Iscriviti OnLine
 

Pescara, 29/05/2020
Visitatore n. 692.245



Data: 06/07/2011
Settore:
Economia
UNA MANOVRA INACCETTABILE TRANNE PER IL PREMIER.. E PER LE SUE IMPRESE - Mentre si tagliano pensioni e salari, spunta un balzello salva-Fininvest ma Berlusconi viene costretto ad un clamoroso dietrofront - Preleva il testo della manovra presentato al Capo dello Stato - Rassegna stampa

Che la ventesima legge ad personam del premier potesse essere inserita in un piccolo comma all'interno di uno dei 40 articoli di una manovra economica da 47 milardi, nessuno sinceramente l'avrebbe mai potuto ipotizzare.
Invece il Capo del Governo ancora una volta ha sbalordito tutti e, beffando (forse) lo stesso Ministro dell'Economia, è riuscito nella straordinaria impresa di introdurre un provvedimento a salvaguardia dei propri interessi personali nell'ambito di in una manovra lacrime e sangue che taglia le pensioni, blocca i salari dei lavoratori, riduce le risorse agli enti locali (solo per citare alcuni esempi).
Un comma di poche righe inserito nell'art.37 tra le disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, prevede infatti una norma salva-Fininvest in grado di congelare gli svariati milioni che Berlusconi dovrebbe risarcire alla Cir di De Benedetti per il noto Lodo Mondadori.

ULTIM'ORA: BERLUSCONI RITIRA LA SALVA-FININVEST
Berlusconi ritira la norma salva-Fininvest. «Per sgombrare il campo da ogni polemica ho dato disposizione che questa norma giusta e doverosa sia ritirata». Così il presidente del consiglio e proprietario del gruppo Fininvest che controlla tra le altre Mondadori Mediaset e il Milan in una nota diffusa nel pomeriggio di una giornata di forti tensioni fuori e dentro la maggioranza di governo per la cosiddetta norma «ad aziendam» spuntata a sorpresa nella manovra di stabilizzazione finanziaria. Si tratta di una leggina sulla sospensione dell'esecutività dei risarcimenti che avrebbe evitato alla Fininvest di Silvio Berlusconi di versare alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro. Una mossa che ha preceduto di pochi giorni il verdetto di secondo grado dei giudici atteso alla fine della settimana.

I GIORNALI VICINI AL PREMIER «NULLA DI STRANO, E' UN PROVVEDIMENTO SALVA-IMPRESE»
In tanti stentano a capire quale possa essere il nesso logico tra questo provvedimento e una manovra economica di 47 miliardi imposta dalla Comunità Europea al Governo Italiano per azzerare il debito pubblico. Probabilmente lo stesso Ministro dell'Economia Giulio Tremonti ne è inconsapevole e, a quanto pare, non sarebbe stato messo al corrente della norma pro-Fininvest contenuta nella Finanziaria. Eppure i giornali vicini al Premier ostentano sicurezza e forniscono anche in questa circostanza, premurose giustificazioni come nel caso del Direttore del Giornale Alessandro Sallusti che in un suo editoriale (leggi) definisce il provvedimento «un cavillo che tutela tutte le aziende italiane»

ATTESA PER LA REAZIONE DEL COLLE. PER IL CSM SI RISCHIA DI VIOLARE IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA DEI CITTADINI DI FRONTE ALLA LEGGE
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che nei giorni scorsi aveva espresso malumori per non aver ricevuto il testo del provvedimento già noto alla stampa e all'opinione pubblica, si appresta ad esprimere le proprie determinazioni riguardo alla manovra economica presentata dal Governo che comprende taluni aspetti alquanto controversi come il citato "balzello salva-Fininvest". Non perde tempo, invece il vice-presidente del Csm, Michele Vietti, che sulla questione pone l'accento sul principio di uguaglianza: «Non entro nel dettaglio di una norma non ancora presentata in Parlamento - spiega Vietti - ma voglio solo rilevare che il principio dell'esecutività delle sentenze di secondo grado è un principio generale che vigeva già prima che diventassero provvisoriamente esecutive le sentenze di primo grado. Modificare questo principio significherebbe rischiare di stravolgere il sistema giudiziario e credo che convenga non farlo per non violare il principio di eguaglianza fra i cittadini di fronte alla legge».

CAMUSSO, COLPITE FAMIGLIE E PENSIONATI. SACRIFICI PER UN FUTURO PEGGIORE
Per il Segretario Generale della CGIL la manovra presentata dal Governo "avrà un effetto recessivo, come quella dell'anno scorso", inoltre, avverte "c'è una parte del Paese che finora non ha pagato mai e continua a non essere toccata. La nostra battaglia non si fermerà".
"C'è un vulnus democratico in questa vicenda. Siamo per la terza volta davanti allo stesso schema: decreto legge, maxi emendamento, voto di fiducia, con Parlamento e parti sociali completamente espropriati dai luoghi di discussione. Un vulnus reso più grave dal fatto che si approfitta di una manovra per mettere in campo misure come il cosiddetto Lodo Mondadori e il blocco dei contratti pubblici fino al 2018". Duro il giudizio del Segretario Generale della CGIL Susanna Camusso, al documento arrivato solo qualche ora prima sul suo tavolo. "Non sappiamo neanche se il documento che abbiamo è quello giusto - aggiunge -, considerato che i ministri dicono cose contrarie a quanto è scritto nella manovra".

Si riferisce al giallo dei tagli sulle energie rinnovabili?
"Nella versione che ho sul mio tavolo c'è scritto che il taglio è del 30%. Sarà quella giusta o nel frattempo ne hanno scritta un'altra?".

E questa è una delle misure più contestate.
"Ovvio, perché c'è una totale sproporzione tra il vantaggio minimo per i consumatori, che risparmierebbero in bolletta pochi centesimi, e il danno che determina la caduta degli investimenti sui posti di lavoro. Se davvero vogliono aiutare le famiglie taglino le accise della benzina,non gli incentivi alle rinnovabili. Ancora una volta questo governo dimostra che non ha una idea del piano energetico che vuole fare, neanche dopo il referendum e neanche di fronte alla necessità di far ripartire la crescita. Si continua con un taglio qui e un taglio lì, senza sapere dove portare il Paese".

Una manovra che rischia di avere pesanti ripercussioni sulle famiglie a basso e medio reddito.
"Proviamo a vedere cosa si scarica sulle famiglie, che oggi sono una catena lunga, fatta molto spesso di un nucleo famigliare di pensionati che aiuta un nipote o un figlio che non ha un lavoro. C'è un parziale stop della rivalutazione delle pensioni che percepiscono le persone normali, siano lavoratori del Nord con 40 anni di contributi o impiegati, già fortemente penalizzati in questo periodo. Ci sono i ticket di cui dovranno farsi carico le famiglie e nei Comuni normali, alla luce dei nuovi tagli annunciati, arriveranno nuove tasse. Se poi nella famiglia c'è un lavoratore pubblico lo stipendio subirà un blocco totale fino al 2014. Basta questo elenco per rendere il quadro? Volendo si potrebbe andare avanti, parlando della mancanza di prospettiva di investimenti, di occupazione, dei tagli al sostegno per i bambini con handicap, alla scuola...".

In sostanza lei sta dicendo che questa manovra non aiuta a uscire dalla recessione?
"Questa è una manovra che avrà un effetto recessivo sul Paese, esattamente come quella dello scorso anno. Siamo di nuovo di fronte a una logica di tagli e di apparente rigore, che nella realtà si tradurrà in un blocco del Paese e dello sviluppo. I conti non tornano, malgrado le loro dichiarazioni. Questa è una manovra che produce una ulteriore fatica per raggiungere gli obiettivi europei. Più si abbassa la crescita più il rapporto con il debito diventa complicato".

Quali sono le misure che vi sareste aspettati di trovare nella manovra?
"Erano necessarie misure per far ripartire l'economia, a cominciare dal piano energetico. C'era bisogno, poi, di un allentamento vero del patto di stabilità per i Comuni virtuosi che avrebbero potuto fare gli investimenti, rendendo operabili i piccoli cantieri e quindi creando lavoro. C'è, infine, una parte del paese che in tutta questa fase non ha pagato pegno, mi riferisco alle grandi rendite, alle transizioni finanziarie, alle grandi ricchezze, che continua ad essere risparmiata. Il governo ha scelto di fare piccole operazioni, che penalizzano nello stesso modo un'anziana signora che ha risparmiato 10 Bot nella sua vita e una ditta che decide di investire tutti i suoi capitali in Bot".

C'è anche la norma che è stata già definita il 'Lodo Mondadori'.
"Ci sono diverse chiavi di lettura al riguardo. Si può interpretare come il punto di mediazione all'interno del governo con una norma ad personam o come una scelta mirata a non toccare in maniera significativa l'evasione. Inseriscono, infatti, una norma sul collocamento che non si capisce cosa ci faccia in un decreto, ma nulla sul lavoro sommerso. Non c'è ridistribuzione in un momento in cui si registra una contrazione dei consumi e non c'è alcuna considerazione per alcune proposte minime che avevamo fatto, come quella di rendere il caporalato reato penale. Avevamo chiesto anche nuove norme su appalti, per determinare legalità e aumento dei contributo e la tracciabilità sopra i 500 euro, per combattere il doppio mercato della fatturazione".

Dall'opposizione commentano che è un rimandare il problema a chi verrà dopo.
"Non mi basta quel giudizio. Lo capisco politicamente, ma va aggiunto che nel frattempo continua una politica di recessione con ripercussioni pesanti su pensioni, sanità e enti locali. È una manovra che oltre a scaricare sul futuro peggiora il presente. Paradossalmente questo governo potrebbe cavarsela nel giudizio degli osservatori internazionali, perché promette tutto e rimanda nel tempo, ma so che quando arriveremo ai prossimi appuntamenti il nostro Paese non riuscirà a rispondere ai parametri che l'Europa ci impone".

In questa manovra ci sono alcuni dei tagli sui costi della politica. Come le giudica?
"Il testo che ho davanti prevede dei tagli, ma non c'è traccia di misure di qualità destinate a incidere profondamente. Perché non riportare la pensione dei parlamentari a una condizione pensionistica normale e non vitalizia? Sarebbe necessario, inoltre, agire sulle società per ridurle, non ci si può limitare soltanto ad alimentare l'antipolitica, né a far diventare la politica un mestiere per ricchi. Serve una vera operazione di equità che in questo documento non è prevista. Serve un messaggio di fiducia della politica nella sua funzione, inseguire queste logiche un po' barbare e populiste non serve".

Quale sarà la risposta della CGIL?
"La mobilitazione non finirà con il percorso parlamentare, noi già dalla prossima settimana faremo una capillare operazione sui territori per spiegare ciò che è già evidente e ciò che sarà dopo questa manovra. Non finisce qui la battaglia".

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it