Nel 2003 l'ex delegato di Cucullo per incompatibilità con il sindaco si dimise e con la crisi il commissario straordinario fu costretto ad accantonare il piano
CHIETI. «Non mi sento colpevole di nulla anche perché se avessi mantenuto l'incarico il progetto sarebbe stato portato a termine da tempo magari con l'estensione della tratta fino all'aeroporto di San Giovanni Teatino, come previsto». Raffaele Di Felice ex assessore con delega all'energia della giunta Cucullo e attuale consigliere comunale della Dc, dice la sua sulla filovia rigettando le accuse piovute da Ricci & company. Che hanno ereditato la patata bollente del servizio filoviario. Il Comune ribadisce che la filovia sarà pronta tecnicamente domani e che dal 5 maggio ci sarà di nuovo corrente sulla linea. Ma non passeggeri.
Per loro bisognerà aspettare almeno l'estate.
Intanto divampano le polemiche. Al rischio di un'altra irruzione in città delle temute Iene, considerando che il termine di ultimazione della filovia del 1º maggio annunciato in tv dall'assessore Luigi Febo verrà rispettato solo in parte, si aggiunge la replica dell'architetto Di Felice.
«Ho preso in mano il progetto della filovia nel 2000 pianificando i lavori di restyling della linea iniziati l'anno successivo. Era scattata, peraltro, la riqualificazione di sei dei dieci filobus a disposizione», ricorda Di Felice, «grazie ad un finanziamento ad hoc stanziato dalla Regione per volontà dell'ex assessore ai trasporti Amicone». Nella determina regionale si parlava, peraltro, di mezzi nuovi di zecca da acquisire in grado di garantire la copertura del percorso che da Santa Filomena porta alla stazione e viceversa. Filobus alimentati sia a batteria che con energia elettrica. Nulla di tutto questo, però, si è visto in concreto se non la parziale sistemazione dei pali su strada.
«Ad ottobre 2003 ho rassegnato le mie dimissioni per divergenze politiche con il sindaco e il progetto filovia si è interrotto. A stretto giro», afferma Di Felice, «è caduto il governo Cucullo e il commissario prefettizio che ha traghettato la città alle elezioni lasciò nel cassetto, per motivi contingenti, il discorso della filovia». Studiato, sostiene Di Felice, per abbattere il problema delle polveri sottili emesse nell'aria e il rumore dei pullman. Era stato pianificato, inoltre, l'allungamento della linea filoviaria fino all'aeroporto di San Giovanni Teatino. Il progetto filovia, cofinanziato da Comune, Regione e ministero, è già costato ai contribuenti circa 13 milioni di euro.
«Ritengo di non avere colpe», ribadisce Di Felice, «e sono sicuro di aver fatto il possibile. Mi recavo di persona ogni mese a Roma per avere i contributi necessari per la filovia». Recuperata male dalla vecchia amministrazione, secondo il sindaco Ricci e l'assessore Febo, dopo lo smantellamento delle linee datato 1993. In particolare per quanto concerne la dislocazione dei pali su strada. Specie sui marciapiedi di via Colonnetta, ad oggi, quasi impraticabili per i portatori di handicap.
«Abbiamo cercato di allacciare i fili alle abitazioni», ribatte Di Felice, «ma i condomini sono insorti. I pali erano l'unica soluzione praticabile». E le barriere architettoniche create sulla Colonnetta? «Mi sembra che lo spazio di 90 centimetri utile al passaggio delle carrozzine», dice Di Felice, «ci sia tutto. Per il resto la via presenta una forte pendenza e quindi, per legge, è sconsigliata ai disabili».