L'AQUILA. Via libera del consiglio di circoscrizione di Camarda alla delibera che traccia le linee di indirizzo volte a preparare il bando di gara per la vendita del Centro turistico del Gran Sasso. Un argomento scottante, tanto da rendere necessaria la convocazione di un nuovo vertice di maggioranza (il secondo nel giro di appena qualche giorno). La riunione si è tenuta ieri sera, a meno di 48 ore dal consiglio comunale sull'argomento, così come chiesto da coordinatore di Sinistra democratica, Luca D'Innocenzo. Ieri la delibera era passata anche in prima commissione consiliare mentre venerdì scorso, in quarta, si erano registrate divergenze nella maggioranza. Tre i consiglieri che avevano dichiarato di riservarsi il voto in aula, scatenando la reazione stizzita del Pd. Il tutto nel momento in cui dovrebbe concretizzarsi la rimodulazione della giunta comunale.
Ma intanto sul Centro turistico il dibattito è più che acceso. Per Sinistra democratica, «la delibera così come è stata approvata dalla giunta, va assolutamente modificata. E' evidente» ha sostenuto Luca D'Innocenzo «che la struttura aziendale del Centro turistico non può essere ancora caricata sulle spalle del Comune e non è in discussione, da parte di Sd, l'ipotesi di privatizzazione dell'azienda. Noi riteniamo che un atto di tale delicatezza politica e amministrativa non può essere costruito senza una doverosa attenzione. In particolare l'atto di vendita delle azioni non può trascinarsi dietro una ipoteca sul modello di sviluppo del comprensorio del Gran Sasso. Il rapporto tra acquisto del Ctgs e i piani di sviluppo possibili dentro le previsioni del Piano d'area, il ruolo degli usi civici, la richiesta di qualità dello sviluppo, il destino dei lavoratori sono temi centrali: non possono essere strozzati dall'esigenza di privatizzazione né dalla minaccia del Pd di cambi di maggioranza». Da qui, per D'Innocenzo, «la necessità di una riunione di maggioranza».
Sulla questione sono intervenuti anche Enrico Verini e Alfonso Tiberi (Liberaldemocratici). «Domani» hanno detto «approderà in consiglio la discussione sul futuro del Cgts. Oramai è chiaro che le gestioni pubbliche, susseguitesi almeno negli ultimi 20 anni, non hanno permesso alcuno sviluppo e, al contrario, ci consegnano una situazione disastrosa anche sul piano economico. Noi Liberaldemocratici, abbiamo un principio: il privato dove possibile, il pubblico dove necessario. Per questo abbiamo proposto e sosterremo la strada dell'inserimento di gruppi privati che, come accade nei comprensori del nord, possano investire quei capitali che sono necessari per allargare l'offerta turistica con nuove infrastrutture e piste, sperando che tutto ciò porti al decollo della montagna che tutti amiamo. Seguendo questa linea, abbiamo proposto alcuni punti imprescindibili. Anzitutto la garanzia che il bando che si farà limiti la partecipazione a quei gruppi che abbiano sì potenzialità immobiliari, ma che già operino nel settore del turismo, affinché l'operazione non si esaurisca in una colossale speculazione edilizia. Poi l'obbligo, per chi risponderà al bando, a seguire criteri di bioarchitettura avanzatissimi. E ancora, va evitato il ripetersi del pasticcio compiuto con la metropolitana finanziata su un percorso che poi non poteva essere. Ricadendo molte delle terre del Gran Sasso sui cosiddetti usi civici, prima di porre in essere il bando sarà necessario operare tutte le mutazioni di destinazione urbanistica coerenti con le infrastrutture previste nel piano d'area. E per fare questo è necessario il sì degli usi civici di Assergi, ma anche del Parco. Infine» hanno concluso «è necessaria ogni garanzia affinché il vincitore assuma l'obbligo di mantenere tutti gli attuali dipendenti del Cgts».