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Data: 25/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
La metro di L'Aquila su Striscia la notizia. «Altra figuraccia, ma è colpa di Tempesta» Cialente: sul primo tratto di via Roma la Soprintendenza deve darci il parere

L'AQUILA. «Abbiamo fatto un'altra figuraccia? È una delle tante. Anzi, ce ne sono altre che preferisco tenere per me. E parliamo dalla Perdonanza, fino all'ultima, la metropolitana incompiuta finita su "Striscia la notizia" due giorni fa. Ma la nostra amministrazione non ha nulla a che fare con queste figuracce, che sono tutte da imputare a chi ha governato per nove anni la città prima di noi, cioè la giunta di centrodestra guidata da Tempesta. Mi sarebbe piaciuto se "Striscia" fosse venuta un anno fa». Il sindaco Cialente replica secco al blitz di Ghione e soci.
Un punto, però, è incontrovertibile: la metro è finita in quello che, per ora, può essere definito un cul de sac, un vicolo cieco. Perché è tutto bloccato? Quali sono le prossime mosse? Quali sono i problemi più gravi? È possibile e in quanto tempo, per la città e i cittadini, sapere che fine farà la metro? Sono domande alle quali il sindaco, Massimo Cialente, per adesso ha risposte parziali.
«Figuracce a parte, siamo bloccati innanzitutto perché devo sapere se la metro può passare sul primo tratto di via Roma, quello davanti alla chiesa di San Paolo», dice il primo cittadino, «e questo ce lo deve far sapere la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici. Non abbiamo nessuna indicazione scritta, né da parte dell'organismo regionale, né da quello centrale, cioè il ministero, in questo senso, visto che ci sono tre palazzi vincolati. Escluso, quindi, che si possa passare sul secondo tratto, non possiamo andare avanti se non sappiamo se si può arrivare all'incrocio di viale Duca. A questo problema ne è legato un altro, molto serio», sottolinea il sindaco Cialente, «i parcheggi di scambio: se non so dove far passare la metro, non so neppure dove fare i parcheggi. E questo blocca anche il raddoppio di viale Corrado IV. Soprintendenza o ministero devono mettere per iscritto se la metro non può passare nel tratto basso di via Roma, perché sono già stati realizzati lavori per 900 mila euro e la Corte dei conti chiederà a me e alla città come sono stati sperperati quei 900 mila euro e non certo ha chi, invece, ha fatto i casini veri».
C'è anche un cospicuo finanziamento di mezzo. «Siamo l'unico Comune ad avere avuto dal ministero 12 milioni di euro e con il nuovo governo non cambia nulla, perché c'è una legge e simo gli unici in questa situazione».
E gli altri problemi, come la Cgrt (il consorzio che ha in appalto i lavori), la Lhor? «Siamo in attesa delle controdeduzioni della Cgrt alle nostre proposte sulla rescissione del contratto, che comunque va fatta, ma nel modo più indolore possibile per la città. E poi la Lhor: i treni non sono stati comprati e stiamo rivedendo un po' tutto, visto che ci sono stati alcuni problemini tecnici. La morale è che non voglio andare avanti, come hanno fatto altri (Tempesta) in passato, sulla scorta di sentenze e sentenzine. Voglio ripartire, ma con chiarezza».

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