Il consigliere Natale: «Tra i nostri programmi anche gli impianti fotovoltaici»
ORTONA - La Sangritana, azienda di trasporto sempre più ecocompatibile, investe sulle tecnologie innovative che rispettano l'ambiente. Per la Sangritana, una Spa che ha come socio unico la Regione Abruzzo che ne cura attività e gestione, si può produrre e fare attività tutelando l'ambiente: basta avere la lungimiranza di sfruttare le tecnologie esistenti. Lo ha detto a Ortona in una conferenza stampa il consigliere di amministrazione dell'azienda di trasporto Andrea Natale che ha la delega alle politiche attive per la sostenibilità.
Natale che è anche responsabile gruppo mare del Wwf e più volte ha preso posizione contro la realizzazione del Centro oli e della litoranea Postilli-Riccio, ha poi aggiunto: «La nostra azienda è particolarmente sensibile alle tematiche delle politiche sostenibili. Parte del nostro piano d'impresa approvato recentemente dalla Regione fissa, infatti, gli obiettivi di riduzione di emissione di CO2, dei consumi energetici e di acqua e punta al miglioramento dell'occupazione del suolo evitando la frammentazione ambientale. Stiamo, inoltre, studiando i luoghi più idonei alle installazioni d'impianti fotovoltaici».
Nei progetti dell'azienda c'è anche l'opportunità di realizzare impianti di fitodepurazione per riutilizzare l'acqua da usare per lavare autobus e treni e innaffiare giardini in un'ottica di risparmio dell'importante risorsa. Ma non è tutto,perché recentemente la Sangritana ha anche approvato il "Manuale degli acquisti verdi" una lista della "spesa positiva" che implica comprare prodotti come lampadine ad alta efficienza o oggetti in plastica riciclata o prodotti realizzati da aziende che rispettano le condizioni dei lavoratori: «Forse non tutti sanno che investire sui prodotti verdi fa anche spendere meno - aggiunge Natale - L'anno passato l'azienda ha risparmiato circa 17 mila euro».
E intanto, la portavoce del Coordinamento per la Difesa della Costa Teatina, Fabrizia Arduini, polemizza con il presidente regionale di Confindustria, Calogero Riccardo Marrollo, che ha chiesto che si blocchi la legge regionale di istituzione della riserva della costa teatina perché ritenuta di freno all'economia: «Si continua a concepire lo sviluppo economico come negli anni 50 quando era basato solo sull'attività di industrie altamente impattanti sull'ambiente. Occorre piuttosto rifarsi a modelli economici come quello tedesco che si basano su industrie all'avanguardia che rispettano la natura e sono stati capaci di creare oltre 240 mila nuovi posti di lavoro in pochi anni».