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Pescara, 21/10/2020
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Data: 31/03/2008
Settore:
Filt Cgil
FALSA PARTENZA DI ASSTRA E ANAV - Dall'intesa del 21 novembre 2007 ad oggi hanno dimostrato opportunismo e un pregiudiziale atteggiamento ostile alle proposte sindacali sul nuovo CCNL unico - (Tratto da "Filt mobilità informa")

Era stato subito evidente che Asstra e Anav non avessero gran voglia di dare coerente e rapida attuazione all'impegno assunto il 21 novembre 2007, presso la Presidenza del Consiglio, quando tutte le Associazioni Datoriali (Agens, Anav, Ancp, Asstra, Fise, nonché le relative Confederazioni di riferimento, Confindustria e Confservizi) e tutte le Organizzazioni Sindacali di categoria (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ulltrasporti, Ugl Trasporti, Orsa Trasporti, Faisa, Fast) titolari della contrattazione collettiva nazionale del Trasporto Pubblico Locale e delle Attività Ferroviarie convennero sulla necessità di attivare il negoziato su un nuovo CCNL unico di settore.

Era evidente e noto: l'intenso rapporto "epistolare" sviluppatosi nei giorni immediatamente successivi a quell'intesa tra le due associazioni di rappresentanza datoriale e le Segreterie Nazionali ha subito palesato un atteggiamento ambiguo ed opportunistico delle controparti, solo assai parzialmente giustificato dal fatto che, proprio in quei giorni (siamo nella prima decade dello scorso dicembre) il Governo ed il Parlamento stavano assumendo importanti decisioni nella Legge Finanziaria sulle risorse (poi approvate) e sulla riforma del quadro regolatorio (poi stralciate) riguardanti il TPL.

Certo, definire opportunistico questo atteggiamento significa usare una definizione senza dubbio pesante. Ma come definirlo, altrimenti?

Prima del 21 febbraio. Nel vivo del percorso parlamentare della Legge Finanziaria, quando in discussione erano - nel solito modo confuso e contraddittorio che ha caratterizzato la legislatura appena conclusa prematuramente - aspetti legislativi e finanziari particolarmente delicati per il settore, Asstra e Anav aderiscono liberamente, il 21 novembre, all'impegno per un profondo riassetto contrattuale che coinvolge anche la loro area di rappresentanza.

Pochi giorni dopo - delineatesi in sede parlamentare le condizioni per passare "all'incasso" sulle risorse (peraltro, necessità indifferibile sostenuta anche dal Sindacato) ed ottenuto lo "stralcio" del provvedimento collegato alla Legge Finanziaria che avrebbe dovuto profondamente riformare il quadro normativo di regolazione del settore - quell'impegno viene messo in discussione, accampando, inizialmente, capziosi motivi procedurali, poi, nelle settimane successive, strumentali argomentazioni di merito.

Nel frattempo, dichiarazioni agli organi di informazione e in convegni pubblici dei massimi esponenti di vertice delle due associazioni, i cui contenuti tentano di ignorare l'impegno da essi stessi assunto sul riassetto contrattuale e distorcere pesantemente, spesso falsificandole, le ragioni presentate dal Sindacato a sostegno di un processo che, il 21 novembre, è stato concordemente dichiarato aperto da tutti i soggetti negoziali coinvolti, sia di parte datoriale che di parte sindacale.

Dopo il 21 febbraio: dalle dichiarazioni "ufficiose" a quelle "ufficiali". Un pregiudiziale atteggiamento ostile che è plasticamente e testimoniato, per esempio, dall'intervento del Presidente di Asstra ospitato da "Il Sole 24 Ore" il 28 febbraio scorso e, nei giorni successivi, quando, con una parossistica "escalation", si è passati dalle dichiarazioni "ufficiose" alle prese di posizione "ufficiali".

Già il 22 febbraio, i Presidenti di Asstra e Anav scrivono una nota ai massimi responsabili di Confindustria e Confservizi e, per conoscenza, di Cgil, Cisl e Uil, per informarli delle loro preoccupazioni sui contenuti "della piattaforma come diramata dai mass media". Dalla nota scaturiscono due immediate considerazioni:
- il 22 febbraio non avevano ancora letto la piattaforma sindacale (ndr. - infatti, era partita dalle sedi sindacali, utilizzando la "canonica" raccomandata con ricevuta di ritorno, solo nel pomeriggio di quel giorno), ma erano già in grado di valutarne negativamente i contenuti;
- sono comunque inclini a relazioni industriali esercitate "a mezzo stampa", invece che - come sarebbe naturale - documentarsi direttamente con le controparti sindacali, magari in sede di trattativa, fino al punto che generiche ed inevitabilmente sommarie "notizie di stampa" diventano motivo di un'iniziativa ufficiale che, se presa sul serio dai destinatari, avrebbe potuto minare sul nascere un'importante e già di per sé complessa vicenda contrattuale;
- dopo i precedenti del suo collega di Asstra, il Presidente di Anav coglie l'occasione di questa nota per fare la sua "bella figura": scrive, cioè, a Luca Cordero di Montezemolo, Presidente di Confindustria, confederazione di rappresentanza datoriale (per la precisione, come noto, la prima e più autorevole in Italia?) alla quale la sua associazione aderisce, per dirgli che è profondamente preoccupato perché ha letto sul giornale una "declinazione" della piattaforma sindacale?
Poi, l'11 marzo, le due controparti prendono di nuovo carta e penna (quest'ultima, immaginiamo, "imbracciata" come un fucile) e inviano al Sindacato un'altra nota, con la quale comunicano di aver ricevuto la piattaforma sindacale e la richiesta di avvio della trattativa (ndr - seppur talora lentamente, i servizi postali nazionali funzionano ancora?) ma, fornendo l'ennesima prova di considerevole irresponsabilità e, per certi versi, vero e proprio sprezzo del "ridicolo":

- rilevano "l'assoluta impraticabilità di affrontare il tema della eventuale (ndr -?) unificazione dei CCNL degli autoferrotranviari e delle attività ferroviarie (ndr - già convenuta, anche da loro stessi, fin dal 21 novembre)";
- arrivano a chiedere al Sindacato la "riformulazione della piattaforma (?) nell'ottica di una rituale (ndr - ?) richiesta di rinnovo del CCNL, scaduto - e non disdettato - il 31 dicembre 2007, alla stregua della disciplina confederale e contrattuale che presiede la contrattazione collettiva nazionale (ndr - si presume intendano le procedure previste dal Protocollo del 23 luglio 1993)".
Infine, il 20 marzo, non essendo ancora, evidentemente, soddisfatte, nel dare riscontro alla nota sindacale unitaria del 18 marzo, che vediamo di seguito, Asstra e Anav tornano a ribadire le loro presunte ragioni e danno la disponibilità per esaminare preliminarmente in "sede tecnica" la percorribilità di quella che loro continuano a considerare, nonostante l'accordo del 21 novembre, semplicemente una possibile ipotesi di nuovo assetto contrattuale.

La risposta del Sindacato. A stretto giro di posta, il 18 marzo, dopo la prima delle ultime due comunicazioni di Asstra e anav, la ferma risposta del Sindacato, indirizzata a tutte le controparti e, per conoscenza, alla Commissione di Garanzia L. 146/90, sostanzialmente articolata in due punti semplici ed essenziali:

1. sia immediatamente attivata la trattativa contrattuale, fugando così anche gli atteggiamenti dilatori di chi, tra le controparti, vuole ulteriormente ritardare l'avvio del negoziato (ndr - Asstra e Anav);
2. in caso contrario, si considerino immediatamente e formalmente attivate le procedure di preventivo raffreddamento del conflitto che, come noto, devono obbligatoriamente precedere un'eventuale dichiarazione di sciopero.

Infine, per ora, il 20 marzo, poche ore dopo aver ricevuto la seconda delle ultime due comunicazioni di Asstra e Anav, il Sindacato dà un ulteriore e fermo riscontro negativo alle due associazioni datoriali, indirizzando la nota di risposta, per conoscenza, ancora alla Commissione di Garanzia, ma stavolta anche ai Ministri del Lavoro e dei Trasporti che, per conto del Governo, hanno sottoscritto l'accordo del 21 novembre 2007.

Fuori di metafora, il Sindacato respinge con fermezza e senza alcun preambolo qualsiasi tentativo di ritardare il confronto negoziale attraverso le "sorprendenti" argomentazioni sostenute da Asstra e Anav nella nota dell'11 marzo.

Considerazioni. Si tratta di metodo e di merito.

Nel metodo, la piattaforma proposta dal Sindacato per il nuovo "CCNL della Mobilità per gli addetti al trasporto locale, ferroviario e servizi" nasce da un'intesa tra tutte le parti sociali, sottoscritta il 21 novembre presso la Presidenza del Consiglio, con la quale, oltre al riconoscimento della necessità di unificazione e semplificazione contrattuale, si è convenuto su una forte riqualificazione e responsabilizzazione del sistema di relazioni sindacali in tutta la nuova area contrattuale.

Questi obiettivi, a poche settimane da quell'intesa, non sembrano più trovare corrispondenza nelle posizioni che, a "mezzo stampa" e, peggio, ufficialmente, sono state recentemente espresse da Asstra e Anav che, loro malgrado, dovrebbero essere soggetti attivamente coerenti con gli impegni assunti.

Asstra e Anav, invece, così, ripropongono i vecchi, usuali e logori schemi che hanno spesso provocato pesanti fasi conflittuali nel corso delle vertenze contrattuali di questi anni, costretto i lavoratori a numerose iniziative di sciopero e cinicamente "usato" i disagi alla cittadinanza per drammatizzare i confronti negoziali, di solito, come si tenta ancora

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