Po se è vero che 93 dirigenti hanno deciso di prendere posizione firmando un appello, per quanto a titolo personale, a favore di "quattro sì", facendo così emergere un palese dissenso rispetto alle indicazioni espresse dal proprio leader. La Fim Cisl che rappresenta il settore dei metalmeccanici, si è spinta oltre la semplice disapprovazione, producendo addirittura un documento/Appello per la partecipazione ai referendum popolari del 12 e 13 giugno 2011 con precise osservazioni per ogni singolo quesito che lasciano trasparire anche quali siano le effettive posizioni del sindacato.

ANCHE IL SEGRETARIO DELLA CISL DI BOLOGNA VA CONTROCORRENTE E DICE NO A BONANNI
Ad Alessandro Alberani, segretario della Cisl di Bologna, le affermazioni di Bonanni sul referendum non sono proprio piaciute e non lo lascia a dire. «Tutti hanno libertà di coscienza nel voto, - ci tiene a precisare Alberani - quindi non è la Cisl che lascia libertà di scelta. Io credo - continua il Segretario della Cisl di Bologna - che le ragioni per votare quattro sì ci siano tutte, e so benissimo che la posizione del segretario nazionale del mio sindacato, Raffaele Bonanni, è diversa. Ma la mia è una scelta consapevole e discussa con la segreteria». Alberani voterà sì anche per il legittimo impedimento e ne chiarisce le motivazioni «È fondamentale abrogare quella legge per riaffermare il principio che tutti i cittadini devono essere uguali davanti alla legge».

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