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Pescara, 30/05/2026
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Data: 24/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«A Roma per difendere l'Abruzzo». Impegno-promessa dei nuovi parlamentari. Martedì prima seduta di Camera e Senato

PESCARA. Eccola la pattuglia delle matricole abruzzesi che martedì 29 alle 9 del mattino metteranno piede alla Camera e al Senato nella seduta di insediamento della XVI legislatura. Giovani e determinati, ripetono di avere «tanta voglia di fare». Naturalmente, ammettono che si è all'inizio del percorso, e quindi prevalgono i buoni propositi. Dall'Abruzzo per la prima volta fanno il salto nella politica nazionale, parlano mostrandosi tutti «politicamente corretti», e almeno per questa volta niente polemiche o osservazioni stridenti con il clima di festa e di auguri. Nel Popolo della Libertà alla Camera tra le matricole ci sono Maurizio Scelli e Daniele Toto, anche se quest'ultimo deve attendere che Berlusconi opti per un'altra regione. Nel Partito democratico ci sono Tommaso Ginoble e Vittoria D'Incecco, entrambi ex assessori, il primo alla Regione e la D'Incecco al Comune di Pescara.
Al Senato c'è Alfonso Mascitelli ex consigliere regionale, eletto a Palazzo Madama per l'Italia dei Valori, mentre le altre due matricole sono del Popolo della Libertà: Fabrizio Di Stefano, ex Alleanza nazionale e Paolo Tancredi, ex Forza Italia.
«Inizio questo cammino con un senso di grande peso e responsabilità», fa sapere Maurizio Scelli, sulmonese, avvocato che esercita a Roma, ex commissario nazionale della Croce Rossa, «non è un giorno di esaltazione personale ma di preoccupazione. Spero di essere all'altezza della fiducia che mi è stata accordata da migliaia e migliaia di cittadini abruzzesi. Mi animano una grande voglia di fare e una grande motivazione, più che il voto è il gesto di fiducia che sento come una forte responsabilità. Non mi sentirò di certo come un uomo che è arrivato al prestigio, sarò umile».
«Nella mia umiltà», racconta ancora Scelli, «cercherò il prima possibile di capire come funziona questa macchina parlamentare per essere il più possibile utile a chi mi ci ha mandato. Non solo anche verso il mio partito, il Pdl, che ha debuttato raccogliendo la vittoria ma che deve ancora di più consolidare le sue radici. Dobbiamo stare attenti a far un gioco di squadra, rafforzare il legame tra i parlamentari abruzzesi, quelli provenienti da Forza Italia e quelli di An, primeggiare gli interessi dei cittadini alle debolezze umane. Dobbiamo essere una squadra pronta a lavorare per perseguire obiettivi comuni e condivisi».
Tra i più giovani senatori ci sarà Fabrizio Di Stefano, di Tollo, 43 anni compiuti il 12 aprile scorso. «Anche io avverto la responsabilità», osserva Di Stefano, «non solo del ruolo ma del credito di fiducia che gli abruzzesi ci hanno consegnato; abbiamo di fronte un periodo non semplice. In particolar modo la nostra regione vive una realtà economica difficile. E' necessario comprendere l'esigenza di dare risposte e nel contempo tener presente le oggettive difficoltà operative che ci sono. Noi abbiamo delle esigenze forti per la nostra regione, che partono dal rimettere in moto i processi infrastrutturali. Una condizione indispensabile per favorire lo sviluppo economico. E' chiaro che questo non può avvenire prescidendo dalla Regione Abruzzo e dalle Province, per cui siamo aperti e motivati a sintonizzare gli impegni con questi enti, ovviamente dove si trovino univocità di vedute. Certo che per quanto visto in questi tre anni di governo regionale, siamo comsapevoli delle difficcoltà che avremo nel trovare il dialogo».
Grandi speranze anche per Paolo Tancredi, teramano, ex consigliere regionale di Forza Italia.
«Voglio fare il meglio possibile per l'Italia, per l'Abruzzo e in particolare per la provincia di Teramo. Voglio partecipare con le mie competenze, ossia attività produttive e bilancio, nella formazione di leggi in questo settore. Sollecitare i ministeri ad avere attenzione per l'Abruzzo per i programmi pluriennnali di investimento. Mi piacerebbe occuparmi di riforme costituzionali. La priorità è ricreare un ciclo favorevole per lo sviluppo dei ceti produttivi, per creare nuova ricchezza. Nel contempo porre il problema della tutela e ridistribuzione di questa ricchezza verso le fasce più deboli. Mi dispiace un poco di lasciare la Regione, e soprattutto lasciarla in questo stato di abbandono e negligenza da parte di chi dovrebbe governarla. Mi riferisco in particolare alle presidenze, quella della giunta e del consiglio».
Dall'Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli lancia un suo auspicio. «Che ci possa essere un'azione veramente di rinnovamento e riformatrice per il nostro paese. Il futuro governo Berlusconi non si faccia prendere la mano dall'arroganza dei numeri, ma faccia proposte forti di riforme istituzionali di cui il paese ha veramente bisogno. La mia aspettativa è che i parlamentari abruzzesi riescano a fare un gioco di squadra fuori dalle appartenenze politiche. Sarà l'unico modo per far sentire la nostra voce di abruzzesi e mettere al centro le esigenze ed aspettative della nostra regione. Sappiamo che l'Abruzzo ha dimensioni piccole e dobbiamo far valere le nostre scelte e i nostri progetti. Altrimenti saremo stretti dal forte peso della Lega Nord e dalle nostre divisioni, cose che potrebbero penalizzare la nostra regione. Credo che questo sia un motivo in più affinchè i parlamentari abruzzesi facciano vermante gli interessi della nostra regione».
Alla Camera matricola sarà anche Tommaso Ginoble, rosetano, esponente del Partito democratico, ex assessore regionale ai trasporti. Martedi 29, inoltre, Ginoble festeggerà anche i suoi 55 anni.
«Se c'è una cosa alla quale ambirei è continuare a fare il mio lavoro nella commissione trasporti e infrastrutture», spera Ginoble, «è la materia di cui mi sono occupato nel governo regionale. Credo che si abbia bisogno di chi ha maturato esperienza e può tutelare gli impegni presi verso la nostra regione. Ci auguriamo che il nuovo governo aumenti le risorse per realizzare le infrastrutture e confermi quelle assegnate dall'esecutivo precedente. Per la provincia di Teramo, ad esempio, spero nella concretizzazione delle due grandi opere viarie: la Teramo-Ascoli e la Teramo mare»
Unica donna, tra le matricole è Vittoria D'Incecco, di Pescara, medico di famiglia, eletta nel Partito democratico. «Mi auguro di portare la voce di Pescara e dell'Abruzzo a Roma», racconta Vittoria D'Incecco, «soprattutto le molte necessità della popolazione, soprattutto quella più disagiata e povera. Dopo la mia esperienza di assessore a Pescara alle politiche sociali, mi sono accorta di quanta sia estesa e sentita l'esigenza che arriva dal territorio, anche delle cose primarie. Mi riferisco alla casa, ad arrivare con lo stipendio a fine mese. Poi c'è chi non ha lavoro o un lavoro lo ha perso. Alla Camera se possibile vorrei occuparmi di sanità, delle politiche sociali e delle attività produttive, settori nei quali sento di poter avere una competenza. A Pescara avrò una segreteria e darò vita ad uno staff che lavorerà per raccordarmi con i problemi che arrivano dal territorio. Nel frattempo continuerò ad assicurare la mia presenza anche nel consiglio comunale. Sarà il sindaco Luciano D'Alfonso a stabilire in quale ruolo. Sono certa che il gruppo parlamentare del Pd mi sarà vicino nel sostenere questo mio impegno».

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