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Data: 07/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Troppi ministri, il Colle frena Berlusconi. Niente spacchettamenti e dieci «vice». Stasera l'incarico

Faccia a faccia irrituale ieri mattina al Quirinale per superare lo scoglio delle poltrone

ROMA. Un faccia a faccia irrituale di 40 minuti con Giorgio Napolitano che precede l'avvio ufficiale delle consultazioni (cominciate ieri con i presidenti di Camera e Senato) e che serve a Berlusconi ad affrontare la delicatissima questione del possibile aumento delle poltrone da ministro e del futuro di Calderoli dopo l'altolà giunto dal figlio di Gheddafi.
Ma è l'allargamento della squadra di governo, al quale il Quirinale si oppone, lo scoglio principale per il Cavaliere, che vuole ottenere il sì del Colle ad una «squadra» di 12 ministri con portafoglio e 8 senza. Perplessità del Colle sarebbero state sollevate su un eventuale allargamento del numero di ministeri con creazione di dicasteri senza portafoglio.
L'intesa che sarebe stata raggiunta prevederebbe 10 viceministri e niente «spacchettamenti» dei ministeri.
Il grande successo della Lega al Nord e la conquista del Comune di Roma da parte di An fanno aumentare le richieste dei due partiti e Berlusconi, che vuole stringere i tempi per essere pronto al giuramento già giovedì, ha il difficilissmo compito di «contenere» l'appetito dei suoi alleati. Le consultazioni al Quirinale si concluderanno oggi con le delegazioni del Pd e del Pdl e in serata Napolitano conferirà a Berlusconi l'incarico di formare il nuovo governo.
Ed è certo che il Cavaliere si vuole presentare all'appuntamento con la lista dei ministri in tasca. Le caselle riservate alla Lega dovrebbero essere state definitivamente assegnate nell'intesa raggiunta due notti fa con il Cavaliere che ha studiato per Roberto Calderoli un nuovo ministero ad hoc: quello della «delegificazione» o «taglia-leggi». «E' una cosa di cui si parla molto, molto attesa dai cittadini, ma che nessuno ha mai fatto» spiega l'ex ministro delle Riforme che rinvia a Bossi l'annuncio ufficiale e non rinuncia ad una battuta: «Sarà il ministero del quieto vivere e della semplicità...».
La questione non è affatto chiara anche perché Bossi ieri ha fatto capire che Calderoli potrebbe entrare nella squadra di governo in un secondo momento: «Diventerà ministro delle Riforme quando mi sposterò io. Prima le instrado, come l'altra volta...». Quel che appare certo è che i due ministri del Carroccio con portafoglio saranno Roberto Maroni (Interno) e Luca Zaia (Agricoltura). Quelli senza portafoglio saranno Umberto Bossi (Riforme-Federalismo) e Roberto Calderoli mentre Roberto Castelli dovrebbe essere viceministro alle Infrastrutture.
Per quanto riguarda il Welfare, An continua a non nascondere l'interesse ma sembra difficile che i desiderata vengano esauriti. Silvio Berlusconi aveva individuato in Stefania Prestigiacomo la figura adatta a quel ministero ma il «peso» dei siciliani al governo sarebbe stato ritenuto «eccessivo» da più di un esponente del Pdl e alla fine potrebbe spuntarla Maurizio Sacconi. La Prestigiacomo si troverebbe così a contendersi il ministero dell'Ambiente con Michela Vittoria Brambilla. Restano alte le quotazioni di Angelino Alfano alla Giustizia. Berlusconi assicura: «Tutto è a posto». Ma il nodo è ancora da sciogliere e il Qurinale avrebbe insistito sull'importanza di individuare per la carica di Guardasigilli una soluzione di «alto profilo».
L'ex Udc, Carlo Giovanardi, dovrebbe andare all'Attuazione del programma con delega sulla droga.
Cinque viceministri toccheranno a Forza Italia: Vegas (Economia), Crosetto (Attività produttive), Mario Mantovani (Infrastrutture), Ferruccio Fazio (Salute). Per An si fanno i nomi di Mantovano (Interni), Ronchi (Esteri).

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