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Pescara, 19/06/2026
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Data: 08/05/2008
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
Sistema contrattuale. La riforma secondo Cgil, Cisl e Uil

Le segreterie unitarie di Cgil, Cisl e Uil hanno dato il via libera al testo unitario di proposta sindacale per la riforma del sistema contrattuale. Lo hanno annunciato i tre segretari generali Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Ora il testo passa al vaglio dei Direttivi unitari, in programma il 12 maggio, per l'ultima tappa formale. Il documento, ha spiegato Epifani, 'si pone tre obiettivi: realizzare un sindacato più democratico, più vicino ai lavoratori e ai pensionati e definire un sistema contrattuale che sia in grado di aumentare le retribuzioni dei lavoratori dipendenti e dei pensionati'. Epifani ha poi aggiunto che quella di oggi è 'una giornata molto importante per i lavoratori e pensionati'. Il testo unitario stabilisce un 'livello nazionale di contrattazione che mantiene la sua forza e centralità - ha proseguito il dirigente sindacale - assumendo un nuovo paniere che tenga conto di un reale aumento dei prezzi per le famiglie. C'è poi un secondo livello esteso nel territorio e questo dovrebbe dare un incremento reale alle retribuzioni'.

Un documento giudicato "di portata storica" da Bonanni: 'È un accordo che costruisce un sindacato nuovo, per rendere più forti i lavoratori con un salario più pesante'. Secondo il leader della Cisl, 'il testo rende il sindacato più forte, rinnovato, aggressivo, capace di contare di più nella società italiana'. 'Presenteremo queste proposte subito per aprire immediatamente un confronto e vedremo se sul serio avremo imprenditori disposti ad aumentare veramente i salari'. Lo ha detto Angeletti, al termine della riunione. Per Angeletti il documento 'serve dopo dieci anni a far aumentare i salari attraverso un modello contrattuale molto più efficace di quello avuto fino ad ora'.

Il direttivo Cgil approva il documento
Subito dopo le segreterie unitarie, si è riunito il direttivo della Cgil, che ha approvato il documento. L'ordine del giorno approvato definisce l'accordo ''una svolta di eccezionale significato''. I sì all'intesa sono stati 105, mentre un documento alternativo presentato dalle aree programmatiche Lavoro e Societa' e Rete 28 Aprile ha ottenuto 25 voti. Altri 3 voti sono andati ad un secondo documento presentato da Wilma Casavecchia, Carlo Baldini e Ferruccio Danini. 2 gli astenuti. Il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini non ha partecipato al voto in polemica per un provvedimento disciplinare assunto dalla Cgil della Lombardia che ha sospeso dall'organizzazione quattro dirigenti della Fiom di Milano. Nell'ordine del giorno approvato dal direttivo si afferma che ''dopo anni di confronto e discussione si tratta di un risultato importante frutto di una mediazione unitaria alta, che si pone l'obiettivo della riconferma di un modello contrattuale unico per tutti i lavoratori, fondato sulla centralita' del primo livello di contrattazione e sull'estensione e qualificazione del secondo livello''. L'aver ''definito con la Cisl e la Uil regole innovative in materia di rappresentanza e democrazia - si legge nel documento - segna un punto di non ritorno per una concezione di un sindacato ancora piu' democratico e rappresenta una svolta di eccezionale significato''. Per questo il comitato direttivo ritiene importante che si apra unitariamente, in tutti i luoghi di lavoro e tra i pensionati, una fase di discussione e confronto in grado di registrare le opinioni e stabilire un rapporto piu' forte tra sindacato e lavoratori.

Le linee guida del documento (scarica il pdf integrale)
L'accordo tra i sindacati arriva dopo anni di trattative. Il documento unitario che Cgil-Cisl-Uil si apprestano a proporre alla Confindustria ha, tra i suoi punti principali, la riduzione del numero dei contratti (al momento circa 400) e della loro durata con l'introduzione degli accordi triennali, nuovi meccanismi per la definizione della rappresentanza, il potenziamento del doppio livello di contrattazione, la detassazione dei salari tramite il secondo livello. Obiettivi centrali dell'accordo, si legge nel documento, "sono il miglioramento delle condizioni di reddito, di sicurezza e qualità del lavoro dei lavoratori". L'obiettivo è "la realizzazione di un accordo unico che definisca un modello contrattuale per tutti i settori pubblici e privati". Al tavolo con le imprese e il governo i sindacati vogliono discutere la "revisione della struttura della contrattazione definita dall'accordo del 23 luglio 1993".

I sindacati ipotizzano la "conferma di due livelli contrattuali tra loro complementari" ribadendo nel contratto nazionale il "centro regolatore dei sistemi contrattuali a livello settoriale e per la definizione delle competenze da affidare al secondo livello tenendo conto delle diverse specificità settoriali - anche al fine di migliorare spazi di manovra salariale e normativa della contrattazione aziendale o territoriale".

Il CCNL
I compiti fondamentali del contratto nazionale (CCNL) "sono il sostegno e la valorizzazione del potere d'acquisto per tutti i lavoratori di una categoria in ogni azienda e in ogni parte del Paese, la definizione della normativa nazionale e generale, la regolazione del sistema di relazioni industriali a livello settoriale, aziendale o territoriale. I contratti nazionali potranno prevedere che la contrattazione salariale del secondo livello si sviluppi a partire da una quota fissata dagli stessi CCNL. Il modello del settore pubblico dovrà adottare regole analoghe a quelle del settore privato.

Riduzione dei contratti
I sindacati ritengono inoltre necessaria una "verifica in ordine alla razionalizzazione delle aree di copertura dei CCNL (oltre 400) prevedendo la possibilità di accorpamenti".

Un nuovo calcolo dell'inflazione
Sulla parte economica "occorre recuperare l'attendibilità della natura di inflazione a cui fare riferimento ed ancorare il sostegno del salario a criteri credibili definiti e condivisi". Per questo va utilizzato un concetto di "inflazione realisticamente prevedibile" partendo dall'"adeguamento degli attuali indicatori di inflazione (utilizzando altri indicatori certi quali il deflatore dei consumi interno o l'indice armonizzato europeo corretto con il peso dei mutui)".

Contratti triennali
Va inoltre previsto - si legge sempre nel documento - "il superamento del biennio economico e la fissazione della triennalità della vigenza contrattuale, unificando così la parte economica e normativa". Considerando anche "l'introduzione di penalizzazioni in caso di mancato rispetto delle scadenze".

Il secondo livello: aumentare la detassazione
"Va sostenuta - si legge ancora - la diffusione qualitativa e quantitativa del secondo livello di contrattazione. Vanno rafforzati gli strumenti già definiti dall'accordo del 23 luglio 2007 (decontribuzione pienamente pensionabile) con misure aggiuntive di detassazione. Va affermata per via pattizia l'effettività e la piena agibilità del secondo livello di contrattazione. I contratti nazionali, prosegue il testo, "dovranno prevedere, in termini di alternativita', la sede aziendale o territoriale. Quest'ultima deve potersi dispiegare in una molteplicità di forme: regionale, provinciale, settoriale, di filiera, di comparto, di distretto, di sito. Questi obiettivi insieme danno compiutezza ed equilibrio al sistema contrattuale proposto. La contrattazione accrescitiva di secondo livello sarà incentrata sul salario per obiettivi rispetto a parametri di produttività, qualità, redditività, efficienza, efficacia. Il legame tra quote di salario e il complesso degli obiettivi di un'impresa richiede trasparenza sul quadro economico-finanziario e di bilancio, rispetto dei tempi delle verifiche e una più approfondita qualità dei processi di informazione e consultazione (assetti societari, situazioni debitorie e finanziarie)".

Rappresentanza e rappresentatività
"La riforma sulla rappresentanza - sottoscrivono i sindacati - va attuata per via pattizia attraverso un accordo generale quadro". Per il settore pubblico il documento conferma l'Accordo collettivo quadro del 7 agosto 1998 e la vigente legge sulla rappresentanza, mentre per il privato indica nel CNEL l'istituzione che "certifichi la rappresentanza e la rappresentatività delle relative organizzazioni sindacali". Il CNEL dovrà quindi "diventare l'istituzione certificatrice di ultima istanza della rappresentanza e della rappresentatività delle organizzazioni".

Democrazia sindacale
Per quanto riguarda gli accordi generali sottoscritti dalle confederazioni, il documento unitario prevede che
vengano proposti unitariamente dalle segreterie, e dibattuti negli organismi direttivi interessati i quali approvano le piattaforme da sottoporre successivamente alla consultazione dell'insieme dei lavoratori e dei pensionati.
"Tutto il percorso negoziale, dalla piattaforma alla firma, deve essere accompagnato da un costante coinvolgimento degli organismi delle Confederazioni, prevedendo momenti di verifica degli iscritti, e assemblee di tutti i lavoratori e pensionati". Le segreterie quindi assumono le ipotesi di accordo, le sottopongono alla valutazione e approvazione dei rispettivi organismi direttivi per il mandato alla firma da parte delle stesse, previa consultazione certificata fra tutti i lavoratori, lavoratrici, pensionate e pensionati.

Per quanto riguarda gli accordi di categoria, le federazioni di categoria "definiranno specifici regolamenti sulle procedure per i loro rinnovi contrattuali al fine di coinvolgere sia gli iscritti che tutti i lavoratori e le lavoratrici. Tali regolamenti dovranno prevedere sia il percorso per la costruzione delle piattaforme che per l'approvazione delle ipotesi di accordo. Insieme le categorie definiranno regole e criteri per l'elezione delle RSU e per una loro generalizzazione".

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