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Pescara, 16/09/2019
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Data: 24/09/2007
Settore:
Istituzioni
REFERENDUM SUL PIANO TRAFFICO A PESCARA, S'IMPONE IL SI' - Il 65,7% dei votanti chiede l'abolizione del Put. Il comitato promotore esulta, ma Mancini riflette sulla scarsa affluenza alle urne - Rassegna stampa

C'è il forte dubbio che la consultazione referendaria di Pescara (la prima di carattere consultivo nella breve storia della città adriatica), si sia trasformata in un test pre elettorale, un modo, in definitiva, per tastare il polso ai pescaresi in vista delle prossime elezioni amministrative in programma in primavera e che dovranno decretare il successore di Luciano D'Alfonso (nella foto).
Del resto gli schieramenti per il sì e per il no, ovvero per l'abrogazione del Piano Urbano del traffico o per la sua conservazione, non ammettevano dubbi con il centrodestra schierato in maniera compatta da un lato e le forze di centrosinistra che amministrano la città, schierate dall'altro.
Comunque sia, i risultati derivanti dalla consultazione ci dicono che si sono recati alle urne per il referendum sul piano traffico, il 20 per cento dei 105.552 aventi diritto e che il sì ha prevalso nettamente con il 65,7% mentre il no si è fermato al 34,3%. Esulta per il risultato Nicola De Amicis, presidente del Comitato promotore del referendum il quale invita l'amministrazione comunale a prendere seriamente in considerazione la volontà dei cittadini che hanno detto sostanzialmente no al nuovo sistema di sensi unici fluidificanti, alle nuove corsie preferenziali, alle Zone a traffico limitato (Ztl) ai parcheggi di scambio, ma anche alla chiusura della rampa di uscita dell'asse attrezzato nei pressi del Comune. L'amministrazione Comunale rappresentata dall'Assessore alla mobilità Armando Mancini prende atto del risultato, ma in vista di un probabile passaggio in Consiglio Comunale, invita tutti a valutare anche la scarsa affluenza alle urne referendarie. Secondo Mancini «La partecipazione dei cittadini è stata decisamente modesta. Un referendum va sempre rispettato, ma la quantità delle persone che vanno a votare è un indice del quale non si può non tenere conto. E questo dato cosa ci dice? Che circa dodicimila persone hanno detto di volere abrogare il piano traffico, ma altre 100mila o hanno detto no, o hanno fatto capire di non essere interessati al quesito referendario, dunque di non essere contrari alle misure adottate dall'amministrazione. E' chiaro che di questo il consiglio comunale non potrà non tenerne conto».

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