| |
|
| |
Pescara, 06/05/2026
Visitatore n. 753.715
|
|
|
|
|
|
|
22/04/2008
Il Messaggero
|
Assessori, adesso rischiano anche i "bravi" Rimpasto sì, ma le alleanze non si toccano: D'Alfonso garantisce coraggio ma senza rotture |
|
PESCARA - Coraggio quanto ne vuole, fa sapere il segretario del Pd. Ma come e dove cambiare la giunta regionale lo deciderà l'assemblea del partito, e soprattutto senza mettere in gioco le alleanze, così è stato deciso sabato scorso a Pescara e così sarà. L'accelerazione di Ottaviano Del Turco che chiede più grinta al partito di Veltroni ha stupito lo statomaggiore Pd, soprattutto perchè è arrivata dopo il vertice di sabato che aveva già stabilito tappe e percorso. Tutti d'accordo sulla necessità di procedere a un rimpasto vero e proprio e non a una semplice staffetta con Tommaso Ginoble, parlamentare neo eletto per ridare slancio alla seconda fase della legislatura. Ma come e dove intervenire, deve essere ancora deciso: di grane il segretario Luciano D'Alfonso ce ne ha già abbastanza, prima di tutto deve trovare la quadra per la giunta comunale dove solo dieci posti da assessore stanno mettendo in crisi gli equilibri e le garanzie fornite alle varie liste; e poi passerà alla Regione. Due situazioni legate a doppio filo, e non soltanto per il ruolo che dovrebbe assumere Donato Di Matteo in consiglio regionale, ma anche per gli equilibri strategici dei partiti, primo fra tutti l'Italia dei Valori. All'orizzonte si profila un vero e proprio braccio di ferro con la Sinistra arcobaleno che ha già detto chiaro e tondo che non intende farsi mettere in discussione dal risultato delle elezioni politiche (vedi risvolto a fianco), e che a causa del "tradimento" di Franco Caramanico che non ha ancora aderito al Pd ma alle Politiche ha fatto votare per Veltroni, ha già perso un assessorato: restano Betti Mura e Fernando Fabbiani, ma è proprio la prima e soprattutto la delega alla Cultura che traballano, con Del Turco ansioso di darla in mano a persone di fiducia. E d'altronde Luciano D'Alfonso lo ha detto sin dal primo momento: la maggioranza di centrosinistra va tenuta insieme, nonostante il flop della Sinistra arcobaleno, perchè ci sono sfide elettorali importanti dietro l'angolo e non si può rischiare ancora di perdere. Ma intanto la riflessione sul rimpasto si appunta su un altro concetto, più volte espresso da Del Turco e dai suoi fedelissimi: la circolazione delle deleghe riguarderà non solo gli assessori meno brillanti ma anche quelli bravi che hanno già mandato in porto riforme e progetti importanti. Un'ipotesi dunque che potrebbe mettere in discussione la stessa delega alla Sanità, visto che la fase della ristrutturazione è stata già avviata e nel 2009 sarà completata. Invece sulla presenza di un'anima socialista nella nuova giunta regionale (si fanno i nomi di Lamberto Quarta o più facilmente, di Camillo Cesarone), ciò sarà possibile solo se l'altra socialista Valentina Bianchi lascerà l'assessorato. In cambio, magari, di un ente di consolazione.
|
|
|
|
|