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Pescara, 24/10/2020
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Data: 02/01/2007
Settore:
Filt Cgil
MEMORANDUM SUL TFR - Ultimo tassello per il secondo pilastro di Agrippina Pozzagli (*) - Tfr e previdenza complementare - Le slides della Filt Cgil Abruzzo

Il DPEF presentato dal Governo prefigurava il varo di una manovra finanziaria economicamente impegnativa che aveva il compito di contemperare due esigenze: quella di risanare i conti pubblici per farci rientrare nei parametri comunitari e quella di individuare le risorse necessarie per avviare una politica di sviluppo. Il documento, per dare seguito a questi obiettivi, prevedeva tagli, per noi inaccettabili, nei quattro macro capitoli quali: previdenza, sanità, pubblico impiego e trasferimenti agli Enti locali. La nostra ferma opposizione ha costretto il Governo, pur mantenendo gli stessi obiettivi, a presentare una legge finanziaria di segno diverso e non più la conseguenza logica del DPEF di Luglio. Purtroppo, la bagarre a cui abbiamo assistito, la farraginosità dell'impianto sicuramente di non facile lettura, il continuo ripensamento sulle scelte cambiate e ricambiate e la miriade di emendamenti presentati hanno contribuito non poco a disorientare l'opinione pubblica ed a fare emergere con forza il bisogno di intervenire radicalmente sulle modalità con le quali si perviene alla costruzione del Bilancio dello Stato. Nonostante ciò e per quanto imperfetta essa sia, la manovra contiene provvedimenti e strumenti che noi giudichiamo importanti che rappresentano una discontinuità rispetto agli anni passati e che ci permettono di riconfermare il giudizio positivo che a suo tempo abbiamo dato. Prova ne è la disponibilità dimostrata dal Governo rispetto alla nostra proposta di non inserire nel documento di Bilancio i temi legati alla questione previdenziale. Frutto di questa scelta è il "Memorandum di intesa" sulla Previdenza obbligatoria firmato il 26 settembre tra il Governo e le Parti sociali, nel quale vi sono contenuti gli obiettivi e le linee da discutere a gennaio prevedendone la conclusione, con un accordo definitivo, entro marzo del 2007. Tempi stretti, ma è bene mettere in chiaro che i 9 punti definiti nel Memorandum serviranno da canovaccio e non dovranno essere considerati come decisioni già precostituite, né tanto meno indicativi di vincoli di spesa. È utile sottolineare questo passaggio. Il percorso che auspichiamo, come CGIL, è quello di presentarci al confronto con il Governo con una proposta unitaria sottoposta prima al vaglio dei lavoratori. Nessuna trattativa potrà, invece, aprirsi in assenza di una posizione univoca e condivisa del Governo. Questo non vuol dire che non onoreremo gli impegni assunti e cioè ridiscutere una migliore organicità della previdenza obbligatoria - che per noi resta comunque il primo pilastro ed il più importante - ma riteniamo che non ci possono essere spazi per accordi in peius o dettati dall'esigenza di fare cassa da parte del Governo. Un confronto che non può prescindere da alcuni punti fermi per noi irrinunciabili che sono: la valorizzazione e l'ampliamento degli elementi di solidarietà presenti nella Riforma Dini; l'introduzione di diritti e tutele per i lavoratori precari e per i giovani; il riconoscimento delle attività usuranti; una equa distribuzione del peso dei relativi aggiustamenti che si renderanno necessari; la flessibilità nella collocazione in pensione. Per noi, insomma, si tratta di valutare non solo la sostenibilità economica ma anche quella sociale che una riforma previdenziale comporta. Il difficile iter parlamentare ha portato il Governo a richiedere la fiducia su un maxi-emendamento, composto da un articolo con 826 commi, all'interno del quale trova riconoscimento giuridico l'altro secondo Memorandum sul TFR siglato il 23 ottobre tra Governo e Parti Sociali. Esso rappresenta l'ultimo tassello per il completamento del secondo pilastro ed avvia il decollo della riforma della Previdenza complementare. L'accordo sarà riesaminato nel 2008 in modo da avere tutto il tempo per rivedere ed aggiustare gli eventuali aspetti negativi della manovra. Il punto principale e il dato politico importante dell'intesa riguarda l'anticipazione del conferimento del TFR. Non più nel 2008, come previsto dalla riforma Maroni, ma a partire dal 1° gennaio 2007. Da questa data decorreranno i sei mesi entro i quali i lavoratori saranno chiamati a scegliere la destinazione del TFR maturando. Scelta che, nonostante il meccanismo del silenzio- assenso, non può essere che consapevole. Consapevolezza che sarà frutto solo della conoscenza e dell'informazione. Particolare attenzione dovrà essere dedicata ai giovani, finora i più penalizzati, avendo cura di contrastare quella loro naturale tendenza di non pensare da subito alla futura pensione e cercando di convincerli sulla convenienza di aderire ad un Fondo negoziale e di trasferirne al più presto il loro Tfr. Al sindacato è affidato il compito di svolgere appieno questo lavoro. Impegno che non possiamo delegare ad altri né tantomeno viverlo come un atto burocratico o di mera testimonianza. Al contrario ritenerlo una straordinaria occasione di incontro e di contatto con milioni di lavoratori.
(*) Agrippina Pozzagli - Segretaria Nazionale Filt Cgil
Tratto da "Il lavoro nei Trasporti"

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