L'AQUILA. La difesa dei lavoratori del Centro turistico del Gran Sasso. Questo il "diktat" lanciato nel corso della recente seduta del consiglio comunale, da tutti i consiglieri che all'unanimità, con una sola astensione e l'assenza (al momento del voto) di due esponenti della maggioranza, hanno varato le linee di indirizzo dalla quali partire per la predisposizione del bando di gara.
Una mozione in tal senso è stata presentata dal gruppo Liberaldemocratico «per impegnare la giunta a far sì che le Spa comunali, in caso di assunzioni, riservino una quota pari almeno al 50% agli stessi dipendenti del Centro turistico, secondo concorso e in relazione alle professionalità specifiche». «Crediamo» hanno detto Enrico Verini e Alfonso Tiberi «che questa strada vada nella direzione della politica dei fatti concreti che ci piace e ci appartiene. Ci auguriamo che i consiglieri di maggioranza, e lo stesso sindaco Cialente, appoggino e mettano in atto la proposta da noi avanzata». Una proposta che, però, non sembra tener conto delle preoccupazioni espresse in aula dal sindaco, circa «l'ingiustifica lievitazione», (tale da far finire la spesa fuori controllo) del numero dei dipendenti delle aziende partecipate.
Sull'esito del voto in aula si registra anche l'intervento del capogruppo dell'Udeur Giampaolo Arduini, secondo cui «finalmente la giunta ha compiuto un passo fondamentale per lo sviluppo del Gran Sasso, ovvero la cessione delle azioni del Ctgs. In questa direzione il bando che verrà predisposto dovrà prevedere il mantenimento di quanto stabilito dal piano d'area e dei livelli occupazionali».