Freschi di giuramento e già pronti ad esternare, alcuni neoministri del governo Berlusconi hanno esposto le linee guida che seguiranno nei prossimi mesi e anni. Solo col tempo, naturalmente, sapremo quanto di tali programmi sarà tradotto in fatti. Ad ogni modo, in attesa che Giulio Tremonti cali le carte dei suoi piani per l'economia italiana, si apprende che il neoministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, intende affrontare l'emergenza redditi legando la crescita dei salari alla produttività. Tema caro, quest'ultimo, alla Confindustria. Il "devoto della Legge 30", come lo definisce oggi Il Manifesto, punta anzitutto a detassare gli straordinari e i premi aziendali (cioè la parte variabile dello stipendio) e lo farà "molto presto, forse già nel primo Consigli dei ministri", ha detto subito dopo il giuramento davanti al Capo dello Stato. Tuttavia è probabile che questo intervento venga preceduto da un incontro con le parti sociali e dunque slitti alle successive riunioni di Palazzo Chigi.
Come riporta oggi il Sole 24 Ore, Sacconi intende seguire le linee guida del documento "Liberare il lavoro", della Fondazione Marco Biagi. In primo luogo, come detto, sottraendo alla progressività del prelievo fiscale tutte le parti variabili del salario, incluse le gratifiche di metà e fine anno. Se con un taglio secco delle tasse del 10 per cento o con la detassazione completa è ancora da stabilire. Quanto alla previdenza, il successore di Damiano ha già detto che intende agire per aumentare l'età pensionabile ma senza rimettere mano alla riforma del luglio scorso, con la quale il governo Prodi ha abolito lo "scalone Maroni". Sul versante sicurezza sul lavoro propone premi per le aziende virtuose (con la diminuzione del premio assicurativo) e unificazione di Inail e Ispesl. Contro il lavoro sommerso pensa al ricorso ai voucher, ai contratti di lavoro intermittente, e al decollo della Borsa lavoro. C'è poi un argomento delicato, quello dello Statuto dei lavoratori, che secondo Sacconi va sostituito con "un moderno Statuto dei lavori".
Per la Pubblica amministrazione il nuovo governo dice voler puntare a ripristinare autorità e gerarchia in base al merito e abolire gli automatismi di carriera. Si pensa pure alla riforma della Corte dei conti e alla soppressione dell'Aran (l'organismo che tratta con le organizzazioni dei lavoratori per conto dello Stato). Stando a quanto riporta Italia Oggi, Roberto Brunetta, nuovo titolare della Funzione pubblica, è intenzionato a mettere mano ai contratti della Pa, argomento su cui sembra "poco propenso a lasciare spazio ai sindacati". "Vogliamo governare bene, subito - ha detto il successore di Nicolais in un'intervista al Mattino, indicando la via della "concretezza" e della "visibilità" nel percorso del nuovo esecutivo. Per i dipendenti pubblici, senza troppi giri di parole, dice: "I bravi vanno premiati, i fannulloni cacciati. È una regola del mercato". Tra i suoi primi obiettivi, "mandare al macero le scartoffie e tutta la burocrazia cartacea".
Sindacati e imprese aspettano i fatti
"Questo governo è forte", ma "non sarà facile risolvere i problemi del paese, dalla crescita bassa alla crisi della finanza pubblica". A dirlo è il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, in una lunga conversazione con il quotidiano Il Riformista, nella quale ribadisce (vedi intervista a Rassegna Sindacale) che la sua organizzazione non intende fare opposizione pregiudiziale. Ma "se Berlusconi volesse ripetere la politica da cicala fatta nella precedente esperienza - sottolinea Epifani - non avrebbe spazi, così come non li avrebbe l'immaginazione creativa del ministro Tremonti, che infatti vedo oggi più prudente. Vedremo come il governo affronterà il tema del federalismo fiscale, della sanità, delle infrastrutture, i rifiuti di Napoli, i rinnovi contrattuali. E vedremo se e come ridurrà le tasse su tutti i redditi da lavoro dipendente e dei pensionati come noi richiediamo".
In un'intervista al Manifesto il segretario della Cisl Raffaele Bonanni chiede subito "un taglio delle tasse sul secondo livello di contrattazione, in modo da rendere più agevole quel salario", e si dice favorevole alla detassazione secca degli straordinari, "a condizione che vengano gestiti contrattualmente in azienda dalle Rsu, in modo da controllarne l'impatto sulle condizioni di sicurezza". Il leader sindacale mette poi un freno a eventuali revisione del Testo Unico sulla sicurezza: "Reintervenire sarebbe un errore e una perdita di tempo". Per il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, "l'auspicio è che sia prioritaria la crescita del paese e che si punti alla riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti e alla realizzazione di infrastrutture".
"Come sempre noi giudichiamo i governi sui singoli provvedimenti", ha detto il presidente uscente di Confindustria Luca Montezemolo, esprimendo soddisfazione per l'annuncio "di due iniziative molto importanti: la detassazione degli straordinari, che è molto importante per i nostri operai e impiegati, e quella dei premi di rendimento, che è uno dei punti di fondo per poter coinvolgere ancora di più dall'interno delle aziende chi contribuisce al loro successo".