L'AQUILA-Uno spettacolo incomprensibile, slegato da ogni logica politica e di contenuti. Gianni Melilla, presidente della Commissione Statuto del Consiglio regionale, definisce così i "boatos" sul rimpasto di giunta prossimo venturo. «Il governo Del Turco- dice-, nato col consenso del 58% degli abruzzesi, ha alle spalle tre anni difficili: una congiunturta economica sfavorevole, una sanità sull'orlo dell'abisso, una crescente marea antipolitica motivata da ritardi nel rinnovamento. Ma i risultati sono positivi». E Melilla li elenca tutti anche se non mancano ritardi «che possono essere colmati». «Si è riusciti a governare l'emergenza sanitaria, è stato approvato il terzo piano sanitario; la spesa regionale è sotto controllo e così il pesante debito ereditato; sono state varate alcune leggi importanti come il Piano Sociale, il Piano dell'Aria, il Piano dei Rifiuti, il Piano di Sviluppo Rurale». E aggiunge che il nuovo statuto regionale è stato approvato all'unanimità, e che è stato avviato il "disboscamento" di aziende ed enti pubblici con la riduzione del costi della politica. Insomma Melilla non è d'accordo con i malumori che circolano all'interno della maggioranza e si dice convinto che, di qui alle elezioni regionali, è possibile completare quel "riformismo regionale" che è stato avviato anche se «non ha avuto un'alimentazione costante». «Penso- aggiunge- a quattro-cinque idee forza che diano la cifra di questo riformismo che dovrà portare a un vasto processo di modernizzazione della società abruzzese all'insegna di una nuova crescita economica, con nuova occupazione flessibile ma non precaria». Per questo, dice Melilla, bisognerà mettere da parte gli interessi particolari. «La quadra di governo- cioè-dovrà essere coesa e determinata».