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Pescara, 23/10/2020
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Data: 15/06/2013
Settore:
Attività ferroviarie
BIGLIETTERIA FUORI SERVIZIO, CAPOTRENO PRESO A CAZZOTTI - Carafa (Filt Cgil Abruzzo): «Situazioni intollerabili. Inascolate le tante denunce delle Organizzazioni Sindacali per arginare il fenomeno e per aumentare la sicurezza sui treni e nelle stazioni» - Rassegna stampa

Si è verificata nuovamente un’aggressione ai danni di un ferroviere. Lo scorso mercoledì 12 giugno il Capo Treno Colantonio Clemente stava scortando l'ultima corsa per Teramo, il treno 21680. A Silvi sono salite due persone. Un tizio riferiva che la biglietteria self non dava il resto, l'altro che la macchinetta era guasta. Il Capo Treno gli diceva che potevano fare il biglietto a bordo senza maggiorazioni, tant'è che il primo cliente veniva regolarizzato. Il secondo, invece, si rifiutava di pagare e decideva di voler scendere a Pineto. Il tizio non scendeva nè a Pineto, nè a Scerne e nemmeno a Roseto. Il Capo Treno Colantonio Clemente è andato allora a cercarlo chiedendogli un documento di riconoscimento. Questo gli rispondeva che non aveva documenti e inizia ad inveire sostenendo che i ferrovieri sono tutti ignoranti e che il Capo Treno presente non conosceva il regolamento. A quel punto il Capo Treno ha pensando di farlo identificare dalla Polizia Ferroviaria di Giulianova, ma purtroppo la locale stazione della Polfer a causa dei tagli termina il turno alle ore 17.00. Arrivati a Giulianova mentre il Capo Treno invertiva il senso di marcia al treno il passeggero lo seguiva dicendo che voleva denunciare Trenitalia per via del mancato funzionamento dell'emettitrice, che il guasto persisteva da almeno tre mesi, che lo aveva segnalato al personale e che questi non avevano fatto niente e che si sentiva preso in giro. Visto che il viaggiatore era diretto a Teramo il Capo Treno lo invitava a fare il biglietto almeno da Giulianova a Teramo altrimenti non lo avrebbe accettato a bordo. A questo punto il tizio prendeva ad inveire contro il Capo Treno sostenendo di andare a Teramo lo stesso. Mentre il Capo Treno saliva sul treno per partire gli veniva afferrata la gamba destra e trascinato giù dal treno facendolo cadere a terra dove veniva malmenato con calci e pugni. Nel frattempo interveniva il collega macchinista che afferrava l'aggressore che non aveva nessuna intenzione di fermarsi, è dovuto intervenire un altro Capo Treno in sosta a Giulianova per poter allontanare definitivamente l’aggressore che continuava ad inveire. Dopo una decina di minuti arrivava una pattuglia dei Carabinieri che si limitava ad identificare il Capo Treno malmenato ed il viaggiatore. Tenuto conto che quella era l'ultima corsa per Teramo e siccome il treno era abbastanza pieno, il Capo Treno Colantonio Clemente con spirito di sacrificio ed abnegazione al servizio ha deciso di proseguire il servizio fino a Pescara. A Pescara si è recato al Pronto Soccorso dove veniva sottoposto alle cure del caso perché l'occhio sinistro si era gonfiato e si era formato del versamento di sangue dentro e fuori dall'occhio. Situazioni del genere non sono una novità, come non è una novità la denuncia delle Organizzazioni Sindacali per tentare di arginare il fenomeno, chiedendo di aumentare la sicurezza sui treni e nelle stazioni. Negli ultimi tempi questi brutti eventi sono aumentati di numero in tutte le regioni d’Italia sia a causa del più generale degrado della vita della nostra comunità sia a causa della qualità quotidianamente contestata del servizio offerto da Trenitalia. Queste violenze sono in aumento, alimentate anche dai tagli effettuati sul servizio pubblico che provocano una restrizione in tutti i sensi del servizio offerto dal Trasporto Pubblico Locale su Ferro. Oltre al danno fisico, rimane nella memoria del lavoratore una violenza psicologica che non andrà via nel breve periodo, e resterà per molto la sofferenza per aver dovuto subire una violenza solo per aver svolto onestamente il proprio lavoro.

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