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Pescara, 19/10/2020
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Data: 03/09/2007
Settore:
Trasporto aereo
ALITALIA E IL PIANO INDUSTRIALE, PER I SINDACATI «GIUDIZIO SOSPESO» - Si attendono gli approfondimenti dal prossimo CdA, ma la Cgil Lombardia annuncia «Il piano Alitalia va profondamente cambiato» Il comunicato unitario

Le linee guida del "Piano di sopravvivenza e transizione" approvate dal Consiglio di Amministrazione di Alitalia, hanno confermato le indiscrezioni che erano circolate nelle ore immediatamente precedenti e che avevano comportato reazioni e polemiche. La Compagnia di bandiera guidata da Maurizio Prato si appresta dunque a varare una serie di severe misure da adottare nel triennio 2008-2010 che porteranno ad un ridimensionamento di Alitalia ma al tempo stesso dovrebbero servire a garantire quelle condizioni di sostenibilità e continuità dell'attività aziendale in attesa di un futuro assetto proprietario della Compagnia. Tra le principali azioni del piano approvato c'è il discusso riposizionamento delle attività sull'aeroporto di Milano Malpensa ed il contestuale incremento delle attività sull'aeroporto di Roma Fiumicino. Previsto, inoltre anche un consistente aumento di capitale da attuare contestualmente al progetto di cessione del controllo della Compagnia. Per quanto attiene il capitolo dei presunti tagli agli organici, dal Piano Industriale approvato, emergono solo riferimenti generici. Non è un caso, infatti che i sindacati abbiano sospeso il giudizio nell'attesa degli approfondimenti e quantificazioni previsti per il prossimo 7/9 giorno in cui tornerà a riunirsi il Consiglio di Amministrazione. Tuttavia i sindacati hanno tenuto a precisare in una nota «la piena disponibilità al confronto su basi di chiarezza ed equità, non garantite in passato e con una logica di rilancio del sistema impresa, che ponga le basi per produrre uno sforzo unitario con l'obiettivo di restituire competitività al Gruppo Alitalia, inteso nella sua interezza ed integrità, unica via per auspicare il raggiungimento degli obiettivi prefissati attraverso il consenso.
Il lavoro ha dato molto - proseguono i sindacati - sostenendo sacrifici enormi negli ultimi 10 anni. Un sacrificio disperso però da Manager inadeguati e poco trasparenti, da chi li ha sostenuti, e da una politica che ha continuato ad ingerire negativamente in Alitalia». Cauto è anche il giudizio del Segretario Nazionale della Filt Cgil Maurizio Rossi secondo il quale «Se il ridimensionamento sarà temporaneo e aiuterà l'azienda a ripartire il sindacato farà la sua parte con un atteggiamento propositivo. Se invece sarà fine a se stesso non saremo d'accordo. Certo la situazione va affrontata perché la compagnia si troverà alla fine dell'anno con 300 milioni in cassa». Mentre dalla Cgil Lombardia, Milano e Varese insieme ai sindacati di categoria locali arriva un vero e proprio stop «Il piano Alitalia va profondamente cambiato e se nelle prossime riunioni del CdA del 7 e 12 settembre ciò non accadrà, bisogna sapere che il sindacato confederale lombardo non accetterà tale soluzione e quindi non starà fermo»

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