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Pescara, 30/05/2026
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25/04/2008
Il Messaggero
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Terza donna al Psi, Padovano rischia. Le spine di D'Alfonso. Si complica il rebus della nuova giunta, torna in ballo anche Di Matteo, se salta l'ipotesi Regione |
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«Vorrei essere il vostro sindaco»: una gaffe sulmonese fa infuriare l'opposizione Pausa. Perchè i conti non tornano, e i conti questa volta sono legati a doppio filo con quelli della giunta regionale dell'Aquila: così il sindaco si prenderà due giorni di riposo, si fa per dire, andando a comiziare a Sulmona mentre i più fidi consiglieri se ne andranno a zonzo due giorni, in attesa della proclamazione degli eletti. Ma soprattutto in attesa che i socialisti diano la loro risposta sull'assessore-donna e che Del Turco all'Aquila sciolga la prognosi sul rimpasto regionale. I socialisti dovranno dire a D'Alfonso se intendono sacrificare l'assessore-balneatore Riccardo Padovano sanando così un evidente conflitto di interessi: la designata potrebbe essere la segretaria provinciale Silvana Prosperi, che completerebbe la terna delle donne. Le altre due ormai certe sono Paola Marchegiani (delega alla Cultura, rapporti con l'Università e Turismo) e Vittoria D'Incecco tra l'altro neo parlamentare. Per il resto mugugni e musi lunghi, soprattutto tra quelli che hanno portato a casa una caterva di voti. Ma D'Alfonso deve aspettare anche perchè è finita in alto mare l'ipotesi di ingresso in giunta regionale di Donato Di Matteo: Del Turco non ci sta proprio a sacrificare la sua fedelissima Valentina Bianchi per far posto all'ex capogruppo diessino e soprattutto non ci sta a fare un favore a Luciano D'Alfonso (che così si toglierebbe di torno Di Matteo dalla giunta comunale). Nel frattempo il presidente della Regione ha fatto sapere in giro che il rimpastino non si farà, o si vola alto o niente: piuttosto si limiterà a sostituire Ginoble con un esponente dell'Italia dei valori punto e basta. Insomma Di Matteo torna in purgatorio: entrerà in giunta soltanto se D'Alfonso autorizzerà un ampio giro di valzer, deleghe e assessori compresi. Nel frattempo la polemica infuria. Perchè comiziando a Sulmona, il sindaco di Pescara si è lasciato sfuggire un complimento di troppo. Che ha fatto infuriare Luigi Albore Mascia capogruppo del Pdl: «Il secondo mandato del sindaco D'Alfonso a Pescara comincia nel peggiore dei modi e sotto i peggiori auspici. Il primo cittadino ha appena riassunto la guida della città ma, come avevamo già preannunciato, si è già autocandidato alla Presidenza della Regione Abruzzo e, per accaparrarsi le simpatie dei sulmonesi, non si fa scrupoli di denigrare e disprezzare Pescara a destra e manca». Di più, D'Alfonso ha paragonato Pescara a un "invalido civile": «Nulla da eccepire sulla bellezza e ricchezza culturale di Sulmona - ha aggiunto Mascia - una ricchezza che però nulla toglie alla città di D'Annunzio, dei salotti letterari del Kursaal, di Flaiano, alla città di Vicentino Michetti e di molti altri nomi che hanno scritto la storia e la cultura della nostra città». Insomma D'Alfonso per il Pdl non può fare il sindaco di Pescara e il segretario del Pd: «Piuttosto chieda scusa ai pescaresi».
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