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Pescara, 22/01/2021
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Data: 01/12/2013
Settore:
Trasporto pubblico locale
IN SANGRITANA SI FA DI TUTTO.. TRANNE CHE IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE - Idrovolanti, Assaggi d'Abruzzo, Meeting di Rimini, pacchetti turistici, impianti di risalita. Ecco come vengono utilizzate le risorse del tpl nell'azienda regionale famosa per i 99 amministrativi - La denuncia della Filt Cgil inviata alla Regione - L'organigramma 2011 con i 99 impiegati - Alcune attività turistiche e le pubblicità a pagamento sui giornali

Con la Sangritana chiudiamo la nostra denuncia sugli sprechi e sui privilegi che caratterizzano le tre aziende pubbliche abruzzesi di trasporto pubblico locale. La Fas di Lanciano ex Gestione commissariale governativa della Ferrovia Adriatico-Sangritana, ha suscitato sempre ammirazione e motivo di orgoglio nella comunità abruzzese per quella sua particolare peculiarità di poter rappresentare, nel settore ferroviario, una valida alternativa locale al colosso “Ferrovie dello Stato” e il recente annuncio con il quale è stato confermato che a partire da dicembre l'Abruzzo avrà finalmente collegamenti “interregionali” con Bologna attraverso i treni della “Sangritana”, è sicuramente una buona notizia che avrà reso felici anche i pendolari e i consumatori abruzzesi spesso bistrattati da servizi indecorosi messi a disposizione da Trenitalia.



ANCHE IN SANGRITANA SPRECHI E PRIVILEGI ABBONDANO - Ma non è tutto oro quello che luccica. In Sangritana sprechi e privilegi , per rimanere nel tema dell’inchiesta promossa dalla Filt Cgil Abruzzo, sono all’ordine del giorno e , sia chiaro, stiamo parlando di deplorevole fenomeno datato nel tempo non imputabile pertanto unicamente alla sola gestione Di Nardo il quale però durante il proprio mandato e, in un contesto di evidente crisi del settore, non ha contribuito minimamente nel tentativo di arginare fenomeni e consuetudini assolutamente intollerabili.



EPPURE NESSUNO SI AZZARDA A SFIORARE LA SANGRITANA - Eppure nonostante le tante incongruenze e i chiari esempi di cattiva amministrazione dei quali ci occuperemo con dovizia di particolari nei successivi paragrafi, la politica e , in particolare quella regionale da cui la stessa Sangritana dipende essendo una società di proprietà della Regione Abruzzo, se ne guarda bene dal muovere critiche e valutazioni negative sulla società di via Dalmazia, seppur a conoscenza di elementi e di operazioni a dir poco sconcertanti. Il motivo di questo atteggiamento pilatesco è tuttavia facilmente intuibile: La Sangritana fa gola a tutti perché tra le tre società di trasporto regionale, è quella che gode di maggiori entrate da parte della Regione anche in virtù di quel meccanismo agevolato di finanziamenti ereditato con il passaggio delle due ex gestioni governative dalla competenza ministeriale a quella regionale. Il trattamento di miglior favore riconosciuto in virtù dell’espletamento di un trasporto più oneroso quale quello ferroviario (ma in gran parte effettuato su gomma con autolinee sostitutive), è ormai diventato di dominio pubblico essendo stato ufficializzato e reso noto dagli stessi organi di stampa (Preleva i contratti di servizio delle tre aziende regionali - fonte "Il Centro"). E non è affatto una coincidenza che proprio la Regione Abruzzo, al fine di standardizzare le risorse e nel tentativo di riequilibrare un sistema che ultimamente sta generando molte falle (vedi crisi Arpa ma non solo), abbia deciso di accelerare la costituzione e l’avvio del Fondo unico regionale dei trasporti.



ASSAGGI D’ABRUZZO, IDROVOLANTI, IMPIANTI DI RISALITA, FLOTTE DI AUTOBUS GRANTURISMO: MA CHE C’AZZECCANO CON IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE? - In un’azienda pubblica di trasporto locale che sopravvive quasi esclusivamente grazie ai contributi regionali ovvero alle tasse dei contribuenti abruzzesi, si presuppone che le risorse vadano gestite con estrema oculatezza e soprattutto destinate a soddisfare principalmente, se non unicamente, la domanda di mobilità collettiva, quella che una volta (ahinoi) veniva definita "servizio sociale". In Sangritana questo principio viene visto come un dettaglio da ignorare come stanno a dimostrare le numerose attività “extra tpl” che la società regionale guidata da Pasquale Di Nardo continua ad inseguire e promuovere con tanto di costosa campagna pubblicitaria al seguito. Già, perché quelle regole tuttora vigenti, fissate dal legislatore regionale nel 2011 e che attengono il divieto per le aziende regionali di tpl “di effettuare spese per studi e consulenze, relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, per un ammontare superiore al 20 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2009”, probabilmente costituiscono un optional per la Sangritana. E’ difficile infatti immaginare che i costi rilevanti attribuibili ad una campagna pubblicitaria di alto livello fatta di spot televisivi, acquisto di pagine intere sui quotidiani locali, utilizzo di camion vela (le pubblicità a pagamento sui quotidiani - guarda)., non abbiano determinato lo sforamento di quei limiti fissati dalle misure di stabilizzazione finanziaria contenute nell’art.67 della Legge Regionale 1/2011. A meno che non siano sopraggiunti ulteriori contributi regionali per finalità turistiche delle quali, evidentemente, non siamo a conoscenza. Resta tuttavia l’incongruenza di alcune attività della Sangritana (Assaggi d’Abruzzo, Idrovolanti, impianti di risalita ecc. ecc) con le affermazioni della Direzione trasporti della Regione che in previsione di una imminente riprogrammazione dei servizi, ha già fatto sapere che intende sopprimere tutti quei servizi di trasporto pubblico locale che non dovessero prevedere almeno una media di cinque viaggiatori con buona pace per le zone interne e per i tanti cittadini meno fortunati che per i propri spostamenti possono contare esclusivamente sul mezzo pubblico.

Senza voler criminalizzare nessuno, è scandaloso ribadire - come sostiene la Filt Cgil Abruzzo - che prima di mettere in discussione e di sopprimere un solo servizio sociale, si dovranno rivedere tutte quelle attività esercitate dalle aziende regionali di trasporto (Sangritana compresa) che nulla hanno a che vedere con il trasporto pubblico locale e che attengono piuttosto servizi di natura turistica??



27 AUTOBUS DI GRANTURISMO PER IL NOLEGGIO E PER LE LINEE A LUNGA PERCORRENZA, ANCHE QUESTO E’ TRASPORTO PUBBLICO LOCALE? - Sono numeri che abbiamo riscontrato consultando il sito web della Sangritana (clicca qui), dove campeggia una bella pagina nella quale è possibile verificare la dotazione degli autobus granturismo soffermandosi su alcuni dettagli per una scelta migliore: modello dell’autobus, numero dei posti e servizi a bordo. Ne abbiamo contati 27 tra Setra dell’ultima generazione (con Bagno, Frigo, Caffè espresso, Tv satellitare, Cassaforte, TV sugli schienali, cuffie), ma anche Iveco, De Simon, Ayats, Mercedes e Daimler. Senza voler eccedere in calcoli ragionieristici, immaginiamo che questi ventisette autobus, per poter determinare quello che in termini economici, viene definito il “break even point” ovvero un necessario punto di equilibrio tra costi e ricavi, necessitino di un impiego costante e frequente nel corso dell’anno, cosa che comporterebbe e determinerebbe un altrettanto uso costante e frequente di personale viaggiante, quello stesso personale di cui hanno estremamente bisogno le altre aziende regionali per espletare servizi minimi di trasporto pubblico locale.

Senza, anche in questo caso, voler criminalizzare nessuno, possiamo affermare che tutto ciò è davvero assurdo?



USI E ABUSI SULLA GESTIONE DEL PERSONALE: UN VERO E PROPRIO LIBERO ARBITRIO DELL’AZIENDA - Concorsi interni per l’avanzamento del personale? Regolari procedure di selezione? Assunzioni nel rispetto delle regole, delle disposizioni impartite dalla Regione e delle normative contrattuali vigenti? Macché ??? Tutti elementi insignificanti o quantomeno non necessari per la società Sangritana abituata ormai da tempo ad agire con il libero arbitrio. Le promozioni in Sangritana si rendono operative senza alcuna selezione concorsuale, ma con più semplici e rapidi Ordini di servizio con i quali si individuano discrezionalmente i dipendenti “da premiare”e ai quali, in molti casi, si consentono scalate strepitose di quaranta /cinquanta punti parametrali della famigerata classificazione espressamente prevista dal contratto collettivo. Un’ascesa immediata verso la vetta che per un autista o un macchinista meno fortunato costituisce un vero miraggio, visti gli anni di servizio e di guida – ben 21 – che deve racimolare per ottenere l’agognato parametro 183. Si pensi che gli ultimi regolari concorsi per l’avanzamento del personale risalgono alla metà degli anni ’90 quando chi vi scrive insieme ad un allora poco conosciuto Giovanni Luciano (attuale Segretario Nazionale della Fit Cisl) faceva parte delle apposite commissioni di valutazione di esame per le promozioni del personale. Altri tempi!!!



99 IMPIEGATI SU 360 ADDETTI: UN ORGANIGRAMMA DEGNO DI UN ISTITUTO BANCARIO PIUTTOSTO CHE DI UN’AZIENDA DI TRASPORTO LOCALE - E’ davvero assai raro riscontrare un’azienda di trasporto locale nella quale il personale amministrativo corrisponda in termini percentuali a circa il 30% dell’intera forza lavoro. In Sangritana tutto ciò è incredibilmente realtà. L’organigramma aziendale datato 2011 (clicca qui), - non comprensivo peraltro di ulteriori evoluzioni e promozioni che si sono susseguiti sino ad oggi – è stato formalmente consegnato alla Regione Abruzzo e alle stesse organizzazioni sindacali aziendali ed è quindi anch’esso assolutamente una fonte attendibile. Dal rapporto biennale sulla situazione del personale Sangritana, si evince la presenza di 360 addetti dei quali 261 tra operai e apprendisti e 99 impiegati. Di questi 99 amministrativi ben 25 (dato al 2011 e quindi non aggiornato) sono livelli apicali (parametri 230/250 e livelli dirigenziali). In sostanza ogni tre impiegati ce n’è uno che comanda. E non finisce qui. Il Presidente Di Nardo, l’intero Cda e il Direttore Generale Marcanio, per poter far fronte alla “eccezionale” mole di lavoro che ricade quotidianamente sugli impiegati, e in particolare, sui livelli apicali, sono stati “costretti” a deliberare numerosi provvedimenti per il riconoscimento di compensi per lavoro straordinario forfetario equivalenti a 30/40 ore mensili in favore di quadri e funzionari (par. 230/250). Un’altra curiosa e divertente vicenda che si contrappone inevitabilmente alle recenti dichiarazioni del Presidente di Arpa Cirulli il quale a fronte di un organico di 930 addetti dei quali 120 amministrativi dislocati su sette sedi territoriali, ha affermato di possedere un esubero di almeno 30 impiegati per i quali ha prospettato contratti di solidarietà.

Senza, anche in questo caso, voler offendere nessuno, possiamo affermare che tutto ciò ci dovrebbe indignare un po’?



DECINE DI ASSUNZIONI MEDIANTE CONTRATTI DI SOMMINISTRAZIONE IN BARBA ALLE REGOLE E ALLE DISPOSIZIONI DELL’ASSESSORE MORRA - Quando chi vi scrive si è recato lo scorso mese di aprile in Sangritana per una trattativa che vedeva il coinvolgimento delle stesse Segreterie Regionali, non avrebbe mai immaginato di trovarsi di fronte ad un simile scenario di anarchia nella gestione del personale. Già scandalizzato dalla vicenda degli straordinari forfetizzati di cui al punto precedente, la trattativa si è resa impossibile quando Sangritana ha prospettato ai sindacati presenti la necessità di dover ricorrere a proroghe di contratti in somministrazione risalenti a periodi precedenti nonché all’attivazione di nuovi contratti aventi la stessa tipologia. Una proposta anche in questa circostanza al di fuori delle regole e delle disposizioni impartite dalla Regione. E’ noto infatti che il ricorso alla somministrazione è disciplinato da vincoli ben precisi previsti dal contratto collettivo e che, oltretutto, la Direzione Trasporti Regionale, ha imposto il divieto per le tre aziende di trasporto, di procedere a qualsiasi forma di assunzione di nuovo personale sia in riferimento alle norme nazionali in materia di contenimento della spesa del personale che in previsione della costituenda azienda unica. Davvero un semplice dettaglio per la Sangritana del Presidente Di Nardo cui evidentemente tutto è concesso, anche disattendere contratti e disposizioni impartite dalla proprietà ovvero dalla Regione Abruzzo.



LA TRASPARENZA IN SANGRITANA … QUELL’ILLUSTRE SCONOSCIUTO - Sembrerà un paradosso ma è proprio la mancanza di trasparenza l’elemento più dissacrante e più sconvolgente della Sangritana perché è proprio sull’impossibilità di conoscere e valutare i provvedimenti e le decisioni aziendali che sono maturate tutte quelle anomalie in precedenza descritte. Fa davvero sorridere imbattersi nella home page del sito web della Sangritana e leggere paragrafi che ci informano sulla trasparenza amministrativa e sulla necessità dell’azienda di “assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni tra il sistema amministrativo aziendale ed il mondo esterno”. Premesso che dalla Sangritana stiamo aspettando da aprile l’invio del nuovo organigramma, la pubblicazione dei verbali del Consiglio di Amministrazione e ulteriori semplici informazioni riguardanti il personale, tutto materiale pubblico che, evidente, per la Sangritana risulta “materiale riservato”. Sarebbe forse il caso che qualcuno dalla Regione Abruzzo ricordasse al Presidente Di Nardo e anche agli altri amministratori delle società partecipate, che sono già entrate in vigore norme alquanto rigida sulla trasparenza degli atti che prevedono pesanti sanzioni per gli inadempienti ma soprattutto obbligheranno i manager pubblici anche a pubblicare sui siti istituzionali le proprie dichiarazioni dei redditi (giusto per fare un esempio a caso). La Filt Cgil Abruzzo attesa la poca disponibilità della Sangritana a rendere pubblico ciò che dovrebbe essere pubblico, ha trasmesso una nota all’assessore Morra datata 24 aprile 2013 (Preleva la denuncia della Filt Cgil inviata alla Regione) con la quale sono state girate alla Regione e all’Assessorato ai trasporti quelle stesse richieste d’informazioni disattese dalla Sangritana. Difficile a dirlo ma l’omertà ad oggi sta interessando anche la Direzione trasporti della Regione.

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