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Pescara, 14/12/2019
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30 NOVEMBRE, SCIOPERO GENERALE DEI TRASPORTI - I sindacati chiedono la sostenibilità dell'intero sistema della mobilità di persone e merci e la tutela di centinaia di migliaia di lavoratori - Le motivazioni per singoli settori - PRELEVA LE MODALITA'

Tutti i lavoratori dei trasporti scioperano il 30 novembre. Lo sciopero generale dell'intero comparto si è reso inevitabile a seguito della mancanza di confronto con il Governo sulla piattaforma unitaria e della permanente mancanza di interventi di programmazione e di regolazione in grado di fare uscire il settore dei trasporti da uno stato di crisi sempre più grave che fa sentire i suoi effetti negativi sulla qualità dei servizi erogati, sulla sostenibilità dell'intero sistema della mobilità di persone e merci e sulle condizioni di lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori.

All'attuale Governo, a poche settimane dal suo insediamento, le segreterie nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti avevano inviato la richiesta di apertura di un confronto sui problemi del settore e avanzato proposte e richieste di intervento contenute nella piattaforma rivendicativa che aveva portato alla convocazione della cosiddetta "Cabina di Regia" del 14 luglio 2006.

La piattaforma unitaria, che rivendicava la ripresa di una politica dei trasporti dopo i lunghi anni di completo abbandono e di tagli nelle risorse operati dal precedente Governo, non ha avuto, fino ad oggi, le risposte necessarie.

Non c'è stata una sede di confronto nella quale discutere con il Sindacato e non ci sono stati concreti interventi di carattere programmatico.

La cabina di regia non ha avuto più seguito, se non per alcune occasioni nelle quali, in seguito a dichiarazioni di sciopero, si sono affrontate, al solo scopo di evitare le agitazioni, le crisi più acute di alcune grandi aziende come Alitalia e Ferrovie rimaste poi irrisolte, e per il rinnovo, nel dicembre 2006, del CCNL degli autoferrotranvieri.

Continua a mancare una politica di programmazione in grado di cambiare uno stato di cose sempre più insostenibile.

Per quanto riguarda le risorse destinate al settore, la situazione, già precaria, è aggravata dalla notevole insufficienza degli interventi previsti nella legge finanziaria 2008, in discussione in Parlamento, che in molti settori lascia irrisolti gravi problemi di finanziamento sui servizi, sugli investimenti e sugli interventi a sostegno dell'occupazione e del reddito.

Lo sciopero del 30 novembre, sulla base della piattaforma unitaria, a suo tempo presentata al Governo , ha l'obiettivo di riprendere il confronto sui problemi generali del settore in modo tale da affrontare le diffuse situazioni di crisi aziendali e di settore, nell'ambito di un disegno organico e sistemico, per quanto riguarda gli interventi di regolazione e per le risorse impiegate nei trasporti.

Si tratta di determinare le condizioni per garantire il diritto alla mobilità per le persone e le merci; lo sviluppo di un armonico e integrato sistema della logistica capace di contribuire a fornire soluzioni alle rinnovate esigenze di carattere economico, sociale ed ambientale e di trasformare il settore anche in un industria ad alta tecnologia. Questi processi devono essere gestiti cogliendo a pieno il valore del lavoro, la sua stabilizzazione, la qualità e la crescita professionale degli addetti. Il passaggio dall'epoca dei monopoli a quella del mercato comporta la modifica della qualità delle tutele, ma ciò deve avvenire senza scardinare il sistema dei diritti dei lavoratori, in un'ottica che escluda a priori l'affermarsi delle forme più sfrenate di dumping sociale.

E' necessaria la ripresa del confronto con l'obiettivo di un'intesa tra Governo, Confederazioni sindacali e datoriali e le rispettive categorie che fissi gli obiettivi generali delle concertazione delle politiche di settore e determini gli strumenti necessari per il governo dei processi sociali conseguenti alle trasformazioni del sistema dei trasporti. Un'intesa che dovrebbe riguardare il rafforzamento della programmazione a livello centrale, regionale e locale.

Occorre definire tra tutte le parti interessate, con le necessarie distinzione dei ruoli e delle sedi di confronto, nuovi modelli di relazioni sindacali, insieme a norme in grado di prevenire i conflitti anche attraverso la revisione della normativa per l'esercizio dello sciopero, attraverso la ridefinizione dei vincoli che le parti (Aziende e Organizzazioni sindacali) si assumono in relazione alla gestione delle vertenze, con un diverso ruolo della Commissione di Garanzia di verifica dei vincoli assunti anche nei confronti delle aziende. Occorre definire anche regole della democrazia sindacale e sulla rappresentanza ispirate alla filosofia delle norme fissate per il pubblico impiego, basate sui dati relativi agli iscritti e alle elezioni delle RSU, unitamente a regole in grado di far evolvere le relazioni industriali verso modelli di tipo partecipativo,

Nello stesso tempo è necessario definire adeguati strumenti di politica del lavoro, e di sostegno al reddito, così come occorrono interventi e risorse utili a ridurre la precarietà del lavoro.

Bisogna realizzare l'obbligo dell'applicazione del contratto di riferimento merceologico del settore ai lavoratori dei trasporti da parte delle imprese private e pubbliche, in una logica di filiera del prodotto che contiene tutte le attività.

Nell'ambito di questo confronto e delle necessarie intese tra le parti dovranno trovare soluzione le situazioni di crisi che stanno degenerando e che interessano le grandi aziende e i settori cruciali per la mobilità delle persone e delle merci nel Paese, dal trasporto pubblico locale alle ferrovie, al trasporto aereo, al trasporto marittimo, alle attività portuali, al settore merci e logistica, alla viabilità, insieme a tutti i settori dell'indotto.






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