Migliora lentamente la qualità e il profilo ambientale dei mezzi pubblici ma nell'insieme le condizioni operative del tpl rimangono critiche. E' solo uno dei molti aspetti messi in luce dal nono quaderno dell'osservatorio sulle politiche per la mobilità urbana sostenibile (Opmus) promosso dall'Isfort. L'ormai tradizionale rapporto riprende il confronto sulle politiche delle città italiane in tema di mobilità sostenibile e governo dei fenomeni critici connessi al traffico, aggiornando lo studio, già avviato nei numeri precedenti, sull'efficacia delle risposte gestionali realizzate in un campione di 10 centri (dai grandi agglomerati "problematici" come Roma, Milano e Napoli fino ai centri medi "virtuosi" come Parma, Bolzano, Padova). In quest'uiltimo numero lo studio ofre anche una comparazione tra contesti nazionali ed esteri sulle proposte strategiche avanzate a salvaguardia dell'accessibilità e della vivibilità urbana. Ma andiamo a vedere nel dettaglio. Secondo il report, oggi il percorso di qualificazione dei trasporti pubblici sembra procedere in maniera sufficientemente spedita per quanto riguarda alcuni aspetti del servizio erogato, come l'età media degli autobus di linea: un miglioramento che per gli utenti ovviamente si traduce in maggiore comfort e affidabilità delle corse, anche se i dati reali indicano il persistere di differenziali territoriali molto forti. Insieme al miglioramento della funzionalità e del comfort connessi al ricambio del parco autobus, è da notare l'impegno per accrescere il profilo ambientale dei mezzi che, localmente sembra produrre effetti sostanziali e non di facciata, sebbene i nuovi investimenti riguardino in percentuali tuttora molto alte il diesel; si consideri che la principale alternativa, il metano, riguarda oggi solo circa il 10% degli autobus di linea dei centri con oltre 100mila abitanti. Passi in avanti si notano anche su altri aspetti del servizio, anche se di nuovo l'innovazione non procede dappertutto ai ritmi sperati e i progressi in tema di informazione all'utenza, incentivi all'intermodalità (biglietto unico sosta e metro) e facilitazioni di pagamento (sistemi elettronici e forme di abbonamento a zone) sono percepibili soprattutto nelle grandi città. Tuttavia, nonostante questi progressi, in generale le condizioni operative del tpl rimangono molto critiche e, salvo alcune eccezioni, poco si è fatto finora per fornire priorità e "brio" ai mezzi di linea. Si stima infatti che nell'insieme solo il 7,5% de 40mila km di rete di trasporto pubblico urbano viaggi in sede propria. E' evidente, tuttavia, che una seria politica a vantaggio dei trasporti pubblici esige un forte incremento di questo dato specie nelle grandi città molto congestionate dal traffico, che pure per difficoltà oggettive (insufficiente spazio stradale) o scarso impegno (capacità) politico non si riesce ancora a realizzare.