PESCARA. Per affrontare seriamente il deficit strutturale del bilancio regionale, che ha raggiunto «la non più sostenibile cifra di 182 milioni di euro», Abruzzo Confcommercio sollecita la Regione a tagliare i «costi della politica». Sarà possibile «ridare slancio allo sviluppo» sostiene Confcommercio «eliminando enti e società partecipate costose e spesso inutili, razionalizzando con accorpamenti enti o società insopprimibili». Per l'associazione occorre, inoltre, ridurre il numero dei consulenti, «che spesso formano una rete parallela all'organizzazione burocratica interna; e ridurre il numero dei gruppi consiliari, spesso formati da un solo consigliere». In Abruzzo, ricorda Confcommercio, esistono enti, società partecipate e controllate dalla Regione, con consigli di amministrazione e strutture manageriali che dispongono di circa 250 sedi e uffici e oltre 3.500 addetti. In particolare, prosegue l'associazione, era stata chiesta «l'istituzione, in accordo con il Governo centrale, di un unico Ente Parco che gestisca con efficienza e rigore l'attività degli attuali 4 Parchi abruzzesi. Appare illogico pensare di tenere in piedi 4 consigli di amministrazione, 4 collegi dei revisori, 4 presidenti, 4 direttori, 4 presidenti di comunità per un totale di 70 cariche remunerate». Quanto all'accorpamento delle Comunità Montane, Abruzzo Confcommercio si dice lieta di apprendere che l'assessore regionale agli Enti Locali, Giovanni D'Amico, ha proposto di ridurre da 19 a 11 il numero delle Comunità. «Si otterrebbe così un risparmio di un milione 700.000 euro nel 2008 e di 3 milioni 400.000 nel 2009».