Iscriviti OnLine
 

Pescara, 19/06/2026
Visitatore n. 755.096



Data: 11/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Nuove tasse, la Regione si difende. D'Amico: a Roma capiranno che i conti sono a posto

PESCARA. I tecnici del Bilancio hanno lavorato tutto il giorno ieri per preparare la linea di difesa contro l'ultimatum di Prodi - nuove tasse o commissariamento della sanità abruzzese -, lasciato sul tavolo di Berlusconi il giorno del passaggio delle consegne. Per l'assessore regionale Giovanni D'Amico i tecnici del ministero si sono limitati a ragionare sulle cifre nude, senza considerare il lavoro che la Regione sta facendo per recuperare i 232 milioni di deficit del 2006-2007 («che certamente ci sono», ammette D'Amico), e che sono il nodo della trattativa in corso col governo.
«Di quella cifra di 232 milioni indicata, il disavanzo da coprire per il solo anno 2007 è in realtà di 36 milioni» ragiona D'Amico, «che la Regione è in grado di riassorbire nel corso del 2008. E si tratta di un disavanzo di cui sono in parte responsabili il ministero e l'advisor City Group, che hanno allungato i temi di rimodulazione delle cartolarizzazioni (la Regione ha dovuto pagare interessi sul debito più alti di quanto previsto, ndr). Situazione molto più complessa, invece è il disavanzo del 2006 che ammonta a 197 milioni di euro e che deriva dal debito pregresso del sistema sanitario regionale negli anni 2005 e 2006. Ma lì dentro c'è di tutto», spiega D'Amico «e molti di quei debiti sono insussistenti, anzi stiamo scoprendo anche crediti da parte del sistema sanitario regionale».
D'Amico ricorda inoltre che i debiti al 31 dicembre 2005 ammontano a 851 milioni di euro, a fronte di coperture finanziarie di 964 milioni. Avanzerebbero dunque 113 milioni da utilizzare per coprire il deficit del 2006. Inoltre, aggiunge l'assessore, «le verifiche delle prestazioni delle case di cura private per gli anni 2005 e 2006 hanno innescato procedure di recupero pari a 50 milioni di euro; inoltre l'attività di monitoraggio ha evidenziato una ulteriore riduzione dei debiti verso fornitori pari a circa 19 milioni, che contribuirà anche a ridurre la mancata copertura del 2006».
Questo è il quadro che D'Amico presenterà al tavolo di monitoraggio del ministero il 21 maggio. E c'è da sperare che i tecnici accettino la linea della Regione (e anche che tutto scorra secondo gli intendimenti di D'Amico), altrimenti entro i primi di giugno Del Turco sarà costretto a firmare l'ulteriore aumento di Irap e Irpef oltre i massimi di legge, per scongiurare il commissariamento della sanità e di fatto il fallimento della sua politica di risanamento.
Ieri Del Turco è tornato sull'argomento addebitando le difficoltà della sanità alla politica del centrodestra e in particolare agli onerosi contratti sottoscritti alla fine della scorsa legislatura con le cliniche private e scaduti solo nel dicembre 2007. Nello stesso tempo il presidente della Regione si è augurato che i parlamentari abruzzesi del Pdl «siano solidali con la Regione, così come lo sono stati i parlamentari della vecchia maggioranza di Governo ogni volta che è stato necessario».
Un augurio che non sembra voler raccogliere il senatore del Pdl e coordinatore regionale di An Fabrizio Di Stefano, che ritiente «ineludibile» il commissariamento.
Mentre più possibilista è il senatore forzista Paolo Tancredi, che però non risparmia critiche al governatore: «I numeri sono chiari: il debito di cui parla Del Turco è raddoppiato nei tre anni del suo governo», sostiene Tancredi, «perché la politica scelta è ancora quella della spesa. E Prodi ha fatto un atto di onestà intellettuale firmando la lettera. Se però Del Turco ammette che va cambiato registro, noi siamo disponibilissimi a fare quello che sarà possibile sia a livello di governo che di Regione».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it