PESCARA. «Non so nulla della lettera di Prodi». Così risponde il ministro uscente della Salute Livia Turco, eletta al Parlamento in Abruzzo nelle liste del Partito Democratico. «Credo sia una lettera di tipo tecnico, un atto dovuto che immagino Prodi abbia dovuto fare alla luce di un rendiconto che proviene da un soggetto terzo».
Gli effetti della lettera, dice la Turco, ora «dipendono dal governo. Anche noi ci siamo trovati a dover affrontare i disavanzi delle Regioni, a partire dalla Liguria e dal Lazio. È stato il primo provvedimento che ci siamo trovati sul tavolo. E noi abbiamo scelto di aiutare le Regioni attivando un fondo con la prima Finanziaria del 2007, un fondo che abbiamo chiamato "fondino", per aiutare le regioni in difficoltà. Ricordo però che per questo fummo attaccati dal centrodestra, che ci accusò di fare dell'assistenzialismo. Ora mi auguro che il governo attuale aiuti la regione Abruzzo nel sostegno di un processo che deve essere di rigore e di salvaguardia dei livelli di assistenza». Anche perché, precisa l'onorevole Turco «il piano di rientro dell'Abruzzo ha dato risultati importanti, sia rispetto al rientro del debito sia rispetto all'ambizione di non toccare i livelli di assistenza, anzi di migliorare e potenziare i servizi. E credo», aggiunge la Turco, «che da parte del governo non ci debba essere un automatismo rispetto a questo atto tecnico. Perché un conto sono gli uffici, un conto è la politica. Mi auguro che il nuovo governo si muova con prudenza e sappia sostenere la Regione».
Sull'automatismo dell'atto insistono anche i parlamentari del Pd Giovanni Legnini e Giovanni Lolli. «Il maggior deficit rilevato non è, per quanto si è appreso direttamente dal ministero della Salute, frutto di una cattiva gestione del piano di rientro», spiegano i due parlamentari «bensì effetto di rilievi contabili legati all'utilizzo del fondo sanitario nazionale nel 2006 e all'entità della rata di ammortamento del debito pregresso. Ora si tratta di assumere iniziative con il Governo e in sede parlamentare per modificare l'automatismo fiscale che determinerebbe uno strozzamento inaccettabile dell'economia abruzzese».
Legnini e Lolli assicurano che presenteranno «alla prima occasione utile», alcune proposte in Parlamento «per tentare di risolvere tale problematica, ma anche quella relativa al tetto di spesa per il personale. Staremo a vedere quale sarà la posizione dei parlamentari abruzzesi del centrodestra. Questo sarà il primo vero banco di prova nei rapporti tra il nuovo Governo di centrodestra e la nostra Regione».