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Pescara, 16/09/2019
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Data: 19/01/2008
Settore:
Portualità
INCIDENTE SUL LAVORO AL PORTO DI MARGHERA, GRANDE ADESIONE ALLO SCIOPERO - Ercolani (Filt Cgil): «Occorre estendere immediatamente a tutti i porti italiani la legge quadro sulla sicurezza» - Rassegna stampa

Si fermano i porti italiani. La decisione è stata presa unitariamente dai sindacati (Filt CGIL, Fit CISL e Uiltrasporti) in seguito all’incidente sul lavoro di Porto Marghera. Modalità diverse da città a città, particolarmente significativa l’astensione dal lavoro di 24 ore al porto di Genova. “Abbiamo registrato una forte adesione allo sciopero ed al contempo un grande allarme sulla sicurezza nei porti”. E’ quanto afferma il coordinatore nazionale dei lavoratori portuali della Filt CGIL, Massimo Ercolani. “L’obiettivo dello sciopero - spiega Ercolani - è quello di estendere a tutti i porti italiani la legge quadro sulla sicurezza applicata attualmente sulla base di accordi locali nei porti di Genova, Ravenna e Napoli. Contestualmente - prosegue il rappresentante della Filt - è necessario, come previsto dalla legge sulla sicurezza, istituire i coordinamenti delle attività pubbliche di prevenzione ed ispettive e di estendere le competenze dei rappresentanti dei lavoratori della sicurezza (RLS) in tutte le aziende. Inoltre - conclude Ercolani - va rivista la norma di legge 271 che risale al 1999 e che dà applicazione nei porti alla 626”.

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