Il 3 maggio scorso è stato uno di quei giorni che entrerà nei libri di storia di tutto il mondo. Non nascondo l'emozione, l'entusiasmo che ho provato, e che hanno provato centinaia di abruzzesi diversamente abili che come me hanno partecipato nel 2007 alla campagna europea «1 Million 4 disability» («un milione per la disabilità») che aveva l'obiettivo di raccogliere un milione di firme per ottenere una normativa europea più forte e completa sulla disabilità. Il 4 ottobre del 2007 sono state raccolte ben 1.364.984 firme e consegnate al Presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso. Questa grande mobilitazione dei cittadini europei ha imposto all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite l'approvazione della Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità. Il documento è stato approvato il 13 dicembre a New York. Anche se il documento entrava in vigore solo dopo che fosse stato ratificato da almeno venti paesi. Ormai però il messaggio era chiaro e preciso «ognuno ha il diritto a una vita dignitosa e che tutti gli esseri umani sono uguali».
La Convenzione è composta da 50 articoli ed ha lo scopo di stabilire regole certe ed universali per promuovere, proteggere ed assicurare il pieno e paritario godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, nonchè di promuovere il rispetto della loro intrinseca dignità. Ma la cosa forse più bella e nuova di questa Convenzione è che essa riconosce la necessità di un'opera educativa verso l'intera società, al fine di prevenire l'insorgenza di forme di discriminazione dovute ad ignoranza. Altro punto qualificante è quello in cui si riconosce il diritto della persona disabile a scegliere l'esperienza della vita indipendente. Anche l'integrazione lavorativa non deve essere più considerata un «collocamento», ma il raggiungimento e il mantenimento della massima indipendenza lavorativa, della realizzazione personale e della partecipazione in tutti gli aspetti della vita.
Importante ricordare che la Convenzione, riguarda oltre 650 milioni di persone che in tutto il mondo sono costrette a convivere con le difficoltà legate alla loro condizione e alle discriminazioni più diverse. Come nelle più belle storie però non può mancare un tasto dolente, il 28 dicembre 2007 il governo italiano aveva presentato il disegno di legge di ratifica della convenzione, ma la crisi di governo ha fatto arenare il decreto. Tra i venti paesi firmatari della convenzione manca l'Italia! E' assurdo se si pensa che il primo Paese firmatario è la Giamaica, e vi sono altri come Cuba, Bangladesh, Sudafrica, Guinea, Nicuaragua, El Salvador, India, Croazia.
Onorevole Berlusconi e Onorevole Veltroni smettiamola di essere il Paese delle false illusioni, prendete insieme la decisione, così come dovrà avvenire per le riforme costituzionali, di ratificare con la massima urgenza la Convenzione. Lunedì 12 maggio nella sala dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si festeggerà il raggiungimento di un traguardo storico, quello cioè dell'entrata in vigore della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, evento che si è verificato ufficialmente il 3 maggio 2008.
(*) Cgil-Funzione pubblica Montesilvano