Iscriviti OnLine
 

Pescara, 17/06/2026
Visitatore n. 755.036



Data: 01/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Un infortunio ogni cinque occupati» I dati choc dei sindacati sugli incidenti sul lavoro. Oggi manifestazioni in tutta la regione Anche l'Abruzzo sarà a Ravenna la città simbolo delle morti bianche

PESCARA. Un infortunio ogni dieci occupati in Italia, che vale al nostro paese la maglia maglia nera tra quelli occidentali. Uno su cinque in Abruzzo, un primato al quale se ne aggiunge un altro: un terzo delle malattie professionali del sud sono concentrate nella nostra regione.
Per i sindacati ce n'è abbastanza perché la giornata del 1 maggio non finisca solo in musica, ma si traduca in qualcosa di più concreto. Tantoppiù nell'edizione 2008 della festa dei lavoratori dedicata quest'anno proprio agli infortuni sul lavoro e alla questione salariale. Ieri mattina, a Pescara, i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato i giornalisti al Caffè lettarario di via delle Caserme per fare il punto. Oggi, alla grande manifestazione nazionale dei sindacati che si terrà a Ravenna per celebrare la festa dei lavoratori ci sarà anche l'Abruzzo. Altre manifestazioni sono previste un po' in tutta la regione. La scelta della città emiliana non è casuale. «A Ravenna», ha spiegato il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare, si è verificata la più grande tragedia sul lavoro del dopoguerra». Era il 13 marzo del 1987, e quel giorno all'interno della Mecnavi morivano 13 operai. «Appartenevano a cinque micro imprese» ha spiegato il sindacalista, «otto erano lavoratori in nero, due erano stati assunti il giorno prima. Da quel momento Cgil, Cisl e Uil non hanno mai smesso di lottare. Sono arrivate le leggi, i decreti, il Testo unico (l'ultimo atto del governo Prodi prima del rompete le righe ndr). In Abruzzo è stato assunto un grande impegno con la Regione attraverso il piano sanitario, per il controllo delle malattie professionali e per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Oggi», ha ammonito Di Cesare, «chiediamo che vengano applicati i protocolli d'intesa firmati». Italia maglia nera per gli infortuni sul lavoro, come titolava qualche tempo fa L'Avvenire, il giornale dei vescovi. E l'Abruzzo sta ancora peggio. Dati recentissimi, ricavati da un rapporto ancora ufficioso dell'Inail, sono stati forniti dal segretario regionale della Cisl, Maurizio Spina (tabella a lato). Nel 2007 in tutta la regione si sono contati 22.749 infortuni sul lavoro, distribuiti in modo più o meno omogeneo nelle quattro province: 7.998 a Chieti, 4.099 a L'Aquila, 4.911 a Pescara, 5.741 a Teramo. Gli incidenti mortali sul lavoro sono stati 25, di cui 8 a Chieti, 9 a L'Aquila, 2 a Pescara, 6 a Teramo. Nei primi due mesi del 2008 gli incidenti sul lavoro in Abruzzo sono già 3.467, due le vittime. Provvedimenti legislativi, intensificazione dei controlli, denunce dei sindacati. Nonostante uno sforzo enorme, non è cambiato granché negli ultimi anni su questo fronte, se è vero che nel 1999 gli infortuni sul lavoro in tutta la regione erano stati 23.957 e nel 2007 siamo ancora alla cifra elevatissima di 22.749 casi registrati dall'Inail. «E al record degli infortuni», diceva ieri Spina, «si aggiunge il primato dei salari più bassi d'Europa». Piattaforme aziendali in tutto l'Abrozzo per salari e sicurezza sul lavoro. La giornata del 1 maggio sarà celebrata oggi con questo impegno assunto da Cgil, Cisl e Uil attraverso i rispettivi segretari confederali. Lo sottolinea anche Roberto Campo, della Uil: «Abbiamo un quadro generale di insoddisfazione sia in ordine alla questione salariale che alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Il decreto approvato dal governo nelle sue ultime ore di vita, grazie alle pressioni dei sindacati, è stato un traguardo importante. Ora è necessario un alleggerimento dell'Irpef per i lavoratori dipendenti e i pensionati». Spina si sofferma ancora sul Testo unico di riforma «che va ad abolire più di 200 leggi, compresa la 206, introducendo molti elementi di novità. Tra queste, l'allargamento delle misure in tema di sicurezza a tutti i lavoratori, dagli autonomi alle imprese familiari. Un'altra novità è quella del rappresentante della sicurezza per aree territoriali, che supera un attuale limite: l'impossibilità di nominare un rappresentante della sicurezza per aziende piccolissime.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it